{"id":4974,"date":"2021-12-09T02:30:00","date_gmt":"2021-12-09T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=4974"},"modified":"2021-12-07T11:10:31","modified_gmt":"2021-12-07T10:10:31","slug":"aprire-la-porta-per-accogliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/12\/09\/aprire-la-porta-per-accogliere\/","title":{"rendered":"Aprire la porta per accogliere"},"content":{"rendered":"\n<p>Da tempo, a causa della pandemia, sentiamo parlare di &#8220;chiusure&#8221; e non possiamo far finta che questo non abbia influenzato anche il nostro atteggiamento: siamo diventati pi\u00f9 diffidenti verso l'&#8221;altro&#8221;. Eppure esistono ancora storie di chi, proprio in questi mesi, ha deciso invece di aprire le porte ed accogliere. Una di queste \u00e8 quella di Edith Pramstrahler di Egna, che da ottobre scorso ospita Notis, un giovane ragazzo greco. Ci siamo fatti raccontare da lei la sua esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Da quasi due anni parole come &#8220;chiusura, stop, controlli&#8221; ci accompagnano quotidianamente. Parole a cui corrispondono situazioni e atteggiamenti che ci hanno condizionato, e ancora ci condizionano, nella vita sociale. Il nostro sguardo su l'&#8221;altro&#8221;\u00e8 inevitabilmente cambiato e, soprattutto verso le persone che non conosciamo, sentiamo una istintiva diffidenza. In questo contesto, \u00e8 pi\u00f9 facile chiudere le porte che aprirle, anche se alla lunga questa forse non \u00e8 la cosa pi\u00f9 utile per noi. Stupisce quindi sentire la storia di chi, proprio in questi mesi, le porte ha deciso di aprirle. E non solo quelle materiali della propria casa, ma anche quelle pi\u00f9 interiori.<br>La signora Edith Pramstrahler di Egna ha accolto infatti, dallo scorso ottobre, Notis, un ragazzo diciassettenne proveniente dalla Grecia, da Patrasso. Abbiamo chiesto alla signora di raccontarci la sua storia, e cosa l&#8217;ha spinta a fare un passo tanto generoso. &#8220;La mia amica Simonetta Albertini di Intercultura cercava una sistemazione per un ragazzo greco per qualche mese e io mi sono offerta spontaneamente, per darle una mano. Ma soprattutto mi piaceva l&#8217;idea di offrire a uno studente con genitori non benestanti la possibilit\u00e0 di fare un&#8217;esperienza all&#8217;estero e imparare un&#8217;altra lingua&#8221; ci ha detto la Edith Pramstrahler che, lo ricordiamo, offre l&#8217;ospitalit\u00e0 a titolo di volontariato.<br>Con commozione, ma anche coraggio, ci racconta della perdita improvvisa dell&#8217;amato compagno Fabrizio, nel marzo scorso.<br>In questo senso, il fatto che il ragazzo da ospitare fosse greco \u00e8 stata una specie di segnale per Edith. &#8220;Ho sempre amato la Grecia, da quando ho vent&#8217;anni. Una passione che ho condiviso con Fabrizio: siamo stati praticamente ogni anno in Grecia. E conosco bene la mentalit\u00e0 greca: la calma e la lentezza, e l&#8217;amore per i bambini, che sono molto coccolati, se non viziati. Ma ugualmente, non potevo immaginare ci\u00f2 a cui sarei andata incontro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come \u00e8 stato il primo impatto?<\/strong><br>Sono andata a prendere Notis all&#8217;aeroporto di Verona e abbiamo subito fatto un giro ad Affi, volevo che si scegliesse una T-Shirt come pensiero di benvenuto in Italia. La prima sfida \u00e8 stata la lingua: parliamo in inglese e non \u00e8 sempre facile. Per me \u00e8 un&#8217;occasione per migliorarlo, per Notis \u00e8 una possibilit\u00e0 per imparare l&#8217;italiano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E l&#8217;arrivo a Egna?<\/strong><br>Ho una casa ampia, quindi ognuno ha i suoi spazi di autonomia. Ma le questioni all&#8217;inizio erano altre.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4977\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_3-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_3-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_3-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Tipo?<\/strong><br>Gli spostamenti. Io abito a Villa, una frazione di Egna e i primi tempi non \u00e8 stato facile raccapezzarsi con gli orari degli autobus per la stazione. Notis va a scuola a Bolzano, frequenta la quarta del liceo classico Carducci e ogni giorno lo andavo a prendere al ritorno da scuola. Un giorno ha insistito per tornare a piedi e si \u00e8 perso, con il buio e la pioggia\u2026 un momento di crisi, ma per fortuna tutto si \u00e8 risolto. Certo inizialmente i meccanismi della convivenza quotidiana vanno oliati e il passaggio da Patrasso alla Bassa e a Bolzano non \u00e8 proprio immediato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come va la vita in comune?<\/strong><br>Procede bene: Notis \u00e8 molto dolce e tranquillo, non mi disturba mai.<br>La voce di Edith si fa morbida quando parla del ragazzo, che definisce un po&#8217; &#8220;il suo angelo&#8221;. D&#8217;altro canto, non mancano gli &#8220;inciampi&#8221; a cui va inevitabilmente incontro chi si trova a vivere a stretto contatto con un adolescente. Un classico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4976\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/SDC2_QuiBA_accoglienza_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Aspetti negativi?<\/strong><br>Ha sempre le cuffie, quello un po&#8217; troppo. A volte \u00e8 un po&#8217; sulle nuvole e non so se studia abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E la lingua?<\/strong><br>Abbiamo fatto il giro della casa e abbiamo aperto i cassetti per imparare i nomi dei vari oggetti in italiano, ma Notis due volte a settimana gi\u00e0 frequenta, nel pomeriggio, un corso di lingua a Bolzano, dopo la scuola. Torna a casa alle sette molto stanco.<br><\/p>\n\n\n\n<p>Un programma bello pieno insomma, ma il giovane ha il pieno supporto di Edith, che lo delizia con la sua cucina: &#8220;Gli chiedo sempre cosa vuole da mangiare, so di viziarlo, ma non posso fare diversamente. Vivere in una terra straniera vuol dire anche conoscere le nostre usanze e la nostra cucina&#8221;, continua Edith, che comunque non bada solo al ragazzo, ma ha una vita molto attiva: &#8220;Ho ripreso a lavorare e continuo a correre. Ogni domenica mi alleno dalla mattina presto diverse ore e partecipo alle maratone&#8221;. Il sabato non manca mai un caff\u00e8 in centro a Egna, insieme a Notis. I due trascorreranno il Natale insieme perch\u00e9 Notis non torner\u00e0 a casa per le feste: una momento di vera accoglienza, che ha portato e porter\u00e0 i suoi frutti, perch\u00e9, concludendo con una frase dello scrittore Saint Exup\u00e9ry, &#8220;La meraviglia di una casa non sta nel fatto che vi ripara e vi riscalda, n\u00e9 nel fatto che ne possediate i muri. Ma bens\u00ec nel fatto che essa ha lentamente deposto dentro di noi provviste di dolcezza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Caterina Longo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da tempo, a causa della pandemia, sentiamo parlare di &#8220;chiusure&#8221; e non possiamo far finta che questo non abbia influenzato anche il nostro atteggiamento: siamo diventati pi\u00f9 diffidenti verso l&#8217;&#8221;altro&#8221;. 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