{"id":6366,"date":"2022-06-02T02:10:00","date_gmt":"2022-06-02T01:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=6366"},"modified":"2022-06-07T07:55:03","modified_gmt":"2022-06-07T06:55:03","slug":"una-citta-e-la-sua-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/06\/02\/una-citta-e-la-sua-memoria\/","title":{"rendered":"Una citt\u00e0 e la sua memoria"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019Archivio Storico della citt\u00e0 di Bolzano \u00e8 un punto di riferimento irrinunciabile per tutti coloro che desiderano conoscere il percorso che attraverso i secoli ha portato il capoluogo alla sua fisionomia attuale, urbanistica, culturale e sociale. Ne abbiamo parlato con la direttrice, cogliendo l\u2019occasione per presentare anche due mostre sul lager di Via Resia, attive presso il Museo Civico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\/\/ Di Caterina Longo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carla Giacomozzi<\/strong> \u00e8 responsabile dell\u2019Archivio Storico del Comune di Bolzano, che cura insieme ad Aaron Ceolan. Sulla scia di una formazione da archeologa con studi a Pavia, Giacomozzi dalla met\u00e0 degli anni \u201890 ha iniziato un profondo lavoro di ricerca per portare alla luce la storia del Lager di Bolzano e le mille altre vicende legate a quelle pagine di storia cittadina, nazionale e mondiale. La chiacchierata inizia parlando dell\u2019Archivio, che si trova sotto i portici \u2013 in quella che \u00e8 stata l\u2019antica (bellissima) \u201csede del municipio di Bolzano, fino al 1907\u201d- ci racconta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_2-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6368\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_2-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_2-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_2-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Carla Giacomozzi e Aaron Ceolan<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa si trova nell\u2019Archivio Storico?<\/strong><br>Conserviamo, innanzitutto, il patrimonio archivistico e storico che riguarda l\u2019amministrazione comunale \u2013 documenti, ma anche fondi fotografici, come quello relativo ai lavori pubblici. Ma non solo: riceviamo anche donazioni di fondi privati, come ad esempio quello di Franz Thaler che ci \u00e8 stato donato l\u2019anno dopo la sua morte, nel 2016 (sopravvissuto al campo di concentramento di Dachau, dove era stato deportato per diserzione nel 1944, in vita Thaler si \u00e8 distinto come limpido e coraggioso testimone, ndr). Custodiamo poi i documenti, i libri e la documentazione fotografica della Fondazione Rasmo-Zallinger. Si tratta di un patrimonio molto vasto: siamo al lavoro per riordinarlo, parliamo di 14 mila volumi di storia dell\u2019arte e 70 mila documenti fotografici sui monumenti del territorio. Quando il lavoro sar\u00e0 terminato sar\u00e0 un archivio immenso, una fonte ineguagliabile per lo studio della storia dell\u2019arte del nostro territorio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E qual \u00e8 il documento pi\u00f9 antico che custodite?<\/strong><br>Un contratto di vendita per una cantina del 1223 (sorride) \u2013 un documento in cui in qualche modo c\u2019entra il vino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Negli anni l\u2019Archivio Storico si \u00e8 distinto a livello internazionale per un lungo e approfondito lavoro di ricerca sul Lager di Bolzano, prima pressoch\u00e9 sconosciuto. Come \u00e8 iniziato?<\/strong><br>Quando ho cominciato nel 1995 non c\u2019era nulla&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_3-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6369\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_3-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_3-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_3-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_3-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_3.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>L&#8217;installazione al mure del Lager in Via Resia<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Ma perch\u00e9, prima il Lager non era stato un tema?<\/strong><br>La memoria \u00e8 un lusso. Ci si arriva quando si \u00e8 tranquilli. Preciso per\u00f2 che non abbiamo seguito quello che chiamo il \u201cfilo del sangue\u201d; le torture, gli aspetti macabri. Non mi interessava la lettura politica o politicizzante, ma volevo portare alla luce una parte della storia della nostra citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E come si \u00e8 svolto questo immenso lavoro?<\/strong><br>L\u2019ANPI (Associazione nazionale partigiani) di Bolzano e la Comunit\u00e0 Ebraica di Merano sono stati i primi referenti locali a cui chiesi aiuto, a met\u00e0 degli anni \u201890, per il reperimento delle informazioni sul Lager. Sono partita dalle persone, dai testimoni dell\u2019epoca: grazie alla collaborazione con l\u2019ANED (Associazione nazionale ex-deportati nei campi nazisti) di Milano e in particolare al loro ricercatore Italo Tibaldi (ex deportato) abbiamo ricostruito un elenco di circa 1000 nomi di persone che erano passate per il Lager. A questi nomi abbiamo quindi inviato una copia del libro \u201cL\u2019Ombra del Buio\u201d con busta gi\u00e0 affrancata e &#8211; con il nostro indirizzo &#8211; un questionario da compilare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avete avuto risposte?<\/strong><br>S\u00ec, in circa 500 ci hanno risposto. Da qui \u00e8 partito anche un progetto di video interviste. Da questo primo passo, a cascata, sono stati gettati dei fili che ancora oggi, dopo 28 anni, non smettono di portarci a nuove storie, nuovi dettagli. E che continuano a toccarmi, sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In una recente intervista ha detto che l\u2019aspetto principale del suo lavoro \u00e8 l\u2019ascolto. Cosa \u201craccontano\u201d quelle che alla gente comune sembrano solo delle carte?<\/strong><br>Nel corso di questi anni di lavoro, se stai ad ascoltare, i messaggi arrivano. Sono tante le storie che sono arrivate a noi, storie legate alla citt\u00e0, storie delle famiglie e del lager. Storie che diventano un punto di dialogo potente con il territorio. La cosa bella \u00e8 che la memoria \u00e8 di tutti e questo \u00e8 diventano un progetto di comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_4-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6370\" srcset=\"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_4-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_4-300x169.jpg 300w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_4-768x432.jpg 768w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_4-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/SDC_2_QuiBZ_Archivio_Storico_4.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Due disegni di Armando Maltagliati<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>LE MOSTRE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ambito degli appuntamenti di \u201cBolzano Citt\u00e0 della Memoria 2022\u201d il Museo Civico di Bolzano ospita la mostra \u201cVolti nel Lager\u201d con disegni e ritratti realizzati da Armando Maltagliati nei Lager nazisti di Fossoli, Carpi e Bolzano (in collaborazione con ANPI e ANED). La mostra \u201cIl Lager in Citt\u00e0\u201d, a cura dell\u2019Archivio Storico, presenta invece fotografie, documenti originali e oggetti legati alla storia del Lager nazista di transito di Bolzano. Situato nell\u2019odierna via Resia (civico 80), il Lager fu in funzione dall\u2019estate 1944 al 3 maggio 1945 e vi furono deportate, secondo le fonti, almeno 11.000 persone. Del Lager rimane oggi come unico manufatto originario il muro di cinta. Sono tanti i destini e le storie toccanti che si scoprono nella mostra attraverso lettere e reperti, come ad esempio la tuta indossata durante la sua permanenza al Lager di Bolzano da Alfredo Caloisi di San Donato Milanese, deportato politico. Inoltre sono a disposizione del pubblico gratuitamente le mappe sui \u201cI luoghi della memoria\u201d per scoprire autonomamente le storie dietro le pietre d\u2019inciampo in citt\u00e0, ma anche i luoghi e fatti del 3 maggio 1945.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Caterina Longo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Archivio Storico della citt\u00e0 di Bolzano \u00e8 un punto di riferimento irrinunciabile per tutti coloro che desiderano conoscere il percorso che attraverso i secoli ha portato il capoluogo alla sua fisionomia attuale, urbanistica, culturale e sociale. 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