{"id":5745,"date":"2022-03-24T02:20:00","date_gmt":"2022-03-24T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5745"},"modified":"2022-03-24T08:01:35","modified_gmt":"2022-03-24T07:01:35","slug":"dai-retici-alla-claudia-augusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/03\/24\/dai-retici-alla-claudia-augusta\/","title":{"rendered":"Dai retici alla Claudia Augusta"},"content":{"rendered":"\n<p>A partire dal XIX secolo, Laives si svilupp\u00f2 quasi spontaneamente come uno Stra\u00dfendorf (villaggio-strada), una struttura urbanistica in cui le case sorgono lungo una strada intercomunale tagliata da poche vie perpendicolari alla stessa. Prima di allora, ossia dell\u2019anno 1831, quando fu spostata la vecchia carrozzabile postale e realizzato il rettilineo (stradon) che dal centro del paese conduce all\u2019incrocio di via Vadena, la situazione era assai diversa. All\u2019altezza dell\u2019albergo Casagrande, la vecchia statale del Brennero scendeva lungo via Damiano Chiesa fino al cuore del vecchio paese, poi, in prossimit\u00e0 dell\u2019Eckhaus, svoltava in via Marconi per sbucare sull\u2019attuale S.S.12 in prossimit\u00e0 del ponte sul Rio Vallarsa a sud delle caserme Guella.<br>Interessante anche il percorso inverso: uscita da Laives alle Caneve, la strada proseguiva sotto la montagna fino a Sissa (Pineta), quindi da maso Renner procedeva, sempre ai piedi della montagna, fino alla chiesa di S. Giacomo. Presso la cosiddetta &#8220;Dinzlleiten&#8221; (in localit\u00e0 Costa), si possono ancora riconoscere le rovine di un\u2019antica torre di guardia. Da S. Giacomo saliva verso Castel Flavon e il Virgolo per poi scendere a Bolzano all\u2019imbocco della Val d\u2019Isarco nei pressi di Campiglio.<br>Questi furono certamente i percorsi seguiti dagli antichi abitanti del luogo, i Reti, che nei loro spostamenti evitavano il paludoso fondovalle spesso allagato dalle acque di Adige e Isarco. I Romani avevano tutt\u2019altre esigenze e dovevano consentire il transito non solo a commercianti e pellegrini ma soprattutto ai loro eserciti diretti in Germania. Essi coltivavano un\u2019autentica avversione per le salite e tracciavano le strade seguendo la linea pi\u00f9 breve e piana tra due punti.<br>Il principale motivo di disaccordo tra Romani e Reti, che peraltro intrattenevano buoni rapporti commerciali e culturali da decenni, fu proprio la realizzazione della famosa via Claudia Augusta. L\u2019imperatore Augusto voleva espandersi in terra d\u2019Oltralpe e perci\u00f2 aveva bisogno di collegamenti rapidi e, soprattutto, sicuri. I Reti si erano resi protagonisti di continue scorribande e assalti ai passanti e inoltre non tolleravano la presenza di una strada militare romana in mezzo ai loro villaggi. Quindi nella famosa campagna militare dell\u2019anno 15 a.C. Augusto incaric\u00f2 Druso e Tiberio di &#8220;ripulire&#8221; definitivamente il territorio alpino da queste trib\u00f9 indigene.<br>Dopodich\u00e9 si procedette, con ogni probabilit\u00e0, alla realizzazione di due strade: una diretta in Venosta, l\u2019altra al Brennero. La prima, da Ora raggiungeva Caldaro, Appiano e poi il Burgraviato. La seconda, da Castelfeder scendeva verso l\u2019Adige e poi raggiungeva Bronzolo e Laives costeggiando la montagna. Pi\u00f9 o meno il percorso rimasto poi invariato fino agli anni \u201960 del secolo scorso. Va comunque detto che la frequentatissima via Claudia Augusta, che dal Veneto conduceva ad Augsburg, fu risistemata definitivamente dall\u2019imperatore Settimio Severo nel 220 d.C.: costui elimin\u00f2 anche la salita che da S. Giacomo portava al Virgolo e tracci\u00f2 la strada verso il Brennero completamente nel fondovalle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dal XIX secolo, Laives si svilupp\u00f2 quasi spontaneamente come uno Stra\u00dfendorf (villaggio-strada), una struttura urbanistica in cui le case sorgono lungo una strada intercomunale tagliata da poche vie perpendicolari alla stessa. 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