{"id":4668,"date":"2021-11-11T09:10:38","date_gmt":"2021-11-11T08:10:38","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4668"},"modified":"2021-11-11T09:10:39","modified_gmt":"2021-11-11T08:10:39","slug":"i-lichtenstein-luci-e-ombre-di-un-casato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/11\/11\/i-lichtenstein-luci-e-ombre-di-un-casato\/","title":{"rendered":"I Lichtenstein: luci e ombre di un casato"},"content":{"rendered":"\n<p>Gran parte della storia di Laives del secondo millennio dopo Cristo coincide, nel bene e nel male, con l&#8217;ascesa e il declino della nobile stirpe dei von Lichtenstein.<br>Dal lontano 18 aprile 1189, quando il principe vescovo di Trento Corrado affid\u00f2 la &#8220;wardia et custodia&#8221; di Castel Lichtenstein sopra Laives in feudo ereditario ad &#8220;Adelheit, figlia del fu Gottschalk von Kastelruth, a suo figlio Heinrich e a suo marito Otto del fu Herkempret von Weineck&#8221; e fino alla sua scomparsa nel 1762, il casato acquist\u00f2 enormi ricchezze e posizioni di potere in Tirolo, nelle terre d&#8217;Oltralpe e nella chiesa tridentina.<\/p>\n\n\n\n<p>Sconosciuti rimangono le origini della famiglia e i nomi dei suoi primi esponenti (Calhochus I?), forse giunti a Laives da Coira nei Grigioni all&#8217;inizio del nuovo millennio. Abbastanza certo \u00e8 invece che Adelaide, sposata in seconde nozze a Otto di Weineck e madre di Enrico, doveva essere vedova di un von Lichtenstein, forse quell&#8217;Udalschalk menzionato in un documento del 1162. Non si spiega altrimenti il motivo per cui il vescovo avesse affidato proprio a lei, donna originaria di un&#8217;altra diocesi, uno dei suoi feudi pi\u00f9 importanti.<br>Comunque sia, all&#8217;epoca il castello doveva esistere da oltre 100 anni, dato che i vescovi di Trento avevano ottenuto quel territorio nel 1027 e il presidio dei suoi confini settentrionali era e rimase della massima importanza almeno fino alla met\u00e0 del XIV secolo, quando venne distrutto una seconda volta e definitivamente abbandonato.<br>I conti, che mantennero il solo castrum inferius (Pfleg), centro dei loro affari, si erano gi\u00e0 spostati a Bolzano in piazza della Mostra e a Cornedo.<br>La stirpe di ministeriali produsse personaggi illustri e altri noti soprattutto alle cronache giudiziarie. Uno dei suoi pi\u00f9 famigerati esponenti fu Bartolomeo IX, considerato la pecora nera della nobilt\u00e0 tirolese all&#8217;epoca di Ferdinando II.<br>Era noto per la sua dissolutezza e crudelt\u00e0 nei confronti del popolo e, soprattutto, per la sua impudica convivenza con una &#8220;Dirn&#8221; (serva o forse prostituta). Mor\u00ec in povert\u00e0 nel 1602 dopo aver perso dissipato le sue ricchezze, tra cui anche il castello di Cornedo, &#8220;a causa del suo debole per le donne&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Non meno indegna fu la fine di suo figlio Wilhelm VII, crudele e depravato quanto il padre: fu assassinato nel 1586 nei pressi di Cornedo da Erasmus von Lichtenstein, Pfleger di Caldaro, su istigazione di Konstantin I von Lichtenstein. A quest&#8217;ultimo furono quindi tolti i castelli di Arco e Penede. Invitato alla resa, rispose con le parole: &#8220;Se i conti di Arco sono stati dei cujoni, io di certo non lo sar\u00f2&#8221;. Part\u00ec per le guerre turche e non fece pi\u00f9 ritorno. Da Belgrado scrisse a suo cugino Nicol\u00f2 di Lodron, invitandolo a vendere l&#8217;argenteria per pagare il riscatto dalla prigionia. Costui si guard\u00f2 bene dall&#8217;esaudire il desiderio del parente e lo lasci\u00f2 morire in esilio nel 1614.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gran parte della storia di Laives del secondo millennio dopo Cristo coincide, nel bene e nel male, con l&#8217;ascesa e il declino della nobile stirpe dei von Lichtenstein.Dal lontano 18 aprile 1189, quando il principe vescovo di Trento Corrado affid\u00f2 la &#8220;wardia et custodia&#8221; di Castel Lichtenstein sopra Laives in feudo ereditario ad &#8220;Adelheit, figlia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":4669,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[113],"class_list":["post-4668","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-te-ricordet"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4668","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4668"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4670,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4668\/revisions\/4670"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4669"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}