{"id":6466,"date":"2022-06-16T02:11:00","date_gmt":"2022-06-16T01:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=6466"},"modified":"2022-06-15T17:12:17","modified_gmt":"2022-06-15T16:12:17","slug":"tre-noir-in-salsa-bolzanina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/06\/16\/tre-noir-in-salsa-bolzanina\/","title":{"rendered":"Tre noir in salsa bolzanina"},"content":{"rendered":"\n<p>Forse parlare di una scuola bolzanina del genere poliziesco \u00e8 prematuro rispetto alle consolidate scuole di genere di altre regioni e province (pensiamo a Milano, a Bologna, alla Sicilia, al Veneto), ma non si pu\u00f2 negare che anche l\u2019Alto Adige, nel suo piccolo abbia il suo valido manipolo di autori: pensiamo ai gialli di Lenz Koppelst\u00e4tter ambientati in un Sudtirolo a met\u00e0 strada tra il dark e la promozione da cartolina (tipo le produzioni della Film Commission Altoatesina), a quelli ben educati e non privi di humor del compianto Umberto Gandini (di cui \u00e8 stata annunciata una raccolta di inediti) o a quelli mozzafiato di Luca D\u2019Andrea.<br>Negli ultimi mesi hanno fatto la loro comparsa in libreria ben tre romanzi noir degni di nota e ambientati nella nostra regione, tutti rigorosamente scritti da autori nostri, anche se trapiantati altrove.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019ultima madre<\/strong><br>Autore: Alex Boschetti<br>Alphabeta<\/p>\n\n\n\n<p>Alex Boschetti, bolzanino di stanza a Bologna, con L\u2019ultima madre \u00e8 giunto al suo terzo romanzo e &#8211; rispetto alle black comedy che lo avevano preceduto &#8211; mette sul piatto un noir a tinte forti, ambientato nella zona popolare di Bolzano e in Val Sarentino. Un noir psicologico con al centro una figura femminile dal destino tragicamente segnato e una storia di tremenda attualit\u00e0 che arriva a toccare argomenti drammatici come la violenza domestica e la xenofobia, senza dimenticare un certo disagio giovanile. La storia \u00e8 ben architettata e ben localizzata: Boschetti, pur abitando a Bologna da molti anni torna spesso a Bolzano e prima della scrittura di questo romanzo ha fatto una full immersion totale nella Bolzano popolare. La trama si svolge tutta sotto gli occhi di un antipatico commissario di polizia che sembra pi\u00f9 uno spettatore esterno impotente che non un attore della vicenda.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La parola amore uccide<\/strong><br>Autori: Jadel Andreetto e Guglielmo Pispisa<br>Rizzoli<\/p>\n\n\n\n<p>Bolognese di lungo corso \u00e8 anche un altro bolzanino, Jadel Andreetto, per anni una delle colonne del collettivo di scrittura Kai Zen insieme al compare Guglielmo Pispisa: i due, dopo una prima notevole uscita sotto il nome de plume di Marco Felder sono tornati in libreria coi loro nomi di battesimo e con un avvincente romanzo intitolato La parola amore uccide. La scrittura dei due \u00e8 molto fluida, la storia mette sul piatto due indagini differenti seguite dai due protagonisti, mai perfetti e sempre sopra le righe: l\u2019ispettore Rottensteiner (consumato e disilluso, oltre che profondo conoscitore della propria terra) e l\u2019agente scelto Tanino Barcellona (pivello dal cuore grande e bolzanino di recente acquisizione). La chimica che si sviluppa tra i due \u00e8 ottima, cos\u00ec come lo sono i comprimari, tutti coinvolti in una storia che pur toccando marginalmente temi scottanti e non da poco come l\u2019estremismo di stampo nazista, il traffico d\u2019armi e la mafia, \u00e8 incentrata piuttosto \u2013 come nel libro di Boschetti \u2013 su xenofobia, femminicidi e momenti di debolezza delle forze dell\u2019ordine con un episodio in cui il poliziotto Barcellona si ritrova a mettersi sullo stesso piano dei poliziotti americani che negli ultimi anni hanno scatenato sdegno da un polo all\u2019altro del globo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il morto nella roccia<\/strong><br>Autore: Kurt Landthaler<br>Alfabeta<\/p>\n\n\n\n<p>Per finire, Il morto nella roccia, non proprio una novit\u00e0 visto che in lingua tedesca era uscito negli anni novanta: grazie alla traduzione di Stefano Zangrando ora \u00e8 finalmente tradotto in italiano il primo romanzo del bolzanino Kurt Lanthaler, personaggio chiave della letteratura altoatesina. L\u2019autore, dopo aver abitato per anni a Berlino si \u00e8 da tempo trasferito a Zurigo e questo suo romanzo d\u2019esordio, pubblicato a dapprima a puntate sul \u201cExtra\u201d, supplemento in lingua tedesca del defunto quotidiano \u201cIl mattino\u201d, vede il debutto di Tschonnie Tschenett, protagonista di una cinquina di opere d\u2019orientamento hard boiled: Tschenett non \u00e8 un poliziotto, anzi \u00e8 un personaggio sempre al limite, spesso assillato da problemi con la polizia, per quanto il suo migliore amico sia Tot\u00f2, uno sbirro mistilingue di frontiera (la storia si svolge tra Bolzano, Colle Isarco e Vipiteno durante gli scavi del tunnel di base, molto attuale dunque). Un giallo anomalo, di denuncia contro le lobby che decidono tutto (proprio come adesso), senza lieto fine, senza casi risolti, nel miglior stile delle storie di Tschonnie Tschenett.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse parlare di una scuola bolzanina del genere poliziesco \u00e8 prematuro rispetto alle consolidate scuole di genere di altre regioni e province (pensiamo a Milano, a Bologna, alla Sicilia, al Veneto), ma non si pu\u00f2 negare che anche l\u2019Alto Adige, nel suo piccolo abbia il suo valido manipolo di autori: pensiamo ai gialli di Lenz [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":6491,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[216],"class_list":["post-6466","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-libri"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6466"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6467,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6466\/revisions\/6467"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6466"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6466"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}