{"id":5298,"date":"2022-02-10T02:02:00","date_gmt":"2022-02-10T01:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5298"},"modified":"2022-02-09T13:08:23","modified_gmt":"2022-02-09T12:08:23","slug":"il-traffico-croce-e-delizia-della-bassa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/02\/10\/il-traffico-croce-e-delizia-della-bassa\/","title":{"rendered":"Il traffico, croce e delizia della Bassa"},"content":{"rendered":"\n<p>Il traffico: croce e delizia degli abitanti di Bolzano e della Bassa Atesina. Tutti vogliono muoversi \u2013 magari contemporaneamente e con i propri mezzi \u2013 con la massima libert\u00e0 e tutti sognano strade deserte, posteggi liberi e quartieri privi di inquinamento acustico e atmosferico. Ma la formula magica per avere &#8220;la botte piena e la moglie ubriaca&#8221; \u00e8 ancora in attesa di essere scoperta. Da un secolo a questa parte, ci provano in tanti: ma senza concetti chiari e qualche rinuncia sar\u00e0 difficile raggiungere la meta.<br>L&#8217;interminabile discussione sul traffico \u2013 oggi chiamato anche mobilit\u00e0 \u2013 \u00e8 iniziata a met\u00e0 del 19\u02da secolo, quando gli asburgici, stanchi delle vecchie zattere sull&#8217;Adige, ci regalarono la ferrovia. Dove piazzarla? In mezzo alla valle? Vicino ai centro abitati? Alla fine la ferrovia fin\u00ec dove non doveva finire, a due passi dal fiume. Vigneti e campi furono salvi. Poi tutti a lamentarsi: la stazione \u00e8 lontana, \u00e8 scomoda, ma perch\u00e9 non l&#8217;hanno fatta vicino alle case.<br>Finita l&#8217;epopea ferroviaria, inizi\u00f2 quella automobilistica. L&#8217;invasione barbarica dei turisti germanici iniziata negli anni sessanta trasform\u00f2 i paesi lungo l&#8217;asse del Brennero in camere a gas. Ricordo che da bambino, in certi periodi dell&#8217;anno, impiegavo cinque minuti per attraversare lo stradone che attraversava il mio paese. Una situazione insostenibile. Dunque, serviva una nuova arteria: la Brennero &#8211; Modena. Questa volta tutti d&#8217;accordo: tranne i Vadenoti. Ma i Vadenoti sono pochi e furono sacrificati al progresso: l&#8217;autostrada gliel&#8217;hanno costruita sotto le finestre e a nulla sono valse le loro comprensibili lamentele.<br>Ma, si sa, i problemi non vengono mai da soli: fatta l&#8217;A22, esplose il problema dei pendolari e del traffico urbano sempre pi\u00f9 intenso e caotico. Inizi\u00f2 l&#8217;epoca delle varianti, progettate un po&#8217; ovunque: lungo il fiume, in mezzo ai campi, al margine dei paesi. Alla fine finirono, con grande dispendio di energie e costi, dentro le montagne. Scelta giusta? Certo \u00e8 che il traffico, nonostante ferrovia, autostrada, varianti, circonvallazioni, sottopassi e statali depotenziate, non cala ma anzi aumenta. Che fare?<br>Si potrebbe costruire nuove varianti, allargare quelle esistenti, spostare l&#8217;autostrada, infilare il treno in una galleria etc. La discussione prosegue, serve una soluzione ma, come di consueto, c&#8217;\u00e8 chi alza la mano per dire &#8220;non sul mio&#8221;. Ne stanno discutendo proprio in questo periodo gli amministratori di Bolzano e Laives, della Bassa Atesina e della Piana Rotaliana. Troveranno la quadra? Difficile prevederlo. Certo \u00e8 che il traffico (scusate: la mobilit\u00e0) esiste, il corridoio \u00e8 stretto e densamente urbanizzato e senza qualche sacrificio sar\u00e0 difficile accontentare tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il traffico: croce e delizia degli abitanti di Bolzano e della Bassa Atesina. Tutti vogliono muoversi \u2013 magari contemporaneamente e con i propri mezzi \u2013 con la massima libert\u00e0 e tutti sognano strade deserte, posteggi liberi e quartieri privi di inquinamento acustico e atmosferico. 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