{"id":53,"date":"2021-01-18T07:46:27","date_gmt":"2021-01-18T07:46:27","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=53"},"modified":"2021-02-01T09:18:19","modified_gmt":"2021-02-01T09:18:19","slug":"via-bari-in-arrivo-la-scuola-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2021\/01\/18\/via-bari-in-arrivo-la-scuola-del-futuro\/","title":{"rendered":"Via Bari: in arrivo la scuola \u201cdel futuro\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Nel quartiere Don Bosco nel giro di qualche anno sorger\u00e0 una scuola che si candida per divenire un luogo di vera avanguardia per tutto l\u2019Alto Adige. In un edificio modernissimo troveranno spazio due sezioni di elementari e medie rispettivamente di lingua italiana e tedesca, che per la prima volta avranno davvero la possibilit\u00e0 di entrare in relazione. Ne abbiamo parlato con l\u2019ex dirigente del Schulsprengel Bozen Europa Heidi NIederkofler, che \u00e8 stata una delle principali promotrici del progetto.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Heidi Niederkofler, com\u2019\u00e8 nato il progetto della scuola di Via Bari?&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando alle Pestalozzi hanno cominciato a mancare le aule perch\u00e9 la popolazione scolastica stava crescendo, l\u2019intendenza italiana ci ha proposto di inserire una sezione di lingua tedesca nell\u2019edificio della scuola Langer nel rione Firmian. La scuola Langer era gi\u00e0 stato costruita, ma abbiamo cercato di fare in modo che non si trattasse solo di \u201cbuon vicinato\u201d tra la sezione italiana e quella tedesca. La scuola dunque \u00e8 stata impostata sulla base di un\u2019idea di collaborazione e cooperazione. Non \u00e8 stato semplice, i concetti erano diversi cos\u00ec come gli orari. Ma sono state fatte tante cose insieme, impossibili in altre scuole. Ci sono stati ad esempio collegi docenti e corsi di aggiornamento comuni due volte all\u2019anno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In realt\u00e0 come diceva lei alle Langer c\u2019erano diversi limiti, infatti a un certo punto si sono dovuti impegnare anche i genitori, per cercare di promuovere reali momenti comuni di condivisione tra i ragazzi, specie nelle attivit\u00e0 ludiche.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono voluti anni perch\u00e9 all\u2019inizio c\u2019era una sorta di corazza, ma abbiamo comunque avuto diverse sane contaminazioni. Poi per\u00f2 si \u00e8 cominciato a parlare di un possibile progetto in via Bari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u00ec c\u2019era una matassa burocratica da sbrogliare\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, tra Ipes e Comune. Il terreno era dell\u2019Ipes ma era indicato come \u201carea scolastica\u201d. L\u2019Ipes dunque non poteva costruirvi e finch\u00e9 il Comune non acquisiva il terreno non era possibile nemmeno l\u2019edificazione della scuola. Quando la situazione si \u00e8 risolta i due intendenti e l\u2019allora assessore alla scuola mi hanno chiesto di vedere cosa si poteva fare. L\u2019idea di fondo era quella di trasferire in via Bari i bambini tedeschi della Langer. Io li ho sconsigliati in merito: le nuove linee guida dell\u2019edilizia scolastica dicono infatti oggi che l\u00e0 dove c\u2019\u00e8 una popolazione con diverse lingue non si fa pi\u00f9 una scuola per i tedeschi e una per gli italiani, ma si fa invece una scuola unica per la popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si tratta di un bel cambiamento, non c\u2019\u00e8 che dire.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Ai promotori ho detto che se avessimo fatto di nuovo scuole divise per lingua, sarebbe anche andata a cadere l\u2019esperienza maturata alla Langer. E inoltre spostando bambini dalle Langer a via Bari ci sarebbe stata anche troppa distanza per alcuni di loro dalla loro abitazione. Ho quindi proposto una scuola per la popolazione del rione con otto classi di lingua tedesca e otto di lingua italiana, dalla prima elementare alla terza media. Ho anche suggerito che il progetto venisse impostato sulla base del concetto dei \u201ctre incontri\u201d. Innanzitutto \u201ctra le generazioni\u201d, con protagonisti ragazzi e bambini, in un contesto architettonicamente predisposto. La seconda categoria di incontro era ovviamente quella delle lingue, considerando non solo italiani e tedeschi ma anche stranieri. Il terzo livello era quello, moderno, dell\u2019incontro tra scuola e natura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per incontro tra generazioni si intendono anche gli insegnanti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, ma nel senso del far incontrare e lavorare insieme insegnanti delle elementari e delle medie, soprattutto nel momento del passaggio tra la quinta elementare e la prima media. L\u2019idea in ogni caso era quella che ogni classe avesse una sua partner naturale, potendo lavorare (grazie all\u2019architettura ad hoc) anche attraverso \u201cgruppi aperti\u201d. Ad esempio in diverse materie come inglese, scienze, musica, ecc. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si tratta di un concetto di scuola molto diverso rispetto a quello a cui siamo abituati\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, e in cui non esiste un corridoio con le porte che vi si affacciano, ma piuttosto atrii con intorno le classi messe in comunicazione visivamente attraverso delle vetrate. Il progetto \u00e8 stato approvato all\u2019unanimit\u00e0 dalle tre intendenze, il Comune e la Provincia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per quanto riguarda la contaminazione tra uomo e natura cosa ci pu\u00f2 dire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tanto verde nella scuola e possibilit\u00e0 di lavorare fino al fiume. La scuola poi \u00e8 vicina al Parco Semirurali che ha anche una valenza storica, oltre che naturalistica. A fianco ci sono anche gli orti delle donne Niss\u00e0, molto significativi. Su questa scia dunque \u00e8 stato lanciato un bando di concorso per gli architetti. 36 di loro hanno inoltrato un progetto e in due giornate piene abbiamo scelto il migliore. La decisione \u00e8 stata presa all\u2019unanimit\u00e0 due anni fa. Il bando \u00e8 stato vinto da un progetto presentato da due architetti di Padova. Nel progetto la mensa \u00e8 all\u2019ultimo piano e sul tetto ci sono sia orti che spazi ricreativi, separati tra elementari e medie. Siamo stati anche criticati: ci hanno detto che sembra un Hotel Riz. E noi abbiamo detto che questa era propria la nostra intenzione: offrire una cosa davvero preziosa ai ragazzi e al quartiere Don Bosco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono progetti che traggono ispirazione da esperienze all\u2019estero?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, soprattutto in Olanda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scuola quando verr\u00e0 costruita?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I lavori dovevano iniziare nel 2021, ma per via del Covid e dei finanziamenti necessari i tempi saranno un po\u2019 pi\u00f9 lunghi. Ma sono gi\u00e0 in corso di realizzazione i sondaggi geologici nel terreno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel quartiere Don Bosco nel giro di qualche anno sorger\u00e0 una scuola che si candida per divenire un luogo di vera avanguardia per tutto l\u2019Alto Adige. 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