{"id":5535,"date":"2022-03-10T02:25:00","date_gmt":"2022-03-10T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5535"},"modified":"2022-03-09T16:52:36","modified_gmt":"2022-03-09T15:52:36","slug":"fratelli-quasi-tutti-accogliere-le-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/03\/10\/fratelli-quasi-tutti-accogliere-le-persone\/","title":{"rendered":"Fratelli (quasi) tutti. Accogliere le persone."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La guerra in Ucraina, ai confini dell\u2019Europa, ha impressionato e impressiona molto. \u00c8 un conflitto relativamente vicino e questo fa paura. Ma c\u2019\u00e8 anche una grande solidariet\u00e0 verso chi fugge. In tutto il continente, anche in Italia e in Alto Adige, ci si organizza per accogliere i profughi che stanno varcando le frontiere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La crisi Ucraina ci mostra un lato bello delle nostre societ\u00e0. Ovunque nascono iniziative per raccogliere fondi e materiali a favore delle popolazioni colpite della guerra. Persone private e istituzioni mettono a disposizione alloggi per famiglie in fuga. L\u2019Unione Europea \u00e8 disposta a cambiare i regolamenti in tema di migrazioni e Stati che finora avevano eretto muri e reticolati manifestano la disponibilit\u00e0 ad aprire le porte a chi fugge dalla guerra di Putin.<br>Il lato meno bello sul quale questa crisi ci costringe a riflettere \u00e8 che, come \u00e8 stato fatto osservare in questi giorni, sembra che per l\u2019Europa dei diritti umani universalmente riconosciuti esistano uomini di serie A e uomini di serie B. Profughi di serie A e profughi di serie B. Negli anni passati si \u00e8 potuto verificare pi\u00f9 volte, sia a livello globale, che in Europa, che nelle nostre citt\u00e0 e paesi, come anche solo un diverso colore della pelle, oppure una diversa appartenenza religiosa abbiano reso a persone, famiglie, lavoratori, profughi difficile e a volte impossibile trovare accoglienza adeguata. Non parliamo di privilegi, ma dello stretto indispensabile.<br>\u00c8 forse vero che la vicinanza culturale favorisce la comunicazione e l\u2019integrazione. Per\u00f2 il vero fondamento su cui si costruisce la convivenza tra lingue, culture, popoli non \u00e8 la comunanza culturale ma la consapevolezza di una comune intangibile dignit\u00e0. Il riconoscersi, direbbe papa Francesco, \u201cFratelli tutti\u201d.<br>\u00c8 un tema su cui riflettere fra qualche giorno, quando si aprir\u00e0 la \u201cSettimana d\u2019azione contro il razzismo\u201d, che culminer\u00e0 il 21 marzo con la \u201cGiornata per l\u2019eliminazione delle discriminazioni razziali\u201d. \u201cSiamo sempre lo straniero di qualcun altro. Imparare a vivere insieme \u00e8 lottare contro il razzismo\u201d (Tahar Ben Jelloun).<br>L\u2019accoglienza ai profughi ucraini pu\u00f2 essere l\u2019occasione di sperimentare il senso dell\u2019accoglienza alle persone in quanto sorelle e fratelli e a rendere la nostra societ\u00e0 pi\u00f9 autenticamente solidale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra in Ucraina, ai confini dell\u2019Europa, ha impressionato e impressiona molto. \u00c8 un conflitto relativamente vicino e questo fa paura. 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