{"id":5261,"date":"2022-02-10T02:30:00","date_gmt":"2022-02-10T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5261"},"modified":"2022-02-09T12:18:02","modified_gmt":"2022-02-09T11:18:02","slug":"didattica-a-distanza-tecnologie-di-base","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/02\/10\/didattica-a-distanza-tecnologie-di-base\/","title":{"rendered":"Didattica a distanza: tecnologie di base"},"content":{"rendered":"\n<p>La didattica a distanza (nota ormai comunemente con l\u2019acronimo DAD) ha recentemente inondato la nostra societ\u00e0, entrando nelle case di milioni di bambini e ragazzi. In questa serie di articoli, che inauguriamo oggi, cercheremo di approfondire alcuni aspetti, tecnologici e non, legati alla DAD. Non avremo alcuna pretesa di completezza, trattandosi di un tema con radici molto profonde, e che coinvolge non solo tecnologia, ma anche e soprattutto pedagogia, gestione dei gruppi, insomma il \u201cfattore umano\u201d. Piuttosto cercheremo di aprire qualche finestra su questo tema complesso e mai cos\u00ec attuale. Oggi ci occupiamo delle tecnologie di base per l\u2019erogazione di didattica a distanza. Il primo aspetto da enfatizzare \u00e8 la necessit\u00e0 di disporre di una connessione a internet. Questo aspetto pu\u00f2 sembrare davvero banale, ma non lo \u00e8, se consideriamo che da recenti statistiche il 6% delle famiglie non ha potuto usufruire della DAD proprio a cause di carenze nell\u2019infrastruttura di rete.<br>Su questa base essenziale, la DAD erogata in tempo reale avviene catturando l\u2019audio e il video del docente, mediante l\u2019equipaggiamento audio-video presente ormai in ogni computer, tablet, o cellulare, oppure utilizzando hardware pi\u00f9 avanzato (in termini di videocamera e microfono). I dispositivi degli alunni si collegano alla lezione attraverso software dedicati che giocano il duplice ruolo di piattaforme di condivisione (per permettere a pi\u00f9 partecipanti di essere presenti in una vera e propria \u201caula virtuale\u201d) e di streaming (per inviare l\u2019audio e il video ai partecipanti). Alcuni software di base per realizzare questo servizio sono gli ormai famosi Zoom, Teams, e Meet. Offrono tutti simili funzionalit\u00e0: oltre alla possibilit\u00e0 di seguire la lezione, quella di intervenire (via messaggio o con il proprio audio e video) con meccanismi di gestione del turno che cercano di ricalcare quelle delle aule virtuali (vedi la classica \u201calzata di mano\u201d), di condividere una presentazione preparata al computer o lo schermo, di attivare lavagne virtuali e collaborative, e cos\u00ec via. Spesso questi software vengono utilizzati o assieme ad altri programmi (come ad esempio \u201cMentimeter\u201d, per inviare questionari in tempo reale, raccogliere le risposte e visualizzare statistiche), o nel contesto di pi\u00f9 ampie piattaforme per la gestione delle classi. Un esempio in tal senso \u00e8 Meet di Google, spesso utilizzato all\u2019interno di Google Classroom, che supporta l\u2019erogazione di materiale didattico, la consegna dei compiti, e cos\u00ec via. Non abbiamo fin qui per\u00f2 parlato di due aspetti fondamentali. Da un lato il fatto che la DAD apre opportunit\u00e0 e sfide che vanno molto al di l\u00e0 della erogazione di didattica a distanza in tempo reale. Dall\u2019altro lato il fattore umano, pedagogico e di gestione dei gruppi, per far s\u00ec che lo strumento tecnologico si trasformi in un vero e proprio servizio. Ne parleremo nei prossimi numeri della nostra rubrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La didattica a distanza (nota ormai comunemente con l\u2019acronimo DAD) ha recentemente inondato la nostra societ\u00e0, entrando nelle case di milioni di bambini e ragazzi. In questa serie di articoli, che inauguriamo oggi, cercheremo di approfondire alcuni aspetti, tecnologici e non, legati alla DAD. 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