{"id":4947,"date":"2021-12-09T02:05:00","date_gmt":"2021-12-09T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4947"},"modified":"2021-12-07T10:38:38","modified_gmt":"2021-12-07T09:38:38","slug":"francesco-tancredi-da-brecht-a-brassens-passando-per-norbert-c-kaser","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/12\/09\/francesco-tancredi-da-brecht-a-brassens-passando-per-norbert-c-kaser\/","title":{"rendered":"Francesco Tancredi: da Brecht  a Brassens, passando per Norbert C. Kaser"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ormai tutti lo sanno, il lungo lockdown che ha caratterizzato gli ultimi mesi dello scorso anno ed i primi di questo \u00e8 stato fonte d\u2019ispirazione per molti artisti, e non solo in campo musicale. Qualcuno ha cominciato a scrivere nuovo materiale, qualcun altro si \u00e8 dedicato alla registrazione di musica gi\u00e0 composta: per Francesco Tancredi, fiorentino di nascita ma altoatesino (e molto altro) d\u2019adozione, il lockdown \u00e8 stato l\u2019occasione, vista l\u2019impossibilit\u00e0 di fare musica dal vivo, di dedicarsi a quella che a lui piace definire \u201cmusica dal morto\u201d e per mettere a punto un bel tributo ad uno dei suoi musicisti preferiti, il padre della canzone d\u2019autore francofona Georges Brassens, di cui quest\u2019anno ricorre il centenario della nascita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHo sempre amato la canzone d\u2019autore \u2013 ci racconta Tancredi \u2013 da piccolo i miei favoriti erano Jannacci e Dalla, sulle cui musiche mi cimentavo a rifare dei testi miei. Poi mi sono appassionato alla musica afro americana, dal soul al blues al jazz. Da l\u00ec al cominciare a suonare in piccole band il passo \u00e8 stato breve, che fosse punk o rock. A diciott\u2019anni ho fatto una produzione teatrale\/musicale basata sull\u2019Opera da tre soldi di Brecht, in collaborazione con Stefano Bollani, molto prima che lui diventasse famoso. Era il 1991, esattamente trent\u2019anni fa, e siccome la traduzione dei testi che avevamo non ci soddisfaceva, Bollani ed io abbiamo riscritto tutti i testi.\u201d<br>Negli anni successivi la vita ha portato Tancredi ad occuparsi di arte forme artistiche multimediali, facendolo trasferire per un certo periodo in Francia, dove \u00e8 maturata la sua passione per Brassens che ci porta al suo recente lavoro musicale. Al suo ritorno in Italia ha ripreso contatto col mondo musicale, lavorando tra gli altri con Alfio Antico (gi\u00e0 collaboratore di De Andr\u00e9, Capossela, Eugenio Bennato) e dedicandosi alla produzione di uno spettacolo di musica\/teatro ispirato alle ricette di Pellegrino Artusi; da oltre dieci anni l\u2019Alto Adige, nella fattispecie Bressanone, \u00e8 diventato la sua nuova terra.<br>\u201cDopo aver fatto un\u2019esperienza musicale con Max Castlunger ed un musicista magrebino \u2013 prosegue Tancredi \u2013 mi sono imbattuto negli Opas Diandl, in particolare nella polistrumentista Veronika Egger, una musicista a trecentosessanta gradi che suona di tutto. Le ho proposto di lavorare insieme sulla musicazione delle poesie di Norbert C. Kaser. Sono stato totalmente conquistato da questo personaggio incredibile. Abbiamo poi inserito il nostro lavoro all\u2019interno di un piccolo festival della canzone d\u2019autore che ho organizzato per alcuni anni. Per questo lavoro abbiamo usato sia i testi originali che le bellissime traduzioni in italiano di Werner Menapace. \u00c8 stata sicuramente una delle cose pi\u00f9 belle che mi sia capitato di fare.\u201d<br>Il progetto pi\u00f9 recente del nostro, \u00e8, come annunciato in apertura, quello dedicato ai cent\u2019anni dalla nascita di Georges Brassens, con un ritorno deciso a quella canzone d\u2019autore che ha segnato l\u2019origine della sua passione per la musica.<br>Il lavoro si compone di dieci canzoni postate una per settimana, sempre di venerd\u00ec su youtube: si \u00e8 cominciato il 22 ottobre, il giorno della nascita dello chansonnier francese, con il brano Mourir pour des id\u00e9es, che come le altre tracce postate in seguito si mette in evidenza per gli interessanti arrangiamenti orditi da Tancredi, che volutamente si \u00e8 allontanato dall\u2019impostazione classica, chitarra e voce, scegliendo tra l\u2019altro di cantare tutto in francese.<br>\u201cBrassens \u2013 ci dice il musicista \u2013 \u00e8 conosciuto in Italia soprattutto per gli adattamenti, pi\u00f9 che traduzioni, che delle sue canzoni ci ha tramandato De Andr\u00e9, ma esistono anche delle vere traduzioni, dialettali per\u00f2, realizzate rispettivamente da Nanni Svampa e Fausto Amodei . Al mio ritorno in Italia avevo anche tradotto alcune sue cose, prima di lasciare definitivamente la Toscana, ma per questo nuovo progetto ho preferito puntare sui testi originali. Ho suonato quasi tutto io, con l\u2019eccezione del sax ad opera di Claudio Giovagnoli e del basso di Roberto Marangio. Per quanto riguarda la promozione, bisogner\u00e0 vedere come si mettono le cose, qui in Alto Adige potrebbe concretizzarsi una serata al Dekadenz di Bressanone, ma per il momento l\u2019unica certezza \u00e8 che ci esibiremo a Parigi a febbraio, proponendo oltre ai dieci brani del disco, intitolato La soif des Dieux &#8211; La th\u00e9ologie de Brassens, anche delle traduzioni in italiano che avevo approntato appunto quando ancora stavo a Firenze.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai tutti lo sanno, il lungo lockdown che ha caratterizzato gli ultimi mesi dello scorso anno ed i primi di questo \u00e8 stato fonte d\u2019ispirazione per molti artisti, e non solo in campo musicale. 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