{"id":5893,"date":"2022-04-07T02:00:00","date_gmt":"2022-04-07T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5893"},"modified":"2022-04-06T16:37:14","modified_gmt":"2022-04-06T15:37:14","slug":"mirijam-heiler-al-kunstforum-di-egna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/04\/07\/mirijam-heiler-al-kunstforum-di-egna\/","title":{"rendered":"Mirijam Heiler al Kunstforum di Egna"},"content":{"rendered":"\n<p>Nasce dall&#8217;esigenza di ripensare il nostro rapporto con la natura e con l&#8217;ambiente la mostra &#8220;On touching&#8221; di Mirijam Heiler, visibile al Kunstforum di Egna fino al 23 aprile prossimo. La giovane artista brissinese, che \u00e8 anche un&#8217;appassionata scalatrice, rivendica l&#8217;importanza &#8220;dell&#8217;esserci nel momento presente, reale. Come solo un contatto fisico pu\u00f2 fare&#8221;\u2013 di qui il titolo della mostra &#8220;On touching&#8221;. La mostra inizia con un&#8217;immersione in una piccola giungla di piante e continua con collage fotografici, dipinti e installazioni (tutte inedite) che incarnano incontri e commistioni &#8211; tra corpi umani, la natura e la tecnologia. L&#8217;incontro tra essere umano e tecnologia non \u00e8 nuovo \u2013 basta pensare al cellulare che teniamo attaccato costantemente al nostro corpo o alle lenti a contatto, impianti e protesi, che sono ormai parte di noi. Tecnologia al nostro servizio, almeno cos\u00ec crediamo. Ma cosa accade se la tecnologia prende le forme di delicate antenne metalliche, che come quelle di una lumaca reagiscono alla nostra presenza, come avviene nell&#8217;installazione concepita da Heiler? O se \u00e8 la natura a &#8220;invadere&#8221; noi e non viceversa?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo_QuiBA_Mirijam_Heiler_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5895\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo_QuiBA_Mirijam_Heiler_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo_QuiBA_Mirijam_Heiler_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo_QuiBA_Mirijam_Heiler_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo_QuiBA_Mirijam_Heiler_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo_QuiBA_Mirijam_Heiler_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p><br>\u00c8 quanto vediamo nei collage fotografici dell&#8217;artista, in cui schiene, gambe e braccia sono percorse da conformazioni di cespuglietti muschiosi o sassi. Altre installazioni hanno l&#8217;aspetto di una colonna vertebrale, rosea, perfetta, come quelle che vediamo nelle illustrazioni dei libri di scienze; peccato per\u00f2 che ci siano parti strane, prolungamenti anomali, che &#8220;non tornano&#8221;. Heiler costruisce cos\u00ec immagini pure, pulite, che per\u00f2 ci lasciano addosso una sottile inquietudine. E non solo perch\u00e8 gli arti appaiono mutilati e i corpi sembrano aver perso i rispettivi proprietari\/e, che non hanno volto.<br>Un&#8217;atmosfera di freddezza attraversa i corpi asettici in queste immagini perfette. Forse \u00e8 necessaria per guadagnare uno sguardo pi\u00f9 distaccato e asciutto. Perch\u00e8 non c&#8217;\u00e8 nulla di &#8220;caldo&#8221; nel contatto raccontato dall&#8217;artista; forse per suggerici che l&#8217;incontro tra essere umano e natura non \u00e8 scontato, e potrebbe farsi minaccioso. Il punto di partenza dell&#8217;artista, a livello teorico, \u00e8 il pensiero della filosofa americana Donna Haraway, le cui teorie hanno avuto e stanno avendo grande influenza su molte generazioni di artisti. Semplificando, la studiosa auspica \u2013 tra l&#8217;altro- il superamento della contrapposizione essere umano\/natura, o meglio del dominio dell&#8217;essere umano sulla natura, che si sente al centro dell&#8217;universo. Eppure, facendo salti indietro nella storia e nelle culture, nell&#8217;antichit\u00e0 questo rapporto non \u00e8 sempre stato giocato sulla contrapposizione. L&#8217;arte e la letteratura ne sono lo specchio. Basti pensare alle tante storie raccontate nei miti greci, alle tante divinit\u00e0 che \u2013 per amore o per sfuggire a qualche punizione- si trasformano in piante o animali. Una fra tutte, la bella Dafne, che per sfuggire alle brame amorose di Apollo si trasforma nell&#8217;albero di alloro. Per secoli pittori e scultori hanno immortalato queste storie di trasformazioni in dipinti, affreschi e sculture, facendole sembrare &#8220;naturali&#8221;. Oggi il mito \u00e8 lontano, la tecnologia avanza e l&#8217;incontro uomo \/natura non ha pi\u00f9 nulla di fluido. \u00c8inevitabile che le opere di arte contemporanea restituiscano questa difficolt\u00e0 e &#8220;freddezza&#8221;, per essere da sprono verso un ripensamento. E certo non guasta che artiste come Heiler lo sappiano fare anche con un tocco di sofisticata e surreale eleganza.<br>Info: Mirijam Heiler, On touching, Kunstforum Unterland &#8211; Galleria della Comunit\u00e0 Comprensoriale Oltradige &#8211; Bassa Atesina, Portici 26, Egna.<br>Dal 9 al 23 aprile, da marted\u00ec a sabato, ore 10-12 e 16-18. Inaugurazione il 09.04.2022, ore 2. L&#8217;ingresso alla mostra e all&#8217;inaugurazione \u00e8 libero e gratuito. Durante la mostra saranno osservate tutte le linee guida anti-Covid19 in vigore.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Caterina Longo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nasce dall&#8217;esigenza di ripensare il nostro rapporto con la natura e con l&#8217;ambiente la mostra &#8220;On touching&#8221; di Mirijam Heiler, visibile al Kunstforum di Egna fino al 23 aprile prossimo. La giovane artista brissinese, che \u00e8 anche un&#8217;appassionata scalatrice, rivendica l&#8217;importanza &#8220;dell&#8217;esserci nel momento presente, reale. 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