{"id":4783,"date":"2021-11-25T02:00:00","date_gmt":"2021-11-25T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4783"},"modified":"2021-11-24T21:27:17","modified_gmt":"2021-11-24T20:27:17","slug":"musicisti-di-strada-categoria-discriminata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/11\/25\/musicisti-di-strada-categoria-discriminata\/","title":{"rendered":"Musicisti di strada: categoria discriminata?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nei confronti dei pochi musicisti professionisti che si esibiscono nel centro storico l\u2019amministrazione comunale di Bolzano non dimostra la stessa sensibilit\u00e0 manifestata nei confronti dei commercianti ambulanti. Ecco cosa prevedono le pi\u00f9 recenti disposizioni, unitamente alle voci dei musicisti e quelle del sindaco e dell\u2019assessora alla cultura.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ai pi\u00f9 attenti probabilmente non \u00e8 sfuggito che da qualche settimana il centro di Bolzano \u00e8 privo di musica. Gli artisti di strada hanno infatti smesso di suonare. Non \u00e8 una moltitudine: stiamo infatti parlando sostanzialmente di una coppia di musicisti slavi, del giovane chitarrista Peter Burchia e di Klaus Walter, il mite suonatore di Streichzither (un tipo particolare di cetra tradizionale, suonata anche con l\u2019archetto) che da tempo immemore si esibisce in abito tradizionale tirolese in Piazza Walther.<br>Tra i musicisti di strada Klaus Walter \u00e8 un po\u2019 un\u2019istituzione, quasi una attrazione a s\u00e9, per i turisti che vengono a Bolzano.<br>Gli abbiamo chiesto perch\u00e9 non lo si vede pi\u00f9 suonare in centro a Bolzano. \u201cFino a maggio riuscivo ad ottenere le autorizzazioni, poi i vigili mi hanno comunicato che non ne avrebbero pi\u00f9 concesse.<br>Non ne ho compreso il motivo, ma in estate, con il bel tempo, ho deciso di suonare ugualmente, anche senza permesso. Questo fino al 23 settembre, quando, mentre pacificamente suonavo con diverso pubblico presente, sono arrivate due auto della polizia municipale e i vigili, che in maniera alquanto brusca, con tanto di mimica gestuale, mi hanno intimato di mettere via i miei strumenti e di sparire, pena una multa\u2019. Ritengo che avrebbero potuto usare anche toni pi\u00f9 gentili, o darmi un minimo di preavviso. Se penso che ai tempi del sindaco Spagnolli il comune elogiava la mia presenza, sottolineando la valenza culturale del mio lavoro, mi rattristo. Dopo questo episodio ho cominciato a suonare sul piazzale della funivia a Soprabolzano, a Merano e a Caldaro\u201d.<br>Abbiamo ricevuto un resoconto analogo da Peter Burchia, giovane chitarrista del giro della reggae band Shanti Powa: \u201ca Bolzano \u00e8 diventato difficilissimo ottenere le autorizzazioni per suonare\u201d.<br>La posizione voluta dall\u2019attuale amministrazione bolzanina risulta essere in controtendenza rispetto a quanto portato avanti solo pochi anni fa. Infatti, su spinta del consigliere comunale Tobias Planer, un gruppo di lavoro di operatori culturali si era a suo tempo adoperato per la regolamentazione delle attivit\u00e0 degli artisti di strada. In merito abbiamo sentito l\u2019assessora alla cultura Chiara Rabini. \u201cAd inizio consigliatura avevo incontrato vari musicisti di strada che chiedevano la modifica dell\u2019ordinanza e mi sono adoperata per far valutare agli uffici modifiche favorevoli per una valorizzazione degli artisti attualmente in corso\u201d.<br>Sembra tuttavia che non spetti all\u2019assessorato alla cultura intervenire, ma che la competenza per l\u2019arte di strada sia in capo al sindaco Renzo Caramaschi, da noi interpellato. \u201cNon \u00e8 vero che c\u2019\u00e8 un divieto assoluto. \u00c8 che se un musicista resta a suonare tre o quattro ore sotto ad uno studio dove c\u2019\u00e8 un dottore o dove ci sono degli ammalati, questo non va bene\u201d. Apprendiamo che nel dicembre del 2019 il Comune di Bolzano ha aggiornato la precedente ordinanza del 2014 sulla \u201climitazione dell\u2019esercizio dei mestieri girovaghi e artistici a tutela della quiete pubblica\u201d. Qui viene posto l\u2019accento sul \u201ccontinuo e fastidioso disturbo causato da suonatori ed artisti di strada\u201d, obbligando gli artisti alla richiesta di una autorizzazione con marca da bollo. Nella stessa ordinanza sono definiti luoghi, orari (nei giorni feriali tra le 10 e le 12 e tra le 16 e le 19) in cui gli artisti si possono esibire ed eventuali sanzioni per i trasgressori, tra cui \u201cil sequestro amministrativo ai fini della confisca degli strumenti e delle attrezzature utilizzate per l\u2019esercizio delle attivit\u00e0\u201d, in caso di reiterazione delle violazioni. Attualmente la polizia municipale non rilascia autorizzazioni a causa della sostanziale impossibilit\u00e0 di controllare il pubblico che assiste, secondo le norme previste per la prevenzione del contagio da Covid. Non possiamo tuttavia fare a meno di notare come il Comune si prodighi per favorire il commercio in strada \u2013 pensiamo solo agli sforzi per far partire i mercatini di Natale &#8211; ma non riesca a dare equivalente importanza alle professioni artistiche che si esprimono in quegli stessi spazi, pregiudicando quindi in questo modo la loro stessa sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Till Antonio Mola<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei confronti dei pochi musicisti professionisti che si esibiscono nel centro storico l\u2019amministrazione comunale di Bolzano non dimostra la stessa sensibilit\u00e0 manifestata nei confronti dei commercianti ambulanti. Ecco cosa prevedono le pi\u00f9 recenti disposizioni, unitamente alle voci dei musicisti e quelle del sindaco e dell\u2019assessora alla cultura. 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