{"id":5897,"date":"2022-04-07T02:00:00","date_gmt":"2022-04-07T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5897"},"modified":"2022-04-06T16:38:26","modified_gmt":"2022-04-06T15:38:26","slug":"la-lingua-di-caldaro-e-i-primi-abitati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/04\/07\/la-lingua-di-caldaro-e-i-primi-abitati\/","title":{"rendered":"La lingua di Caldaro e i primi abitati"},"content":{"rendered":"\n<p>Lungo la strada che da Bolzano conduce nell\u2019Oltradige, nei pressi del bivio di Riva di Sotto si abbandona l\u2019ampia &#8220;caldera&#8221; bolzanina per affrontare, nella gola di S. Paolo (Paulsner H\u00f6hle), uno scenario e, per certi versi, un&#8217;era geologica completamente differenti. Dal fuoco dei vulcani e dalla classica roccia di porfido rosso che recinta la citt\u00e0 capoluogo si passa al gelo dei ghiacciai con un terreno di argilla e sabbia frammisto a pietrame dolomitico precipitato dal massiccio Macaion.<br>Le molteplici colline e vallette moreniche ai bordi della strada rievocano vagamente un paesaggio di dune desertiche e presentano, accanto a una scarna vegetazione boschiva, una sempre pi\u00f9 estesa copertura a vigneto. Una &#8220;tessitura&#8221; ordinata e meticolosa, questa, che ha trasformato la terra selvaggia dell\u2019Oltradige in un\u2019enorme oasi antropizzata, dove la mano dell\u2019uomo, nel corso degli ultimi secoli, ha inciso pesantemente sulla morfologia del paesaggio.<br>L\u2019intera gola, un canalone levigato tra la catena della Mendola e la valle di Lavason, risale all\u2019ultima deglaciazione avvenuta circa 15000 anni fa. Il ghiacciaio dell\u2019Adige (Etschgletscher), che dai monti della Venosta raggiungeva il Lago di Garda, rivestiva la regione di una coltre di ghiaccio spessa quasi 2000 metri nella zona di Bolzano. Da Castel Firmiano fino al Lago di Caldaro si sviluppava invece un suo ramo laterale chiamato la &#8220;lingua di Caldaro&#8221;. Lo stesso idilliaco lago \u00e8 l\u2019ultimo residuo di quei ghiacci che, ritirandosi, hanno modellato l\u2019intero territorio dell\u2019Oltradige.<br>In quel periodo post-glaciale, il fiume chiamato paleo-Adige non scorreva verso la pianura veneta attraverso Bolzano, Trento e la Val Lagarina, ma da Terlano si dirigeva verso Appiano e Caldaro per poi raggiungere la conca di Lavis e la valle dei Laghi, la valle del Sarca e il Garda. La massa d\u2019acqua ha non solo formato valli e conoidi, levigato colline e monti ma, soprattutto, riempito il fondovalle con alcune centinaia di metri di materiale. Le misurazioni effettuate in vari luoghi ci danno il vero fondovalle &#8220;roccioso&#8221; a circa 450 metri sotto il livello del mare, dunque circa 250 metri sotto l\u2019attuale fondovalle.<br>In questo sorprendente paesaggio storico (Kulturlandschaft), gli archeologi hanno trovato traccia di molti insediamenti umani risalenti a diverse epoche e culture dal tardo neolitico all\u2019et\u00e0 del bronzo e del ferro. Sappiamo che inizialmente, nel mesolitico, i cacciatori della valle dell\u2019Adige saliti dal Trentino privilegiavano invece la caccia in altura sulla catena della Mendola. La foresta di Monticolo, allora estesa da un lato all\u2019altro della vallata, era molto fitta e difficile da percorrere \u2013 tanto che ancora viaggiatori del secoli pi\u00f9 recenti hanno descritto le difficolt\u00e0 di un suo attraversamento.<br>I luoghi di particolare interesse storico-archeologico raccolti attorno all\u2019odierno paese di San Paolo sono diversi: dalle colline di Fuchsberg e Altenburg (di cui rimangono poche rovine) al colle maestoso di Castel Guardia, dal Riegelb\u00fchel al Putzer Gschleier. Significativa anche la zona attorno all\u2019odierna giardineria Gamberoni in localit\u00e0 Siechenhaus. Dal Bronzo in poi, abbiamo testimonianze (ceramica, industria litica in selce, utensili, sepolture, gioielli, capanne eccetera) di &#8220;abitati&#8221; sempre pi\u00f9 stabili e organizzati nonch\u00e9 dello sfruttamento delle ricche risorse ambientali. Accanto al disboscamento, si sviluppano i fenomeni di ciglionamento e terrazzamento che caratterizzano il panorama dell\u2019Oltradige fin nella zona di Termeno. Con ogni probabilit\u00e0, in questa zona \u00e8 avvenuto il graduale passaggio dalle culture tardomesolitico-neolitiche a quelle dell\u2019era dei metalli e un\u2019organizzazione della vita e delle attivit\u00e0 umane secondo canoni arrivati, attraverso cinque o sei millenni, fino ai giorni nostri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lungo la strada che da Bolzano conduce nell\u2019Oltradige, nei pressi del bivio di Riva di Sotto si abbandona l\u2019ampia &#8220;caldera&#8221; bolzanina per affrontare, nella gola di S. Paolo (Paulsner H\u00f6hle), uno scenario e, per certi versi, un&#8217;era geologica completamente differenti. 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