{"id":5517,"date":"2022-03-10T02:01:00","date_gmt":"2022-03-10T01:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5517"},"modified":"2022-03-09T16:41:30","modified_gmt":"2022-03-09T15:41:30","slug":"vogliamo-la-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/03\/10\/vogliamo-la-pace\/","title":{"rendered":"Vogliamo la pace"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In provincia di Bolzano la preoccupazione per la situazione internazionale \u00e8 stemperata dalla grande operosit\u00e0 di amministrazioni locali, associazioni di volontariato e semplici cittadini, impegnati a favore delle donne e dei bambini ucraini, che stanno cominciando ad arrivare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla pandemia all\u2019emergenza profughi dall\u2019Ucraina, senza soluzione di continuit\u00e0. In provincia di Bolzano ci si attrezza per reggere l\u2019impatto dell\u2019esodo che ha portato, finora, gi\u00e0 quasi 2 milioni di ucraini a lasciare il loro paese in tutta fretta, quasi sempre portando con s\u00e9 solo con pochi effetti personali. Finora i profughi, per la stragrande maggioranza donne e bambini, si sono riversati nei paesi confinanti con l\u2019Ucraina, ovvero Polonia, Romania, Slovacchia e Moldavia, ma si prevede un arrivo massiccio anche negli altri paesi europei dove da anni la presenza di immigrati di origine ucraina \u00e8 massiccia. Per quanto riguarda l\u2019Italia, lo ricordiamo si tratta di circa 230 mila persone di cui 2 mila in Alto Adige. Non si tratta solo di ricongiungimenti familiari, perch\u00e9 la guerra sta portando anche molte altre donne ucraine a lasciare il loro paese, per un tempo pi\u00f9 o meno lungo e comunque legato non solo alla durata della guerra ma anche alla situazione pi\u00f9 o meno pacifica che si verr\u00e0 a creare, in caso di caduta dell\u2019attuale governo presieduto da Volodymyr Zelensky.<br>In ogni caso l\u2019Unione europea nei giorni scorsi ha deciso di attivare per la prima volta una direttiva rimasta dormiente per vent\u2019anni, e questo \u00e8 avvenuto proprio mentre il Parlamento europeo era a un passo dal cancellarla. Si tratta della direttiva 55 del Consiglio dell\u2019Unione europea del 20 luglio 2001, che consente oggi ai profughi di ottenere la cosiddetta protezione temporanea, evitando che le procedure per la tradizionale richiesta di asilo mandino in tilt la burocrazia dell\u2019accoglienza nei singoli paesi. Fino ad oggi lo strumento \u00e8 sempre stato negato dall\u2019Europa, anche di fronte alle richieste dell\u2019Italia e alla recente crisi afghana. I profughi dall\u2019Ucraina quindi, fin da ora, potranno contare su un riconoscimento immediato del loro status, una misura che ha la durata di un anno ed rinnovabile fino a un massimo di due. Le donne ucraine che arriveranno avranno dunque anche la possibilit\u00e0 di lavorare, mentre i minori che giungeranno con loro o &#8211; anche e purtroppo &#8211; da soli, frequenteranno le nostre scuole.<br>Nei giorni scorsi a Bolzano si \u00e8 gi\u00e0 riunito il Comitato provinciale per l\u2019Ordine e la Sicurezza Pubblica, e in tale sede i rappresentanti del governo, delle forze dell\u2019ordine e delle amministrazioni locali, hanno gi\u00e0 delineato un piano per la gestione dell\u2019arrivo dei profughi. Mentre in tutta la provincia si stanno cercando strutture da mettere a disposizione, a Bolzano \u00e8 in corso di predisposizione un Infopoint che verr\u00e0 realizzato nei pressi della stazione Flixbus, vicino alla Fiera, che funger\u00e0 anche da centro di prima accoglienza. Il centro verr\u00e0 gestito dalla protezione civile che si coordiner\u00e0 anche con l\u2019Azienza Sanitaria per l\u2019importante passaggio della vaccinazione anticovid dei profughi. Intanto anche le intendenze scolstiche si preparano ad accogliere i minori. L\u00ec un grande sforzo dovr\u00e0 essere messo in campo anche per attivare in tempi brevi un\u2019imporante task force sotto forma di centri linguistici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5519\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_3-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_3-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_3-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>ANCHE MERANO E BASSA ATESINA CI SONO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La gara di solidariet\u00e0 coinvolgendo tutta la provincia. Ecco quanto sta avvenendo nel Brugraviato e nella zona pi\u00f9 meridionale dell\u2019Alto Adige.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Bassa Atesina fa la sua parte nella gara di solidariet\u00e0 per aiutare l\u2019Ucraina. Diversi privati e albergatori stanno rispondendo alla richiesta di alloggio per i profughi, mentre grazie al tam tam dei gruppi Facebook tante persone generose si sono messe a disposizione per convogliare la raccolta aiuti.<br>In prima linea c\u2019\u00e8 anche il Comune di Laives. \u201cInsieme agli altri Comuni della provincia, anche qui a Laives stiamo raccogliendo le informazioni sulle strutture e appartamenti disponibili per accogliere i profughi dall\u2019Ucraina. Gi\u00e0 diversi privati si sono offerti, compreso qualche albergatore\u201d ci ha detto il Sindaco di Laives, Christian Bianchi, precisando che \u201calcuni profughi sono gi\u00e0 qui, giunti per vie autonome perch\u00e9 potevano appoggiarsi a parenti e conoscenti\u201d. Chi avesse disponibilit\u00e0 di posto pu\u00f2 chiamare il numero 0471 595800 o scrivere all\u2019indirizzo e-mail: sindaco@comune.laives.bz.it.<br>Anche a Merano \u00e8 il sindaco, Dario Dal Medico, a sintetizzare l\u2019impegno del capoluogo del Burgraviato. \u201cCi sono due canali: uno che parte dai singoli cittadini e quello ufficiale a cui sta lavorando lo staff del Comune. Per quanto riguarda le iniziative private, che sono sempre notevoli e sono caratterizzate da uno spirito di solidariet\u00e0, stiamo raccogliendo un elenco di abitazioni che i cittadini stanno mettendo a disposizione del prossimo: sono gi\u00e0 parecchie le persone che offrono un posto per dormire. Nel frattempo il Comune si sta muovendo assieme alla Provincia e alla Prefettura per gestire l\u2019accoglienza dei profughi in strutture che hanno offerto la loro disponibilit\u00e0: alberghi, strutture gestite da enti che svolgono attivit\u00e0 di volontariato, ma anche case di riposo, che sono parzialmente disponibili perch\u00e9 funzionano a met\u00e0 servizio per mancanza di personale.\u201d<br>Anche a Merano, come a Bolzano, non manca un indirizzo email (helpucraina@comune.merano.bz.it) al quale ci si pu\u00f2 rivolgere per chiedere informazioni oppure offrire il proprio aiuto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5520\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/SDC_QuiMedia_vogliamo_la_pace_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>LA CITTA&#8217; DI BOLZANO E&#8217; PRONTA PER ACCOGLIERE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fin dai primi giorni della guerra in Ucraina il capoluogo si \u00e8 preparato per l\u2019arrivo dei profughi, segnalando la struttura dei Bagni di Zolfo e sostenendo le iniziative dei cittadini per la pace.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con il 24 febbraio, giorno d\u2019inizio della guerra in Ucraina, il Comune di Bolzano si \u00e8 subito attivato nella prospettiva dell\u2019accoglienza dei profughi. Ce lo conferma l\u2019assessore alle politiche sociali Juri Andriollo.<br>\u201cCome prima cosa con Azienda Servizi sociali abbiamo fatto una ricognizione delle strutture di accoglienza. Ci sar\u00e0 una forte migrazione di persone che vogliono salvarsi la vita, ma bisogna gi\u00e0 pensare al fatto che questo esodo con ogni probabilit\u00e0 avr\u00e0 conseguente stanziali. I profughi ucraini vorranno tornare a casa appena possibile, ma lo faranno solo se le condizioni lo permetteranno. La nostra ricognizione ha riguardato le strutture esistenti, la loro saturazione e una valutazione in merito all\u2019idoneit\u00e0 degli spazi per target previsto, costituito per la quasi totalit\u00e0 da donne e bambini. Com\u2019\u00e8 noto si stanno muovendo anche Governo e Provincia. Il sistema di accoglienza si basa in sostanza sulla la riapertura dei cosiddetti Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria), gi\u00e0 attivati negli scorsi anni durante le precedenti ondate di profughi, da Medio Oriente e Africa. Naturalmente occorre trovare un modello per gestire la situazione. Le nostre verifiche in questi giorni hanno riguardato anche le derrate alimentari di cui disponiamo e altri aspetti, come la riserva di gasolio per riscaldare le case di riposo. Per l\u2019accoglienza il Comune di Bolzano far\u00e0 tutto quello che \u00e8 possibile, ma dovremo contare anche sulla disponibilit\u00e0 da parte di privati, disposti sia a mettere a disposizione strutture rientrando nel sostegno economico ad hoc predisposto dallo stato, ma anche a titolo gratuito. A questo proposito \u00e8 stata predisposta la email support.ukraine@comune.bolzano.it alla quale \u00e8 possibile segnalare eventuali disponibilit\u00e0. Anche la scuola dovr\u00e0 fare la sua parte. Noi come Comune capoluogo abbiamo la competenza solo sugli asili nido, ma faremo tutto quanto \u00e8 necessario. In ogni caso l\u2019impatto sar\u00e0 davvero molto grande, \u00e8 importante che tutte le localit\u00e0 della provincia stavolta facciano davvero la loro parte.\u201d<br>Il Comune di Bolzano ospita a cadenza quasi quotidiana presidi e fiaccolate per la pace, nonch\u00e9 raccolte viveri per l\u2019Ucraina. Quando abbiamo chiesto all\u2019assessore Andriollo se l\u2019amministrazione comunale solidarizza con tali iniziative l\u2019assessore ha risposto cos\u00ec.<br>\u201cNoi siamo i cittadini! La libert\u00e0 e la democrazia sono conquiste quotidiane. Il nostro modello di societ\u00e0 non concepiva la guerra neanche pi\u00f9 come un elemento e ora invece viene riportata indietro sulla dimensione dell\u2019animalit\u00e0 dell\u2019uomo. \u00e8 come durante il nazismo: il pi\u00f9 forte contro il pi\u00f9 debole. Il tessuto sociale della citt\u00e0 di Bolzano \u00e8 estremamente vivace e sano. La citt\u00e0 \u00e8 molto solidale e lo \u00e8 fino in fondo. Ora lo dimostrer\u00e0, come \u00e8 sempre accaduto. \u00e8 un segnale della salute della nostra democrazia che ci deve rendere orgogliosi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autori: Luca Sticcotti, Caterina Longo, Luca Masiello<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In provincia di Bolzano la preoccupazione per la situazione internazionale \u00e8 stemperata dalla grande operosit\u00e0 di amministrazioni locali, associazioni di volontariato e semplici cittadini, impegnati a favore delle donne e dei bambini ucraini, che stanno cominciando ad arrivare. Dalla pandemia all\u2019emergenza profughi dall\u2019Ucraina, senza soluzione di continuit\u00e0. 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