{"id":4671,"date":"2021-11-11T09:12:18","date_gmt":"2021-11-11T08:12:18","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4671"},"modified":"2021-11-11T09:12:18","modified_gmt":"2021-11-11T08:12:18","slug":"condivisione-e-allineamento-tra-uomini-e-macchine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/11\/11\/condivisione-e-allineamento-tra-uomini-e-macchine\/","title":{"rendered":"Condivisione e allineamento tra uomini e macchine"},"content":{"rendered":"\n<p>L\u2019intelligenza artificiale sta diventando sempre pi\u00f9 presente nelle nostre vita e nelle nostre citt\u00e0. Uno dei grandi problemi aperti in intelligenza artificiale \u00e8 quello del cosiddetto \u201callineamento dei valori\u201d: come facciamo a essere certi che queste macchine si comportino secondo le norme e le regole di comportamento vigenti, nonch\u00e9 rispettando i princ\u00ecpi etici e i valori umani? Un elemento specifico in questo contesto \u00e8 la condivisione dell\u2019obiettivo da raggiungere. Lo trattiamo per raccontarvi quanto ancora siamo lontani da questa condivisione. Immaginate questi esempi: come facciamo a comunicare a un veicolo autonomo quale \u00e8 il suo \u201cobiettivo primario\u201d? E a un programma che deve mostrare abilit\u00e0 nel giocare ad un videogame? E ad un robot che deve afferrare una palla?<br>Una branca dell\u2019intelligenza artificiale, chiamata \u201capprendimento per rinforzo\u201d, ha proposto una visione radicale e molto generale per costruire macchine in grado di risolvere problemi cos\u00ec diversi. L\u2019idea \u00e8 molto semplice\u2026 alla macchina non viene insegnato nulla, se non tre funzioni fondamentali. La prima \u00e8 la capacit\u00e0 di \u201cprendere in input\u201d un\u2019informazione sullo stato corrente del mondo. Ad esempio: l\u2019immagine fotografica attuale catturata da una videocamera posta sul cruscotto del veicolo o sul braccio del robot, o la configurazione dei pixel dello schermo che mostra il videogioco che si sta giocando. La seconda funzionalit\u00e0 \u00e8 la capacit\u00e0 di \u201cagire\u201d nel mondo, senza sapere, inizialmente, quale sar\u00e0 l\u2019effetto delle proprie azioni. Ad esempio: frenare\/accelerare l\u2019auto; aprire o chiudere la mano robotica, o girare il braccio; muovere il personaggio del videogioco avanti o indietro; e cos\u00ec via. La terza funzionalit\u00e0 \u00e8 quella di ottenere, una volta effettuata un\u2019azione, un valore numerico che indichi il \u201cpremio\u201d per quanto fatto (alla stregua del biscotto che viene dato a un topolino capace di trovare l\u2019uscita in un labirinto). Ad esempio: un premio positivo ogni volta che il braccio robotico afferra la palla; un premio negativo (o \u201cpunizione\u201d) ogni volta che la palla viene fatta cadere per terra; nessun premio per altre azioni. Nel prossimo numero, vi racconter\u00f2 i successi di questo approccio, ma anche divertenti risultati legati appunto nel comportamento emergente in queste macchine.<br>(continua\u2026)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019intelligenza artificiale sta diventando sempre pi\u00f9 presente nelle nostre vita e nelle nostre citt\u00e0. Uno dei grandi problemi aperti in intelligenza artificiale \u00e8 quello del cosiddetto \u201callineamento dei valori\u201d: come facciamo a essere certi che queste macchine si comportino secondo le norme e le regole di comportamento vigenti, nonch\u00e9 rispettando i princ\u00ecpi etici e i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":4672,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[24],"class_list":["post-4671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-citta-digitale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4671","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4671"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4671\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4673,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4671\/revisions\/4673"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4672"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4671"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4671"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4671"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}