{"id":614,"date":"2020-12-10T07:08:00","date_gmt":"2020-12-10T07:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=614"},"modified":"2021-02-17T09:31:03","modified_gmt":"2021-02-17T09:31:03","slug":"skankin-drops-non-tutti-i-contagi-vengono-per-nuocere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2020\/12\/10\/skankin-drops-non-tutti-i-contagi-vengono-per-nuocere\/","title":{"rendered":"Skankin\u2019 Drops: non tutti i contagi vengono per nuocere"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Di questi tempi, in cui la parola contagioso mette sempre addosso un po\u2019 di apprensione, c\u2019\u00e8 un caso in cui invece non pu\u00f2 che rallegrare e far piacere: si tratta del contagioso esordio discografico degli Skankin\u2019 Drops, formazione appartenente alla grande famiglia del reggae che, dopo alcuni anni di collaudate performance, ha trovato finalmente il tempo e la voglia di registrare la propria musica, e lo ha fatto con esiti davvero entusiasmanti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Do The Skankin\u2019 \u00e8 un disco godibilissimo, con nove brani originali composti dai vari componenti del numeroso ensemble che per questo suo debutto \u00e8 tenuto a battesimo dall\u2019etichetta dei cugini Shanti Powa, un disco pubblicato in vinile per quanto riguarda la forma solida e che in versione liquida \u00e8 naturalmente ascoltabile e acquistabile tramite il sito bandcamp.<br>\u201cCi \u00e8 voluto un po\u2019 per portarlo a termine \u2013 ci racconta il sassofonista, autore e cantante Angelo Ippati \u2013 perch\u00e9 in un primo momento abbiamo cominciato a lavorarci in sala prove, alla fine per\u00f2 abbiamo deciso di affidarci al Beat Studio di Alessandro Damian e Andrea Polato, che ci hanno registrato. Il mix invece lo hanno fatto Thomas Maniacco, che nel disco suona anche la tromba, e Florian Gamper a Fi\u00e8, nello studio degli Shanti Powa. Il master lo abbiamo affidato a uno studio londinese che si \u00e8 anche occupato della stampa dei vinili.\u201d<br>Rispetto ai menzionati Shanti Powa, orientati verso un reggae pi\u00f9 vicino al ragamuffin e al mondo hip hop \u2013 ma le differenze sono davvero sottili \u2013 gli Skankin\u2019 Drops hanno un background pi\u00f9 orientato verso il roots reggae e lo ska e anche loro contano su una formazione molto consistente: nel disco oltre a Ippati ci sono le due cantanti Enrica Pedrotti e Michela Campaner, le chitarre di Igor Pallaver e Arturo Zilli, il basso di Michele Giancola, le tastiere di Marco Pellin (autore della maggior parte dei brani), la batteria di Fabio Scatolini e le percussioni di Matteo Moretti e tutti contribuiscono a sviluppare una base musicale molto affiatata e coinvolgente su cui spiccano i testi (scritti da Pellin, Ippati e Campaner) che non sono mai scontati ma affrontano, salvo un paio di casi in cui l\u2019argomento \u00e8 la loro musica, tematiche sempre attuali da quelle ambientali a quelle sociali.<br>\u201cIl batterista e il chitarrista \u2013 ci spiega Giancola \u2013 provengono da esperienze roots e quindi \u00e8 stato naturale per noi partire da l\u00ec, poi per\u00f2 ci siamo evoluti, contaminati, ci sono stati vari innesti, basati anche su quello che abbiamo cominciato ad ascoltare, lo stile si \u00e8 affinato. C\u2019\u00e8 anche il ragamuffin in dialetto salentino che fa Angelo ed \u00e8 una delle altre nostre peculiarit\u00e0, cos\u00ec come la doppia voce femminile.\u201d<br>All\u2019ascolto il disco suona davvero bene, l\u2019alternanza del cantato tra inglese e salentino, tra la voce maschile e le due voci femminili, risulta una carta vincente che insieme a tutto il resto contribuisce a far s\u00ec che gli intenti di partenza degli Skankin\u2019 Drops giungano a buon fine.<br>\u201cNon ci siamo detti: vogliamo fare un roots reggae in stile anni settanta e ottanta \u2013 \u00e8 ora il tastierista e autore Marco Pellin a parlare \u2013, alcuni di noi avevano gi\u00e0 una buona esperienza con questo genere musicale, all\u2019inizio i singoli gusti magari non coincidevano per tutti, cos\u00ec abbiamo provato a vedere cosa veniva fuori. Sperimentando anche. Non \u00e8 stato un percorso facile e breve, ci \u00e8 voluto del tempo. Ed \u00e8 anche da questo percorso che nasce il discorso sui contenuti, le prime cose abbiamo cominciato a scriverle nel 2015, sempre con l\u2019obiettivo e con la volont\u00e0 di farne venir fuori qualcosa di nostro. Il disco in questo senso \u00e8 il punto d\u2019arrivo riguardo al lavoro svolto fin qui, ma anche quello di partenza per quello che vogliamo fare dopo.\u201d<br>Come prevedibile al momento non sar\u00e0 possibile promuovere il disco con concerti, ma gli Skankin\u2019 Drops non demordono e sperano che una volta superato il momento d\u2019allerta sar\u00e0 possibile pensare ad una promozione: \u201cQualcuno ci aveva suggerito di aspettare a farlo uscire \u2013 conclude Ippati \u2013 ma era gi\u00e0 stato lungo il periodo di gestazione e avevamo voglia che la gente potesse ascoltarlo. E di fatti abbiamo riscontrato subito un grande interesse; l\u2019uscita ufficiale \u00e8 stata il 20 novembre, intanto il vinile \u00e8 in vendita online, su bandcamp \u00e8 ascoltabile in streaming, ed \u00e8 in uscita anche un primo video. Ovviamente \u00e8 un ottima idea per un regalo di Natale!\u201d<br>Oltre al 33 giri e alla versione liquida del disco, \u00e8 uscito anche un dieci pollici con le versioni dub, una realizzata in provincia di Bolzano e una in Salento, di due delle canzoni incluse nel disco, per la gioia degli amanti dei sound system.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>Autore: Paolo Crazy Carnevale &#8211; musicofilo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di questi tempi, in cui la parola contagioso mette sempre addosso un po\u2019 di apprensione, c\u2019\u00e8 un caso in cui invece non pu\u00f2 che rallegrare e far piacere: si tratta del contagioso esordio discografico degli Skankin\u2019 Drops, formazione appartenente alla grande famiglia del reggae che, dopo alcuni anni di collaudate performance, ha trovato finalmente il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":615,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[114],"class_list":["post-614","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-scena-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=614"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1705,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/614\/revisions\/1705"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/615"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=614"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=614"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=614"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}