{"id":5967,"date":"2022-04-21T02:30:00","date_gmt":"2022-04-21T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5967"},"modified":"2022-04-20T10:27:08","modified_gmt":"2022-04-20T09:27:08","slug":"la-guerra-si-combatte-anche-su-internet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/04\/21\/la-guerra-si-combatte-anche-su-internet\/","title":{"rendered":"La guerra si combatte anche su internet"},"content":{"rendered":"\n<p>Molto si \u00e8 scritto su come la guerra in Ucraina (e tutte le guerre dei nostri giorni) si combatta in effetti a vari livelli, incluso quello informatico. Cerchiamo di capire un po\u2019 meglio di cosa si tratta. Innanzitutto, \u00e8 importante evidenziare che gli attacchi compiuti tramite internet alle infrastrutture informatiche di una terza parte (un privato cittadino, un\u2019azienda, un ente governativo), ovvero i cosiddetti \u201ccyberattacchi\u201d, avvengono incessantemente in tutto il mondo a ritmi sempre pi\u00f9 frenetici. Per farsi un\u2019idea dell\u2019entit\u00e0 del problema, si possono consultare su internet mappe che mostrano gli attacchi che stanno avvenendo nel mondo. Basta digitare su un motore di ricerca \u201ccyber threat maps\u201d, per trovare mappe come quella di Checkpoint (https:\/\/threatmap.checkpoint.com) e Kasperksi (https:\/\/cybermap.kaspersky.com), entrambe aziende molto note nel settore della sicurezza informatica, con Kasperski attualmente sotto il mirino delle autorit\u00e0 di cybersecurity per presunti collegamenti col governo russo. Ora che ci siamo fatti un\u2019idea dell\u2019enorme entit\u00e0 del problema, cerchiamo di capire quali sono gli attacchi informatici rilevanti in un contesto bellico. Una prima grande famiglia di attacchi \u00e8 quella legata a infrastrutture e apparecchiature critiche, come sistemi militari, commerciali, energetici, e delle telecomunicazioni. Questo tipo di attacco pu\u00f2 al giorno d\u2019oggi interrompere o intralciare l\u2019erogazione di servizi utilizzati dal nemico in tantissimi settori diversi, considerando che sempre pi\u00f9 sistemi sono controllati attraverso software connessi in rete (si pensi che, quando qualche mese fa Facebook ha smesso di funzionare per qualche ora, alcuni dipendenti dell\u2019azienda non sono stati fisicamente in grado di entrare nei propri uffici). Un\u2019altra tipologia di attacco mira alla raccolta di dati sensibili, dall\u2019intercettazione di informazioni utili per capire come si stanno muovendo le truppe, fino alla pubblicazione di dati privati come indirizzi e contatti telefonici del personale militare. Spesso gli attacchi non hanno un vero e proprio fine strategico, quanto pi\u00f9 un intento \u201cmuscolare\u201d: mostrare la propria capacit\u00e0 di infiltrare i sistemi informatici del nemico e vandalizzarli. Si parla infine di attacchi non specificatamente orientati a colpire i militari, quanto a influenzare l\u2019opinione pubblica, con attacchi su larga scala volti a comunicare con il grande pubblico a fini informativi, propagandistici, o di guerra psicologica. Tutto questo conferma, ancora una volta, come il mondo fisico e digitale siano sempre pi\u00f9 intimamente connessi.<br>Marco Montali<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molto si \u00e8 scritto su come la guerra in Ucraina (e tutte le guerre dei nostri giorni) si combatta in effetti a vari livelli, incluso quello informatico. Cerchiamo di capire un po\u2019 meglio di cosa si tratta. 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