{"id":4584,"date":"2021-10-27T16:05:00","date_gmt":"2021-10-27T15:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4584"},"modified":"2021-10-28T07:09:31","modified_gmt":"2021-10-28T06:09:31","slug":"hubert-lamericano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/10\/27\/hubert-lamericano\/","title":{"rendered":"Hubert, l&#8217;americano"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>A giudicare dal folto (ma distanziato) pubblico ritrovatosi un paio di settimane fa al Ca\u2019 de\u2019 Bezzi per il concerto di presentazione del nuovo disco, c\u2019era davvero molta attesa per questo Stop, nuovo lavoro del chitarrista brunicense Hubert Dorigatti; il quinto disco da quando l\u2019artista \u00e8 passato dal jazz strumentale degli esordi ad un rock blues molto radicato nella cultura e nel sound degli Stati Uniti, nonch\u00e9 il primo per la casa discografica milanese Appaloosa, piccola ma determinata label, molto impegnata nella promozione e produzione di artisti italiani d\u2019ambito rock e di artisti americani e britannici di nicchia ma importanti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u00c8 stato Fabrizio Poggi \u2013racconta Hubert \u2013 a suggerirmi di contattare questa etichetta. Lui aveva gi\u00e0 collaborato come armonicista al mio disco precedente e come solista ha diverse pubblicazioni su Appaloosa. Cos\u00ec ho provato a mandare a Milano un po\u2019 di tracce di prova del disco che avrei voluto fare e loro mi hanno incoraggiato. Il risultato \u00e8 Stop che adesso \u00e8 finalmente distribuito e che sto promuovendo anche dal vivo\u201d.<br>Il giudizio sul disco \u00e8 decisamente positivo, ogni singola nota sembra confermare prepotentemente la felice vena compositiva dell\u2019autore e la sua propensione a realizzare dischi che sembrano prodotti in America, suonando talvolta anche pi\u00f9 americani dei dischi di certi artisti che dagli Stati Uniti provengono.<br>Si tratta di un disco decisamente vario, mai ripetitivo, con una dozzina di nuove composizioni registrate tra il Mcwave Studio di Brescia e il Newport di San Lorenzo di Sebato, rispettivamente da Paolo Costola e Armin Rainer, con uguale perizia, mescolando nazionale e locale, come avviene anche per la scelta dei musicisti.<br>\u201cAvevo finalmente l\u2019occasione di fare un disco che potesse contare su una certa distribuzione anche in Italia \u2013 ci spiega Dorigatti \u2013 e mi sono detto che volevo i musicisti migliori. Cos\u00ec al basso ho chiamato Paolo Legramandi, che ha un curriculum eccellente, c\u2019\u00e8 naturalmente Poggi all\u2019armonica, Michele Bonivento suona piano elettrico e un eccezionale Hammond, perch\u00e9, ci tengo a dirlo allo studio Macwave abbiamo suonato con strumenti veri, praticamente dal vivo, tutti insieme. Mi piace lavorare col vecchio metodo, avere un vero Hammond e non un plug-in che ne riproduce il suono. E poi ci sono il banjoista inglese Dan Walsh, il vibrafono di Mirko Pedrotti, la batteria di Matteo Giordani, Max Castlunger e Adrian Kirchler alle percussioni\u201d.<br>Il risultato \u00e8 un disco molto equilibrato, arricchito poi dai cori di Laura Willeit, Evi Mair e Martin Perkmann, un disco che spazia dal rock blues, a volte puro rock (la turgida Mr. Nolan, uscita come singolo apripista qualche mese fa), a incursioni country (come in Good Old Days in cui primeggia il banjo di Walsh), fingerpicking (ascoltate Mama Will Do It Right in cui la chitarra acustica dialoga col vibrafono di Pedrotti) o addirittura d\u2019atmosfera dixie come Walking con un eccelso lavoro vocale di Laura Willeit.<br>\u201cCredo sia una delle mie peculiarit\u00e0 \u2013 prosegue il musicista \u2013 il jazz \u00e8 stato molto importante per me, l\u2019ho studiato molto a fondo e mi piace infilarlo senza esagerare in ci\u00f2 che suono adesso. \u00c8 il mio pallino, inserire nelle composizioni cose che vadano fuori dalla pentatonica, restando per\u00f2 sempre saldo nella musica che faccio, non per fare il figo o esibire un virtuosismo fine a s\u00e9 stesso, piuttosto per non rimanere impastoiato in definizioni che mi stanno strette. Vedo che poi c\u2019\u00e8 la risposta da parte del pubblico, che apprezza. E non parlo solo del pubblico nostrano o europeo con cui ho a che fare di solito: avendo suonato in pi\u00f9 occasioni anche negli Stati Uniti ho avuto dei feedback positivi, cosa che non \u00e8 del tutto automatica. Mi dicono che la pronuncia inglese \u00e8 buona, ma ci sto ancora lavorando, non credo sar\u00f2 mai perfetto, l\u2019importante \u00e8 esserne consapevole\u201d.<br>Per quanto riguarda la promozione di questo nuovo disco, Dorigatti punter\u00e0 sulla formazione a trio vista in azione al Ca\u2019 de\u2019 Bezzi, con la voce di Laura Willeit e il bassista (e background vocalist) Giacomo Da Ros.<br>Nello specifico possiamo comunicarvi che sar\u00e0 possibile vederli di nuovo in azione in citt\u00e0 il prossimo 26 novembre al Laurin, dove sar\u00e0 presente come ospite anche Fabrizio Poggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A giudicare dal folto (ma distanziato) pubblico ritrovatosi un paio di settimane fa al Ca\u2019 de\u2019 Bezzi per il concerto di presentazione del nuovo disco, c\u2019era davvero molta attesa per questo Stop, nuovo lavoro del chitarrista brunicense Hubert Dorigatti; il quinto disco da quando l\u2019artista \u00e8 passato dal jazz strumentale degli esordi ad un rock [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":4585,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[114],"class_list":["post-4584","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-scena-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4584","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4584"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4586,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4584\/revisions\/4586"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}