{"id":5176,"date":"2022-01-27T02:20:00","date_gmt":"2022-01-27T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5176"},"modified":"2022-01-27T10:39:50","modified_gmt":"2022-01-27T09:39:50","slug":"anton-thaler-e-la-chiesa-di-s-giacomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/01\/27\/anton-thaler-e-la-chiesa-di-s-giacomo\/","title":{"rendered":"Anton Thaler e la chiesa di S. Giacomo"},"content":{"rendered":"\n<p>La vecchia chiesa di S. Giacomo \u00e8 uno dei monumenti pi\u00f9 rilevanti di Laives. Viene citata una prima volta in un atto notarile del 1237 nella frase &#8220;curia que jacet in Campoledro juxta ecclesiam sancti Jacobi de Cinte&#8221;. La curia di cui trattasi \u00e8 il maso adiacente alla chiesa, mentre \u00e8 noto che per molto tempo il paese di S. Giacomo, poi denominato anche &#8220;Unterau&#8221;, era detto Cinte o Schinte. Il termine, a quanto pare, deriva dal latino &#8220;cinctum&#8221; \u2013 ma non ne saremmo poi cos\u00ec sicuri. Potrebbe dunque darsi che in quel luogo, in un certo periodo anteriore all\u2019edificazione della chiesa stessa, esistesse un altro edificio sacro o un castello cinto da mura.<br>A prescindere dall\u2019atto in premessa, la chiesa probabilmente risale almeno al XII secolo. Cosa c\u2019era prima non si sa. In quel periodo, i signori di Firmian \/ Sigmundskron esercitavano sulla stessa il diritto di patronato, ottenuto dai signori di Weineck. Ricordiamo che i Weineck (e precisamene Otto) risultano anche affidatari di Lichtenstein sopra Laives. Insomma una famiglia tra le pi\u00f9 influenti dell\u2019epoca.<br>La chiesa \u00e8 dedicata all\u2019apostolo Giacomo (il maggiore), a santa Barbara e a san Cristoforo. San Giacomo, tra l\u2019altro, era il patrono dei pellegrini e ovviamente la via da nord per Roma passava proprio sotto la collina che ospita la chiesa.<br>Uno dei suoi curati pi\u00f9 importanti e amati fu certamente Anton Thaler. Mantenne l\u2019incarico dal 1910 fino alla sua morte nel 1936. Nella sua edizione dell\u20198 febbraio 1936, il quotidiano &#8220;Dolomiten&#8221; dedica una lunga e calorosa commemorazione al sacerdote defunto. &#8220;Al cimitero di S. Giacomo, da lui stesso realizzato, riposa da sabato primo febbraio il curato Anton Thaler, nel mezzo dei suoi parrocchiani a cui ha dedicato molte cure in vita e in morte&#8221;.<br>Gli abitanti di S. Giacomo lo piansero come un proprio padre. &#8220;Non avremo mai pi\u00f9 un curato come Toni&#8221;, prosegue l\u2019articolo. Per ben quattro volte la comunit\u00e0 intera si raccolse attorno alla sua bara esposta nella chiesa. Il funerale fu un evento memorabile. &#8220;Una cosa mai vista&#8221;, scrive il giornale.<br>Anton Thaler nacque a San Valentino in Campo (nel testo la frazione viene chiamata &#8220;Gombre&#8221;, fantasiosa italianizzazione tolomeiana di Gummer) il 19 marzo 1872, sesto di dodici figli. Studi\u00f2, come il fratello Josef, al liceo dei padri Francescani di Bolzano e fu ordinato sacerdote a Trento il 12 luglio 1896. Era di salute assai cagionevole ma non per questo si risparmi\u00f2 nell\u2019espletazione del suo ministero. Fu cooperatore a S. Pietro di Laion, Nalles, Cornaiano e Merano. Finalmente il 3 gennaio 1903 fu assegnato con questo compito a S. Giacomo, dove trov\u00f2 una situazione molto precaria. &#8220;Mancava anche l\u2019indispensabile&#8221;, scrisse. Si dedic\u00f2 anima e corpo alla chiesa, che fece ingrandire, alla catechesi dei bambini e alla cura dei poveri e degli ammalati. La realizzazione del cimitero \u00e8 una sua opera. &#8220;Prima di allora i defunti dovevano essere tumulati a Bolzano.&#8221;<br>Il tram tra Bolzano e Vurza comport\u00f2 una notevole espansione della frazione di &#8220;Unterau&#8221;, e anche le esigenze ecclesiastiche aumentarono a dismisura. Thaler vi fece fronte con la solita passione e dedizione. &#8220;Non permise a nessuno di entrare nel regno dei cieli senza i sacri sacramenti&#8221;. Per corrispondere alle esigenze della popolazione, celebrava la santa messa in italiano e tedesco. La morte sopravvenne probabilmente a causa di un infarto. Anton Thaler, a cui oggi \u00e8 dedicata la strada che porta alla &#8220;sua&#8221; chiesa, fu il quarto curato di S. Giacomo. Il primo, nel 1883, fu Daniel Ludwig, a cui succedettero Peter Senoner e Anton Rinner.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vecchia chiesa di S. 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