{"id":5756,"date":"2022-03-24T02:00:00","date_gmt":"2022-03-24T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5756"},"modified":"2022-03-23T17:37:44","modified_gmt":"2022-03-23T16:37:44","slug":"i-sacerdoti-del-dorso-sacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/03\/24\/i-sacerdoti-del-dorso-sacro\/","title":{"rendered":"I sacerdoti del &#8220;dorso sacro&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>La valle dell\u2019Adige tra Bolzano e Ora \u00e8 divisa in due parti dal Monte di Mezzo \/ Mitterberg. Si tratta di un oblungo dorso di roccia porfirica di origine vulcanica vecchio 270 milioni di anni. Deve la sua forma arrotondata e levigata al &#8220;transito&#8221; di un ghiacciaio nel corso dell\u2019ultima era glaciale. I punti di accesso sono diversi: a nord Castel Firmiano, poi Vadena-paese, Laimburg e, infine, i vari sentieri attorno a Gmund \/ Monte. La &#8220;sacralit\u00e0&#8221; del luogo si \u00e8 conservata fino ad oggi nel termine &#8220;Heiliger Ruggn&#8221; (dorso sacro), come lo chiamano gli abitanti della zona.<br>Che si sia trattato di un luogo cultuale \u00e8 fuor di dubbio. Tracce (soprattutto oggetti in selce come punte di freccia, grattatoi e altri utensili) di una frequentazione umana risalgono al neolitico finale \u2013 anche se \u00e8 plausibile che gi\u00e0 millenni prima vi si fossero stabiliti cacciatori provenienti da sud. Sicuramente nel corso dell\u2019et\u00e0 del rame, circa 2500 anni prima di Cristo, il sito era assurto a centro sacrale di grande rilievo: non solo rogo votivo (Brandopferplatz) ma, probabilmente, anche vero e proprio santuario con sacerdoti dediti ad attivit\u00e0 oracolari ripagate dai &#8220;fedeli&#8221; con doni nascosti nei ripostigli rocciosi.<br>L\u2019epoca, come detto, era quella iniziale del rame, dal III millennio a.C. in avanti. La scoperta dei metalli e del loro utilizzo favor\u00ec la nascita di prime attivit\u00e0 industriali (estrazione e fusione) e commerciali accanto a quella agricola. Attraverso una piccola quantit\u00e0 di piombo contenuta nel rame \u00e8 possibile stabilire la provenienza del metallo: cos\u00ec, per esempio, si \u00e8 scoperto che la famosa ascia di rame di \u00d6tzi era stata forgiata con metallo proveniente da miniere toscane. Invece gli oggetti litici dell\u2019uomo del Similaun erano ricavati da selce trentina, uno in particolare da una pietra proveniente dalla Val di Non.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/articolo_QuiBA_dorso_sacro_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5758\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/articolo_QuiBA_dorso_sacro_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/articolo_QuiBA_dorso_sacro_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/articolo_QuiBA_dorso_sacro_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/articolo_QuiBA_dorso_sacro_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/03\/articolo_QuiBA_dorso_sacro_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il sito che visitiamo si chiama Pigloner Kopf, Dosso (o Testa) di Piccolongo. Si trova nei pressi dei Denti di Cavallo (Rossz\u00e4hne) e delle famose buche di aria calda, frequentati assiduamente dalle culture di Luco (bronzo) e Fritzens-Sanzeno (ferro). Proprio queste misteriose fenditure vaporose, che emettono aria a 15 gradi, possono essere all\u2019origine dei culti praticati quass\u00f9. Ma oggi non \u00e8 la nebbia che sale dagli inferi ad avvolgere il sito e il silenzio dei boschi bens\u00ec la sabbia del Sahara che colora di bronzo (o sangue, come pensavano i nostri antenati) il cielo della val d\u2019Adige. La rupe con i suoi ripari non \u00e8 di facile accesso ma attraverso una generosa crepa ci si pu\u00f2 spingersi fino alla piattaforma del dosso. Qui sono stati individuati i resti di un rogo votivo (Brandopferplatz). Gli animali domestici offerti agli dei \u2013 e mangiati dagli uomini \u2013 venivano portati vivi sul luogo del sacrificio. Si trattava di capre, pecore, maiali ma anche di cervi, cinghiali, caprioli, camosci, orsi, lupi accanto a testuggini, castori, lontre e conchiglie d\u2019acqua dolce provenienti dal fondovalle e dal lago di Caldaro. Le loro ossa calcinate, frammiste a cenere e limo, sono poi servite come materiale di riempimento delle buche qui attorno. A partire dal 1995, quando l\u2019area archeologica fu scoperta da Hanns Oberrauch, vennero alla luce molti reperti, tra cui una cuspide di freccia, una macina, resina di betulla e della ceramica. Nel 1998, in una fenditura furono individuate quattro asce di rame miniaturizzate; successivamente ne fu scoperta anche una quinta e in un secondo ripostiglio, sotto una lastra di porfido, altre cinque accette di rame offerte come dono votivo. Di particolare rilievo anche una lama di pugnale in rame trovata sotto un grande masso: il primo mai trovato in regione. Il luogo, poco adatto agli insediamenti in quanto privo di acqua, rimase attivo per scopi di culto e come pascolo fino al medioevo. Ce lo dimostrano le monete romane rinvenute, tra cui un sesterzio di Antonino Pio e sette denari d\u2019argento di et\u00e0 imperiale coniate verso il 200 d.C. \u2013 periodo in cui i Romani di Settimio Severo sistemarono anche la via Claudia Augusta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La valle dell\u2019Adige tra Bolzano e Ora \u00e8 divisa in due parti dal Monte di Mezzo \/ Mitterberg. Si tratta di un oblungo dorso di roccia porfirica di origine vulcanica vecchio 270 milioni di anni. Deve la sua forma arrotondata e levigata al &#8220;transito&#8221; di un ghiacciaio nel corso dell\u2019ultima era glaciale. 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