{"id":5108,"date":"2022-01-13T02:00:00","date_gmt":"2022-01-13T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5108"},"modified":"2022-01-12T17:03:24","modified_gmt":"2022-01-12T16:03:24","slug":"uno-sguardo-diverso-sullanno-passato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/01\/13\/uno-sguardo-diverso-sullanno-passato\/","title":{"rendered":"Uno sguardo diverso sull&#8217;anno passato"},"content":{"rendered":"\n<p>Capita anche a tutti, a fine anno, di sentirti appesantiti dagli eventi accaduti e di aspettare l\u2019inizio dell\u2019anno nuovo come fosse una nuova porta che si apre per farti entrare in uno spazio di possibilit\u00e0.<br>Tutti noi, familiari e &#8220;carepartner&#8221; di persone che vivono con demenza, abbiamo lasciato alle spalle 365 giorni in cui la vita ci ha lanciato nuove sfide, ci ha fatto qualche &#8220;sgambetto&#8221;, lasciandoci forse quella sensazione di vuoto e di stanchezza che rendono le giornate pi\u00f9 impegnative da vivere e la tendenza a lamentarci.<br>L\u2019insieme delle esperienze dell\u2019anno passato assomiglia ad uno stagno pieno di acqua torbida nel quale diventa complesso distinguere cosa pulsa di buono in profondit\u00e0, perch\u00e9 il fango ne oscura la limpidezza.<br>Vivere accanto ad una persona con demenza richiede molte energie e la stanchezza davvero a volte pu\u00f2 intorpidire il nostro presente e anche il nostro passato.<br>Alla luce di questo &#8220;sentire&#8221;, come possiamo filtrare l\u2019acqua di questo stagno per vedere con pi\u00f9 chiarezza attraverso essa, per poter riconoscere la natura di ogni momento vissuto e lanciare cos\u00ec uno sguardo diverso all\u2019anno passato?<br>La gratitudine \u00e8 il nostro filtro, il setaccio attraverso il quale far scorrere il nostro vissuto depurandolo da ci\u00f2 che lo rende inafferrabile, incomprensibile, illogico.<br>Ecco perch\u00e9 in questo articolo ti propongo un paio di occhiali e due paia di scarpe per guardare al tuo 2021 e per spalancare il cuore al 2022: gli occhiali sono rappresentati dalla gratitudine che scientificamente \u00e8 l\u2019emozione pi\u00f9 potente capace di trasformare la biochimica del nostro corpo, mettendo in circolo delle molecole straordinarie che diventano i mattoni per costruire il nostro benessere. Non si tratta di una magia, \u00e8 la fisiologia stessa del nostro corpo che per &#8220;stare bene&#8221; ha bisogno di produrre neurotrasmettitori specifici come la serotonina e le endorfine che influiscono sul benessere sia psicofisico che emozionale e sulla creazione di relazioni pi\u00f9 profonde e soddisfacenti.<br>Accompagnare noi stessi a coltivare la gratitudine diventa una strategia per vivere in pienezza le giornate e per leggere gli eventi passati con gli occhiali speciali della riconoscenza.<br>Da dove iniziare?<br>Munisciti di quaderno e penna, scrivere ti aiuter\u00e0 a rischiarare le acque torbide dello stagno facendo sedimentare il fango e brillare l\u2019acqua di rinnovata purezza.<br>Creati uno spazio: uno luogo fisico ed uno spazio temporale da dedicare ad una &#8220;re-visione consapevole&#8221; del tuo 2021. Regalati alcuni momenti in cui ri-guardare a quanto accaduto nel corso dell\u2019anno appena trascorso scegliendo di indossare occhiali nuovi.<br>Ripercorri il tuo anno: con l\u2019aiuto di fotografie che hai scattato o appunti nel tuo diario o sul calendario, vai alla ricerca delle esperienze che hai vissuto. Metti a fuoco ogni momento, i fatti e le emozioni che hai vissuto che forse risuonano ancora dentro di te.<br>Soffermati sulle esperienze che &#8220;senti&#8221; essere state pi\u00f9 significative per te, lasciandoti sensazioni piacevoli. Rispetto a queste, per che cosa in particolare ti senti grata\/o? Quali persone hanno contribuito a rendere &#8220;bello&#8221; quel momento? Le hai ringraziate esplicitamente per la gioia che ti hanno donato? Qual \u00e8 stato l\u2019ingrediente speciale che ha reso memorabile l\u2019istante?<br>Scrivi sul tuo quaderno le tue riflessioni.<br>Ora dirigi la tua attenzione a ci\u00f2 che ti ha fatto soffrire, fisicamente o emotivamente. Inforca bene i tuoi occhiali della riconoscenza e impegnati a scorgere in quella particolare situazione alcuni elementi per cui essere grata\/o. Lo so, \u00e8 una sfida, ma se non ti fermi di fronte all\u2019apparente incongruenza di questa richiesta, potrai realmente sperimentare il potere trasformante di ogni lezione che la vita offre. Chiediti. Quale aspetto di quell\u2019esperienza mi ha richiesto di dare il massimo di me stessa\/o?<br>Posso essere riconoscente a me stessa\/o di essere riuscita\/o a trovare in me le risorse per attraversare quella situazione? Quali aspetti che dipendono da me sono migliorabili? Cosa mi ha insegnato quell\u2019esperienza? Come mi ha fatto crescere? Posso custodire questo dono con cura in modo da avere nel mio bagaglio uno strumento in pi\u00f9 per vivere le prossime esperienze facendone tesoro?<br>Il filtro della gratitudine ripulisce il passato e ci fa guardare al futuro con pi\u00f9 chiarezza. La ricerca ha dimostrato nei suoi innumerevoli studi a riguardo, che allenare uno sguardo grato nella vita di tutti i giorni riduce lo stress e ha un ruolo importante nel superare i traumi aumentando la resilienza.<br>E le scarpe? Ecco due paia di scarpe speciali. Le modalit\u00e0 per allenare il muscolo della gratitudine sono molteplici e se scegli di farla diventare una dei protagonisti della tua vita, ecco un paio di suggerimenti:<br>Dai un perch\u00e9 al tuo grazie: M. Seligman, principale esponente della psicologia positiva, dice &#8220;quando dici grazie dillo con profonda consapevolezza, dillo guardando la persone negli occhi, dillo mantenendo un po\u2019 lo sguardo, fai un piccolo sorriso, ma soprattutto non dire mai solo grazie.<br>Di anche &#8220;ti sto ringraziando perch\u00e9&#8221;, mettendo accanto sempre il tuo perch\u00e9. Questo scatener\u00e0 qualcosa di magico nella relazione tra te e l\u2019altra persona. Ogni grazie senza un perch\u00e9 \u00e8 un grazie vuoto, \u00e8 un grazie di buona educazione, ma non \u00e8 un grazie che arriva al cuore dell\u2019altra persona. Allenati a dire grazie con il tuo perch\u00e9. Dillo alla cassiera, al barista alle persone di cui hai cura. Allora la gratitudine diventa un atto rivoluzionario di cambiamento, per te e per gli altri.<br>La pietra della gratitudine: aiuta te stesso a ricordare il proposito di avere uno sguardo grato alla vita, ponendo sul tuo comodino una pietra in modo visibile. Alla sera appoggiala sul palmo della mano e chiudi le dita. Ripensa alla tua giornata e distilla con cura ogni cosa per cui essere grata\/o. Ricerca nelle cose pi\u00f9 semplici, nel sorriso di riconoscenza del tuo caro quando hai cura di lui, nella telefonata di un\u2019amica, nel sapore speciale del piatto che hai preparato, nella pagina di un libro, nelle comodit\u00e0 che ti offre la tua casa. Tutta la tua giornata ti pu\u00f2 suggerire infiniti motivi di gratitudine. Quando mentalmente hai terminato il tuo elenco, porta la mano con la pietra nel tuo cuore accompagnando il gesto con un sorriso.<br>Giorno dopo giorno, la gratitudine, come un pennello colorato, tinger\u00e0 le tue giornate di nuovi colori e doner\u00e0 vivacit\u00e0 alle tue esperienze permettendoti, alla fine del prossimo anno, di guardare al tempo trascorso pronunciando quel &#8220;grazie&#8221; capace di trasformare ogni evento in una opportunit\u00e0 di crescita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Roberta Lenzi Sente-Mente F<\/em><\/strong>e<strong><em>licitatrice<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita anche a tutti, a fine anno, di sentirti appesantiti dagli eventi accaduti e di aspettare l\u2019inizio dell\u2019anno nuovo come fosse una nuova porta che si apre per farti entrare in uno spazio di possibilit\u00e0.Tutti noi, familiari e &#8220;carepartner&#8221; di persone che vivono con demenza, abbiamo lasciato alle spalle 365 giorni in cui la vita [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":5109,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[],"class_list":["post-5108","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bassaatesina-attualita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5108","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5108"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5110,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5108\/revisions\/5110"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}