{"id":4854,"date":"2021-11-25T02:00:00","date_gmt":"2021-11-25T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4854"},"modified":"2021-11-24T22:50:12","modified_gmt":"2021-11-24T21:50:12","slug":"marino-e-il-suo-sogno-americano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/11\/25\/marino-e-il-suo-sogno-americano\/","title":{"rendered":"Marino e il suo sogno americano"},"content":{"rendered":"\n<p>&#8220;La fortuna aiuta gli audaci, il pigro si ostacola da solo&#8221;, recita un antico detto latino, che calza a pennello per la vita di Umberto Marino. La sua storia si muove su un copione noto a molti bolzanini : Marino nasce a Bolzano nel 1990 da genitori campani, arrivati qui per lavoro, frequenta le scuole del capoluogo e trova un ottimo impiego presso una ditta locale. Fin qui nulla di strano, ma poi questo percorso &#8220;segnato&#8221; fa un potente sterzata, perch\u00e9 il ragazzo vuole di pi\u00f9 e decide di tirare fuori il sogno dal cassetto: andare a vivere e lavorare in America. Ci prova e ci riesce \u2013 dal 2017 si \u00e8 trasferito infatti negli States ed ha gi\u00e0 alle spalle diverse esperienze lavorative nel settore dello sviluppo commerciale delle aziende nel settore alimentare negli Stati Uniti e in Canada.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo raggiungiamo al telefono \u2013 qui siamo in piena mattinata, sono le ore 11.30, lui invece sta tornando in macchina da New Orleans e sono le 4.30 di notte. Ci\u00f2 nonostante, la sua voce \u00e8 pronta e squillante, siamo quasi travolti dal fiume di parole, spinte da un&#8217;energia decisamente fuori dal comune.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come \u00e8 iniziata l&#8217;avventura americana?<\/strong><br>Un misto di volont\u00e0 e fortuna. Avevo un ottimo lavoro presso una ditta locale, nel settore alimentare. Mi trovavo bene, ma volevo &#8216;spaccare il mondo&#8217;. Presi una settimana di vacanza per andare a New York pervedere che aria tirava. A Malpensa, poco prima di imbarcarmi, sentii un mio collega al telefono. La ragazza che era dietro di me, che aveva ascoltato, mi chiese per quale ditta stessi volando in America\u00a0 &#8211; in realt\u00e0 nessuna, ma avrei tanto voluto, le risposi &#8211; e cos\u00ec ci scambiammo i biglietti da visita. Dopo 7 mesi mi contatt\u00f2 per fare un colloquio per la sua azienda, nel settore &#8220;food&#8221;, era il 2017.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E sei andato per restare&#8230;<\/strong><br>Si, a parte un breve rientro per il visto. Il passo decisivo \u00e8 stato senza dubbio il matrimonio. Ricordo chiaramente il momento in cui, al telefono, lo dissi a mia madre. Ero a Detroit per lavoro e stavo per rientrare in Italia per le vacanze di Natale, le comunicai che avevo intenzione di sposarmi con Kathleen, americana del Bronx. Temevo un po&#8217; la reazione, anche perch\u00e9 mia mamma \u00e8 cardiopatica, ma dopo un momento di silenzio, mi disse che dovevo fare la mia vita ed era felice per me.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Viene a trovarti?<\/strong><br>Certo, con regolarit\u00e0, pandemia a parte. La prima volta che \u00e8 venuta le ho fatto visitare il mio ufficio ed ho letto nei suoi occhi la gioia per la mia realizzazione, che \u00e8 anche la sua.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 il &#8220;sogno americano&#8221; che ti ha spinto a partire?<\/strong><br>Io sono cresciuto con una foto di mio nonno in cui c&#8217;era stampato &#8216;Nato a Brooklyn e morto a Caserta&#8217;&#8230; sar\u00e0 stato magari solo a livello visivo, ma questo ha alimentato la mia curiosit\u00e0 e ho iniziato ad appassionarmi all&#8217;America. Il mio sogno \u00e8 stare in questo paese perch\u00e9 ti da la possibilit\u00e0 di poterti esprimere \u2013 che sia con un successo o con insuccesso. Qui non ci si ferma mai, si corre sempre \u2013 in un certo senso mi ci rivedo, ho la testa che &#8216;va&#8217;, anche troppo forse. E poi mi ritengo una persona ambiziosa, che guarda sempre avanti, al prossimo obiettivo. Questo non vuol dire non fallire mai, ma provarci comunque: quando sono partito ho pensato, beh anche se dopo un mese dovessi tornare a casa, sarebbe stato comunque bello e importante provarci.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Guardare al prossimo obiettivo: lo intendi in senso economico?\u00a0<\/strong><br>Vengo da una famiglia umile, con situazioni e problemi che molte famiglie si trovano a dover affrontare. Non ho avuto molte opportunit\u00e0 e non ho potuto laurearmi perch\u00e9 dovevo dare una mano a casa. Ma non mi sono pianto addosso. Come dicono qui &#8216;never give up!&#8217;. Per l&#8217;ambizione \u00e8 cicondaemi di chi penso sia migliore di me, per crescere, sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per\u00f2 questo continuo correre ha anche aspetti negativi&#8230;<\/strong><br>Si certo, esige molto, \u00e8 una societ\u00e0 competitiva e pu\u00f2 essere molto stancante \u2013 bisogna pensare che qui si hanno solo 20 giorni all&#8217;anno di ferie in media. E non esistono i contratti a tempo indeterminato: la definizione \u00e8 &#8216;at will&#8217;, ti tengo finch\u00e9 ritengo e mi servi. Sei sempre sulla corda&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lavoro che facilmente si perde quindi\u2026<\/strong><br>Ma che si ritrova: ce n&#8217;\u00e8 fin troppo! Nella mia esperienza, quella del retail (commercio al dettaglio) si fa fatica a trovare personale. E il tasso di disoccupazione \u00e8 basso: solo 2%.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Capitolo pandemia: come l&#8217;hai vissuta?<\/strong><br>Dal punto di vista personale, \u00e8 stata una buona occasione per riposarmi. Prima ero in volo ogni settimana! Per\u00f2 mi ha staccato dalla mia famiglia di origine e mi ha fatto ripensare alla mia scelta, soprattutto in relazione alla cardiopatia di mia mamma. Ma dopo un momento di crisi ho cercato di viverla serenamente, standole vicino con chiamate quotidiane, facendole sentire comunque la mia presenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>A New York la situazione \u00e8 stata dura, con celle frigorifere trasformate in obitori e la nave della marina per accogliere i malati davanti Manhattan&#8230;<\/strong><br>S\u00ec, ma per fortuna siamo tornati alla normalit\u00e0 \u2013 per entrare nei ristoranti devi avere una tessera vaccinale. Qui fare il vaccino \u00e8 un gesto patriottico, c&#8217;\u00e8 grande capacit\u00e0 di fare unione su questo \u2013 avremmo solo da imparare.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi hai fatto il vaccino.<\/strong><br>Certo, ho gi\u00e0 fatto la terza dose di Moderna al supermercato. Ho visto che segnalavano la possibilit\u00e0, ho lasciato un momento il carrello e dopo la puntura sono andato a pagare la spesa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ti manca di pi\u00f9 dell&#8217;Italia?\u00a0<\/strong><br>Tre cose: la famiglia (ho un rapporto strettissimo con la mamma), poi gli amici d&#8217;infanzia \u2013 perch\u00e9 quelli che ti fai al campetto sono insostituibili e&#8230; i canederli! Ormai \u00e8 tradizione, la prima cosa che faccio quando arrivo \u00e8 andare ad Appiano in un noto Gasthof, dove fanno i miei preferiti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Allora sei rimasto un po&#8217; altoatesino?\u00a0<\/strong><br>I miei sono delle zone di Caserta e del napoletano, mi ritengo di estrazione meridionale, ma mi sento anche altoatesino. Vorrei lasciare un messaggio a proposito&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Di&#8217; pure!<\/strong><br>Vorrei dire ai giovani che, se anche pensate che l&#8217;Alto Adige sia noioso e con poche opportunit\u00e0 in realt\u00e0 avete tante risorse, non dovete sprecare la possibilit\u00e0 di imparare la seconda lingua. Io facevo l&#8217;arbitro di calcio per pagarmi le lezioni private di tedesco. Ho poi imparato bene l&#8217;inglese stando in America&#8230; Non c&#8217;\u00e8 ricchezza pi\u00f9 grande che aprirsi alle lingue.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa ami fare fuori dal lavoro?<\/strong><br>Correre &#8211; vorrei fare la maratona &#8211; e, banalmente, ritrovarmi con amici italiani e americani per serate interculturali con ravioli e hamburger!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Caterina Longo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La fortuna aiuta gli audaci, il pigro si ostacola da solo&#8221;, recita un antico detto latino, che calza a pennello per la vita di Umberto Marino. 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