{"id":6441,"date":"2022-06-02T02:00:00","date_gmt":"2022-06-02T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=6441"},"modified":"2022-06-01T11:36:26","modified_gmt":"2022-06-01T10:36:26","slug":"il-monopolio-di-sacco-e-le-sue-angherie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/06\/02\/il-monopolio-di-sacco-e-le-sue-angherie\/","title":{"rendered":"Il monopolio di Sacco e le sue angherie"},"content":{"rendered":"\n<p>lI trasporti sull&#8217;Adige, da Bronzolo a Verona, ebbero un notevole sviluppo a partire dal X secolo, quando il Veneto (esclusa Venezia) fu annesso alla Marca Bavarese di Enrico I. Lo statuto dei radaroli veronesi elencava le &#8220;poste significative&#8221; per la partenza delle merci, ovvero gli scali di Bronzolo, Egna (&#8220;Burgo Egne&#8221;), Trento (&#8220;Tridenti&#8221;), Sacco (&#8220;Sacho&#8221;), Marco (&#8220;Marcho&#8221;), Belluno V.se (&#8220;Bellunis&#8221;) e Peri (&#8220;Pyrri&#8221;).<br>Il fiume brulicava di vita, giorno e notte era percorso da ogni sorta di imbarcazioni cariche di barili, colli o passeggeri. Perfino interi eserciti \u2013 che per ovvie ragioni avevano la precedenza sulle mercanzie \u2013 vennero trasportati sulle zattere. Tutt&#8217;attorno, sulle rive e nei borghi, nei magazzini e nelle officine, nelle botteghe e nelle locande fiorivano le attivit\u00e0 artigianali e commerciali. Erano i grandi mercati e le fiere il vero motore di questa attivit\u00e0 e in particolare quelli dell&#8217;ambiziosa Bolzano, a cui partecipavano mercanti da ogni dove.<br>La corporazione dei radaroli (da rada = zattera) veronesi, i cui statuti risalgono al XIII secolo, fu la prima a gestire in modo &#8220;privilegiato&#8221; il trasporto delle &#8220;legne d&#8217;abbrugiare per l&#8217;uso della Citt\u00e0 e de li legnami grossi per gli edificij e per fare le tavole, cos\u00ec ben legati, et insieme compaginati, che sopra quelli ancora si conducevano le merci, che la Fiandra e l&#8217;Alemagna mandano in Italia&#8221;.<br>Con il tempo, ai radaroli veronesi subentr\u00f2 un&#8217;altra, potentissima organizzazione, formata da una decina di famiglie di Sacco presso Rovereto. A costoro (Holzkaufleute und Guetfertiger in Sackh) l&#8217;arciduca Ferdinando II rinnov\u00f2, in occasione dell&#8217;aggregazione nel 1564 di Rovereto \u2013 gi\u00e0 austriaca dal 1509 \u2013 al Tirolo, un diritto esclusivo di spedizione con zattere con il regolamento (Floss-Ordnung) del gennaio 1584. Le famiglie a cui, tra le altre, venne concesso il privilegio furono quelle dei Baroni, Abram, Fedrigotti, Graziadio e Pegolotti. Esse operarono in regime di monopolio per diversi secoli e il loro privilegio venne confermato nel 1605 da Massimiliano III, nel 1665 da Leopoldo I e infine da Carlo VI e da Maria Teresa nel 1744.<br>I motivi di questa concessione &#8220;esclusiva&#8221; restano in parte avvolti nel mistero.<br>Certo \u00e8 che i maestri di Sacco erano esperti e bene organizzati e, soprattutto, garantivano all&#8217;erario viennese il puntuale versamento dei ricchi dazi riscossi da mercanti e spedizionieri. Infatti, da sempre contrabbando e frodi varie erano all&#8217;ordine del giorno sul fiume e nei territori circostanti e nessuno come i Saccardi e i loro ufficiali del dazio era in grado di tenerli sotto controllo.<br>Questi privilegi, e soprattutto la prelazione su tutto il legname della Val d&#8217;Ega, erano invisi ai commercianti che avrebbero preferito cedere la propria merce al miglior offerente. Invece i Saccardi li &#8220;strozzavano&#8221; impietosamente, imponendo, in particolare ai montanari che conferivano i tronchi di larice e abete sui &#8220;vodi&#8221; (le note Holz-Reif) di Laives, Bronzolo e Egna, prezzi che permettevano a malapena la loro sopravvivenza \u2013 e a volte neppure questa.<br>Vari processi furono intentati presso il Magistrato Mercantile di Bolzano, istituito nel 1633. Le dieci famiglie costituirono dapprima (nel 1691) una e successivamente (nel 1693) due societ\u00e0: la &#8220;Fedrigotti, Baroni e C.&#8221; e la &#8220;Fedrigotti e Baroni&#8221;. Queste due famiglie, insieme ai Gelmini (poi trasferiti a Salorno), furono le pi\u00f9 importanti del settore e grazie alla loro attivit\u00e0 riuscirono ad accumulare grandi ricchezze. Nel 1744 Maria Teresa riconferm\u00f2 il monopolio della compagnia &#8220;infeudata&#8221; di Sacco composta da 10 famiglie, a cui concesse addirittura un &#8220;feudo vero perpetuo mascolino&#8221; \u2013 insomma un monopolio ereditario. In questo atto, a parte i rapporti tra le dieci famiglie interessate, furono regolamentati diritti e doveri della societ\u00e0 nei confronti delle altre categorie operanti sul fiume.<br>Le spedizioni avvenivano tutto l&#8217;anno e le zattere avevano la precedenza su tutte le altre imbarcazioni. La merce doveva essere pesata a Bolzano prima di essere affidata ai carradori di Laives che le portavano alla dogana di Bronzolo.<br>Il privilegio della compagnia di Sacco cess\u00f2 improvvisamente nel 1806 con l&#8217;arrivo dei napoleonici e dei bavaresi. Da allora, e fino alla realizzazione, mezzo secolo dopo, della ferrovia, varie compagnie si alternarono, con pi\u00f9 o meno successo, nel trasporto delle merci e dei passeggeri sul grande fiume.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>lI trasporti sull&#8217;Adige, da Bronzolo a Verona, ebbero un notevole sviluppo a partire dal X secolo, quando il Veneto (esclusa Venezia) fu annesso alla Marca Bavarese di Enrico I. 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