{"id":4826,"date":"2021-11-24T02:00:00","date_gmt":"2021-11-24T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4826"},"modified":"2021-11-25T10:04:05","modified_gmt":"2021-11-25T09:04:05","slug":"la-mia-vita-con-il-cancro-al-seno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/11\/24\/la-mia-vita-con-il-cancro-al-seno\/","title":{"rendered":"La mia vita con il cancro al seno"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il 19 ottobre scorso si \u00e8 celebrata la \u201cGiornata internazionale contro il cancro al seno\u201d con il proposito di sensibilizzare le donne sul tema della prevenzione e dell\u2019accesso alle cure. Per ripercorrere insieme alcuni aspetti, soprattutto pratici, di questa malattia, Giusy Maestretti ha voluto raccontare la sua vicenda personale per essere di esempio a tutte quelle donne che non eseguono l\u2019autopalpazione: \u201cToccatevi le tette! A me ha salvato la vita\u201d, racconta Giusy.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giusy Maestretti , come si \u00e8 accorta del nodulo al seno?<\/strong><br>Ero sotto la doccia e come al solito sono abituata a fare l\u2019autopalpazione. Ho notato subito una pallina dura sulla parte superiore del seno destro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ha pensato in quel momento?&nbsp;<\/strong><br>Nella mia famiglia ci sono alcuni casi di tumore al seno, ho pensato subito di chiamare il mio medico di base il quale mi ha prescritto una visita senologica urgente. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa succede dopo l<strong>a visita senologica?&nbsp;<\/strong><br>Sono stata invitata in clinica a Bolzano, dove mi hanno sottoposta ad una serie di esami medici fino alla diagnosi che \u00e8 arrivata in tempi brevissimi. Il 15 giugno ho fatto la visita senologica, il 18 la mammografia che ha confermato la presenza di una lesione sospetta; il 25 ho fatto anche una biopsia e il 2 luglio mi hanno dato l\u2019esito tanto temuto: tumore al seno. In termini medico il nome \u00e8 questo: carcinoma duttale infiltrante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitolando: arriva la diagnosi e in poco tempo lei \u00e8 costretta a rivedere i suoi piani: la famiglia, i figli, il lavoro. <strong>Cosa accade nella testa di una donna quando sa di avere un tumore?&nbsp;<\/strong><br>Non mi sono lasciata prendere dal panico e da paure eccessive: mi sono completamente affidata ai medici, i quali mi hanno detto che si trattava di un tumore ormonale&nbsp; trattabile e che ce l\u2019avrei fatta. Quello che mi ha forse spaventato all\u2019inizio \u00e8 stata la necessaria riorganizzazione della mia quotidianit\u00e0 in casa e soprattutto dover raccontare ai miei figli che la loro mamma \u201cnon stava bene\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 l\u2019iter che ha seguito dopo la diagnosi?&nbsp;<\/strong><br>Dopo la diagnosi sono stata affidata alle cure dello staff medico della Breast Unit (unit\u00e0 di senologia) dell\u2019ospedale di Bolzano, dove il 5 luglio ho fatto il primo colloquio con l\u2019infermiera e il chirurgo che mi avrebbe operata di l\u00ec a breve. Sapevo di essere in buone mani. La Breast Unit \u00e8 un centro specializzato che offre numerosi servizi per le donne malate di tumore al seno. Presso la&nbsp; LiLT (lega italiana per la lotta contro i tumori) invece ho trovato altri&nbsp; servizi utili, dalle diete durante le cure al supporto psicologico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dopo l\u2019intervento di rimozione del nodulo al seno, cosa le hanno detto?<\/strong><br>Fortunatamente dopo l\u2019intervento, quadrantectomia con asportazione del linfonodo sentinella, il medico mi ha detto che non dovevo fare la chemioterapia, ma 25 sedute di radioterapia. La cosa mi ha reso felice e non poco. L\u2019idea di dover fare la chemioterapia, perdere i capelli e le energie, \u00e8 stato per me un brutto sogno ricorrente. Non che il post operatorio sia stata una passeggiata: non riuscivo a dormire, la ferita sotto l\u2019ascella tirava, per non parlare delle irritazioni della pelle intorno al capezzolo dopo le sedute di radioterapia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come sono oggi le sue giornate?&nbsp;<\/strong><br>Tutti i giorni mi reco a Bolzano per fare le sedute di radioterapia. Le infermiere sono gentili e rispondono a qualsiasi tipo di domanda, poi scambio esperienze con altre donne malate di tumore al seno come me. Con loro \u00e8 nata una bella frequentazione perch\u00e9 condividiamo pi\u00f9 o meno le stesse esperienze e&nbsp; tutti gli aspetti pratici legati alla malattia.&nbsp;<br>A volte mi chiedo: perch\u00e9 proprio a me! La risposta non esiste; ho conosciuto tante donne con storie e trascorsi diversi. Certo: la genetica e l\u2019et\u00e0 incidono, ma il tumore pu\u00f2 sorprendere anche donne settantenni in piena salute e senza precedenti in famiglia. Alla fine della giornata si torna a casa un po\u2019 stanche, sono gli effetti della radioterapia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ritornando al \u201cperch\u00e9 proprio a me?\u201d, che chiave di lettura si \u00e8 data?&nbsp;<\/strong><br>Dopo la biopsia ho pianto tanto. Non ho mai avuto paura della malattia in s\u00e9, ma dell\u2019impatto che questa avrebbe avuto sul mio corpo e sulla mia famiglia. Ho pianto da sola, facendo coraggio a chi mi stava intorno.&nbsp;<br>Oggi credo di essere diversa, il tumore mi ha imposto uno stop, mi ha fatto capire chiaramente che dovevo occuparmi di me stessa e della mia salute. Ed \u00e8 quello che faccio, curandomi e seguendo le indicazioni dei medici. Insomma ho fatto la mamma e la paziente oncologica a tempo pieno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 ha scelto di raccontare apertamente la sua storia?&nbsp;<\/strong><br>Per dire che l\u2019autopalpazione \u00e8 una pratica importantissima di prevenzione. Noi donne conosciamo bene il nostro corpo Io non avevo sintomi e mi sentivo bene. Solo toccandomi il seno sotto la doccia mi sono accorta che c\u2019era qualcosa di diverso. Molte donne non si toccano il seno&nbsp; perch\u00e9 hanno paura o si imbarazzano, invece vorrei dire a tutte: \u201ctoccatevi le tette! Le prime siamo noi\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In questo periodo di grande fragilit\u00e0 emotiva, chi le \u00e8 stato vicino?&nbsp;<\/strong><br>Mi sono sentita molto coccolata da amici, colleghi e parenti. Ma vorrei approfittare di questo spazio dedicato alla malattia per ringraziare le persone della mia famiglia senza le quali questo percorso verso la guarigione sarebbe stato pi\u00f9 difficile. Mio fratello Cosimo, mia cognata Giada che ha saputo ascoltarmi sempre, mio padre Giuseppe &#8211; un pap\u00e0 e nonno presente &#8211; i miei figli che mi hanno dato la forza di non mollare mai, e la mia mamma, Maria. In quei momenti, anche se adulta e anche se madre, h voluto la mia mamma accanto e lei c\u2019era. Ce l\u2019avrei fatta anche da sola? Per fortuna non ho mai dovuto pormi questa domanda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Immaginiamo lei voglia fare anche altri ringraziamenti\u2026<\/strong><br>S\u00ec, e ci tengo moltissimo. Vorrei fare un ringraziamento speciale agli infermieri e ai medici che si sono presi cura di me. Le infermiere Martina Tetter, Ketty Tollardo, il dottor C. Mayr, chirurgo di oncologia che mi ha operata, tutte le infermiere del reparto di chirurgia di Bolzano, la Lilt di Bolzano per l\u2019assistenza post operatoria, la dottoressa Annalisa Pesavento del reparto di oncologia e la dottoressa radiologa Rosa Michela del reparto di radioterapia insieme a tutto il personale medico e paramedico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>Autrice: Francesca Morrone<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 ottobre scorso si \u00e8 celebrata la \u201cGiornata internazionale contro il cancro al seno\u201d con il proposito di sensibilizzare le donne sul tema della prevenzione e dell\u2019accesso alle cure. 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