{"id":5980,"date":"2022-04-21T02:20:00","date_gmt":"2022-04-21T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=5980"},"modified":"2022-04-20T10:40:19","modified_gmt":"2022-04-20T09:40:19","slug":"la-piccola-guerra-di-vadena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/04\/21\/la-piccola-guerra-di-vadena\/","title":{"rendered":"La piccola guerra di Vadena"},"content":{"rendered":"\n<p>Agli albori del XX secolo, ben prima della grande guerra e del passaggio dell&#8217;Alto Adige asburgico all&#8217;Italia, il comune di Vadena fu teatro di un autentico conflitto tra opposti nazionalismi. Scrive, in merito, la Lienzer Zeitung del 10 maggio 1902 nelle sue &#8220;Notizie dal mondo&#8221;: &#8220;Non esiste pi\u00f9 una Gemeinde Pfatten ma soltanto un Comune di Vadena&#8221;.<br>Cos&#8217;era mai successo per sconvolgere i secolari equilibri etnico-politici del minuscolo comune di 444 abitanti (censimento del 1890) della Bassa Atesina? Contrariamente a tutte le previsioni, la &#8220;Lega nazionale pro Vadena&#8221; del roveretano Miori e del trentino Richard Ferrari, legata al movimento irredentista trentino &#8220;Italia irredenta&#8221;, aveva vinto le elezioni comunali per un solo voto. A quanto pare, una vedova &#8220;tedesca&#8221; non si era recata alle urne e aveva determinato, grazie al particolare sistema elettorale allora vigente, la vittoria degli irredentisti. Chios\u00f2 il giornale &#8220;Alto Adige&#8221; di Trento: &#8220;Avanti, Lega nazionale! Avanti Italiani di buona volont\u00e0! Eliminate la &#8216;brutta cosa&#8217; della scuola tedesca di Vadena e quella ancor peggiore dell&#8217;asilo del signor curato Malpaga!&#8221;<br>La stramba guerra vadenota, che da tempo covava sotto la cenere, vide come principali quanto involontari protagonisti i bambini in et\u00e0 scolare. Entrambe le fazioni peregrinarono di famiglia in famiglia (peraltro molte di costoro ridotte in miseria) per convincere i genitori a iscrivere i propri figli a questa o quella scuola. I vincitori delle elezioni miravano a chiudere definitivamente la vecchia Grundschule, mentre gli oppositori, spalleggiati dalle autorit\u00e0 scolastiche, volevano impedire l&#8217;apertura di una scuola in lingua italiana, che avrebbe potuto minare alla base il fragile &#8220;Deutschtum&#8221; di un territorio di confine come l&#8217;Unterland.<br>La guerra, che allora tocc\u00f2 solo marginalmente altri comuni della Bassa, si trasfer\u00ec ben presto a Bolzano, Innsbruck e, infine, al parlamento di Vienna. Vadena era diventata il luogo simbolo della &#8220;questione nazionale&#8221;. Miori, capo del comune, cerc\u00f2 di esautorare le autorit\u00e0 scolastiche locali in mano alla fazione opposta che alla fine ottenne l&#8217;appoggio determinante del titubante ministero viennese. A quel punto, e prima delle successive elezioni comunali che avrebbe potuto ribaltare l&#8217;esito delle consultazioni precedenti, Miori e Ferrari aprirono una scuola privata italiana presso il podere di quest&#8217;ultimo al Castello. I figli dei numerosi coloni trentini, che fino ad allora avevano frequentato la scuola tedesca, furono &#8220;invitati&#8221; a trasferirsi in quella privata italiana.<br>Va detto, che la &#8220;guerra&#8221; di Vadena, al di l\u00e0 dei bambini strumentalizzati, era anche una guerra economico-sociale: da una lato il vecchio sistema rurale basato sulla piccola propriet\u00e0 contadina (il freier Bauernstand), dall&#8217;altra il latifondo italiano affidato a coloni e mezzadri malpagati e perci\u00f2 altamente concorrenziale nei confronti del primo. I latifondisti vadenoti, quasi tutti originari del Welschtirol, che avevano acquistato le terre malsane dopo le bonifiche di met\u00e0 secolo, trovavano i loro coloni nelle affamate valli trentine. La &#8220;piccola&#8221; guerra termin\u00f2 \u2013 momentaneamente \u2013 nel 1903, quando la scuola di Ferrari e Miori fu chiusa in seguito ad una petizione firmata da 88 comuni altoatesini. Quella &#8220;grande&#8221; era in arrivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Agli albori del XX secolo, ben prima della grande guerra e del passaggio dell&#8217;Alto Adige asburgico all&#8217;Italia, il comune di Vadena fu teatro di un autentico conflitto tra opposti nazionalismi. 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