{"id":5557,"date":"2022-03-10T02:30:00","date_gmt":"2022-03-10T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5557"},"modified":"2022-03-09T17:08:31","modified_gmt":"2022-03-09T16:08:31","slug":"primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/03\/10\/primavera\/","title":{"rendered":"Primavera"},"content":{"rendered":"\n<p>Finito febbraio, \u00e8 terminato un altro inverno meteorologico secco e mite. I dati finali di questa catastrofe climatica sono disponibili presso l\u2019Ufficio Meteorologico della Provincia e sono ben visibili se osserviamo attentamente i versanti esposti a sud della Val Venosta, della Val d\u2019Ultimo, Wipptal e del Burgraviato, zone, queste, sotto l\u2019influenza costante del foehn e avare di precipitazioni durante quasi l\u2019intero arco della stagione invernale, fatta eccezione per quelle dorsali favorevoli agli sfondamenti da NW. Per non parlare dei ghiacciai, gli anfitrioni per eccellenza dell\u2019alta quota, sempre pi\u00f9 ridotti all\u2019osso; il livello dei laghi, di Monticolo, ma soprattutto di Caldaro, con le passerelle di legno sorprendentemente sporgenti dal pelo dell\u2019acqua \u00e8 l\u2019immagine pi\u00f9 eloquente di questo periodo; questa grande siccit\u00e0 la si avverte anche nel colore dei boschi di latifoglie e di larici dall\u2019aspetto rosso marziano. Nel mio ultimo giretto, rigorosamente a piedi da casa fino all\u2019imbocco della Val di Nova, in compagnia del fotografo Paolo Tosi dell\u2019AFNI (Associazione Fotografi Naturalisti Italiani) abbiamo notato flebili sentori del risveglio della natura. Tanta polvere sulle scarpe e foglie secche attaccate ovunque; nel tepore dei vigneti assolati per ritrarre gli Occhi della Madonna, simpatici fiorellini blu gi\u00e0 bottinati dalle prime api in cerca di polline; nel silenzio del sottobosco, interrotto da correnti impetuose, che dalle Alpi rincorrevano la bassa pressione presente sul Centro Italia (responsabile delle abbondanti nevicate in Abruzzo) non sono mancate esclamazioni del tipo \u201cahia\u201d, a causa dei ricci dei castagni che pungevano braccia e gambe dopo ogni tentativo di realizzare una fotografia macro completamente sdraiati. Presenti, seppur in misura meno numerosa del solito, gli esemplari di Hepatica nobilis (fegatelle o erba trinit\u00e0) e qualche sporadico falso bucaneve, i famosi campanellini.<br>Nei dintorni, pi\u00f9 precisamente sulla collina di Tarces, ma in quasi l\u2019intera Val Venosta, come conclusione del carnevale i residenti hanno celebrato lo \u201cScheibenschlagen\u201d, antichissima tradizione gi\u00e0 presente in Assia ed in Austria a partire dal XI secolo. Il rituale del lancio dei dischi ardenti, accompagnato da una preghiera, \u00e8 una sfida contro l\u2019oscurit\u00e0 per liberarsi dai demoni ed arridersi la fortuna. I dischi di legno realizzati a mano hanno un piccolo foro al centro e vengono infilzati da un lungo ramo; lasciati tra i tizzoni ardenti vengono ripresi e fatti roteare, infine sbattuti contro una pedana per essere liberati nel vuoto. Con il fieno si assembla e tramite dei cavi si issa la Strega, un totem alto una decina di metri a cui, alla fine della cerimonia dei dischi, si dar\u00e0 fuoco per dare il benvenuto alla primavera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finito febbraio, \u00e8 terminato un altro inverno meteorologico secco e mite. 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