{"id":5699,"date":"2022-03-24T02:30:00","date_gmt":"2022-03-24T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5699"},"modified":"2022-03-23T17:07:00","modified_gmt":"2022-03-23T16:07:00","slug":"big-data-quattro-v-e-un-esempio-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/03\/24\/big-data-quattro-v-e-un-esempio-di-oggi\/","title":{"rendered":"Big data: \u201cquattro V\u201d e un esempio di oggi"},"content":{"rendered":"\n<p>Interrompiamo la serie di articoli sulla didattica a distanza per riflettere su alcuni temi centrali di grande attualit\u00e0, soprattutto in considerazione degli eventi drammatici di questi giorni.<br>Nella nostra rubrica abbiamo sempre, implicitamente o esplicitamente, parlato dei dati come condizione necessaria e motore per la realizzazione di servizi nella citt\u00e0 digitale. Parlare di dati evoca immediatamente aggettivi e connotazioni legate all\u2019enorme quantit\u00e0 degli stessi, e alle corrispondenti difficolt\u00e0 tecniche e umane per immagazzinarli, processarli, comprenderli. Immagino tutti voi abbiate sentito, almeno una volta nella vostra vita, il termine \u201cbig data\u201d, a enfatizzare appunto l\u2019enorme \u201cvolume\u201d dei dati con cui abbiamo a che fare quotidianamente.<br>\u00c8 importante ricordare che il \u201cvolume\u201d rappresenta solo una delle cosiddette \u201cquattro V\u201d dei big data. Scopriamo le altre tre.<br>Innanzitutto, c\u2019\u00e8 la \u201cvelocit\u00e0\u201d: enormi quantit\u00e0 di nuovi dati vengono prodotte in ogni minuto della nostra vita. Secondo l\u2019infografica \u201cData Never Sleeps 9.0\u201d di Domo, facilmente reperibile sul web, in un minuto accadono fenomeni come 167 milioni di video visti su TikTok, 6 milioni di acquisti online, 856 minuti di incontri contemporanei su Zoom, 452000 ore di film e serie visualizzati su Netflix.<br>C\u2019\u00e8 poi la \u201cvariet\u00e0\u201d: abbiamo dati rappresentati in forma strutturata (come tabelle e record nei database), semi-strutturata (come report e grafici), o non strutturata (come immagini, video, registrazioni vocali, testo libero).<br>C\u2019\u00e8 infine la \u201cveridicit\u00e0\u201d: spesso non sappiamo se i dati che raccogliamo sulla realt\u00e0 rappresentano davvero una descrizione accurata e fedele della realt\u00e0 stessa. Pensate ai ben noti fenomeni delle fake news o di immagini e video artefatti, ma anche al fatto che spesso i dati non raccontano fatti, bens\u00ec opinioni.<br>Queste \u201cquattro V\u201d si ritrovano in tutta la loro problematicit\u00e0 nei dati, drammatici, che costantemente ci arrivano dalla guerra in Ucraina: tantissimi dati, in continua evoluzione, di vario tipo, e spesso difficilmente verificabili. Un esempio, diretto e forte, in questo senso \u00e8 reperibile al sito https:\/\/maphub.net\/Cen4infoRes\/russian-ukraine-monitor, che mostra sulla mappa dell\u2019Ucraina e dintorni una variet\u00e0 di dati pescati automaticamente dai social network, sfruttando il fatto che foto, video, e testi vengono sempre implicitamente associati al \u201cdove\u201d e \u201cquando\u201d, registrando la localit\u00e0 e il momento in cui sono stati caricati. Un esempio che mostra in fondo una \u201cquinta V\u201d: il \u201cvalore\u201d implicitamente presente in questi dati, e la difficolt\u00e0 e responsabilit\u00e0 che dobbiamo mettere in campo per poter effettivamente trasformare i dati in valore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Interrompiamo la serie di articoli sulla didattica a distanza per riflettere su alcuni temi centrali di grande attualit\u00e0, soprattutto in considerazione degli eventi drammatici di questi giorni.Nella nostra rubrica abbiamo sempre, implicitamente o esplicitamente, parlato dei dati come condizione necessaria e motore per la realizzazione di servizi nella citt\u00e0 digitale. 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