{"id":5296,"date":"2022-02-10T02:20:00","date_gmt":"2022-02-10T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5296"},"modified":"2022-02-09T13:09:10","modified_gmt":"2022-02-09T12:09:10","slug":"andare-a-bolzano-con-2-lire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/02\/10\/andare-a-bolzano-con-2-lire\/","title":{"rendered":"Andare a Bolzano con 2 Lire"},"content":{"rendered":"\n<p>Nonostante il legame storico tra le due localit\u00e0, i collegamenti tra Bolzano e Laives non sono mai stati agevoli. Le cosiddette vie alte erano impegnative, il trasporto sull&#8217;Adige inadeguato e troppo distante dai centri abitati. Neppure la ferrovia, arrivata verso il 1850, riusc\u00ec a risolvere definitivamente il problema: infatti la linea fu realizzata in mezzo alla valle e lontana dai paesi. Veniva utilizzata soprattutto dai turisti della domenica e dai pellegrini che si recavano al santuario di Pietralba: ma non divenne mai un mezzo adeguato alla mobilit\u00e0 urbana o extraurbana di breve percorrenza.<br>Rimaneva, da secoli, una sola via praticabile: il vecchio, polveroso stradone pedemontano rimasto uguale dal tempo dei Romani.<br>Era una sorta di pista da Far West, e ad ogni curva c&#8217;era da attendersi un assalto alla diligenza o un&#8217;imboscata. La cattiva fama del tracciato raggiunse perfino Innsbruck e Vienna, e le varie amministrazioni furono spesso invitate a metterlo in sicurezza. Laives era &#8220;un paese a due ore di cammino&#8221; da Bolzano. Era infatti quello il tempo che occorreva per spostarsi tra i due luoghi. Nel corso del tempo arrivarono cavalli, carrozze, biciclette, macchine su due e quattro ruote: il tempo si abbrevi\u00f2 ma, in ogni caso, i collegamenti rimasero complicati.<br>Un primo tentativo concreto di risolvere il problema fu la realizzazione del tram. Ma il primo tratto si fermava a Vurza e rimaneva comunque un bel pezzo di strada da fare a piedi. Poi finalmente nel 1931 fu inaugurata anche la linea Vurza \u2013 Laives che attraversava le campagne lungo l&#8217;attuale via delle Part fino al capolinea davanti all&#8217;albergo Casagrande. Venne smantellata nel dopoguerra per favorire la SASA.<br>Con la consueta enfasi il giornale fascista in lingua tedesca &#8220;Alpenzeitung&#8221; il 17 luglio 1931 annunci\u00f2 l&#8217;ultimazione dei lavori. &#8220;Avremo finalmente a disposizione il servizio di trasporto pubblico tra Bolzano e Laives (paese)&#8221;, annunci\u00f2 il foglio del regime. E continuava: &#8220;Per la costruzione di quest&#8217;opera, l&#8217;Azienda Elettrica Consorziale ha dovuto superare numerosi ostacoli tecnici ed economici. La decisione di costruire questa linea \u00e8 stata presa un anno fa e ora essa \u00e8 terminata e il desiderio a lungo nutrito dalla popolazione \u00e8 stato esaudito.&#8221;<br>Il viaggio tra Piazza Walther (all&#8217;epoca piazza Vittorio Emanuele), Ristorante Rovereto, S. Giacomo e bivio vecchia strada statale (oggi via D. Chiesa) durava 45 minuti. Il prezzo del biglietto fu fissato in 2,20 Lire. L&#8217;abbonamento mensile costava 72 Lire, quello per studenti 48 Lire. In certi orari i pendolari della zona industriale di Bolzano potevano viaggiare per 1,20 Lire utilizzando un&#8217;apposita tessera per evitare che &#8220;certi furbi approfittino dei convogli per lavoratori per pagare meno&#8221;. Le tessere potevano essere richieste ai comuni di Bolzano e Laives.<br>Il primo tram partiva da Bolzano alle 4.50 del mattino, l&#8217;ultimo alle 23.55. Forse valeva la pena mantenerlo in vita, il nostro tram. Ma del senno di poi, si sa, sono pieni i fossi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante il legame storico tra le due localit\u00e0, i collegamenti tra Bolzano e Laives non sono mai stati agevoli. Le cosiddette vie alte erano impegnative, il trasporto sull&#8217;Adige inadeguato e troppo distante dai centri abitati. 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