{"id":6468,"date":"2022-06-16T02:30:00","date_gmt":"2022-06-16T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=6468"},"modified":"2022-06-15T17:10:29","modified_gmt":"2022-06-15T16:10:29","slug":"lintelligenza-artificiale-non-e-ancora-tra-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/06\/16\/lintelligenza-artificiale-non-e-ancora-tra-noi\/","title":{"rendered":"L&#8217;intelligenza artificiale non \u00e8 ancora tra noi"},"content":{"rendered":"\n<p>Stiamo assistendo ad una nuova ondata di articoli sensazionalistici sul tema dell\u2019intelligenza artificiale generale (in inglese AGI: \u201c artificial general intelligence\u201d), con cui si descrivono sistemi informatici capaci di mostrare intelligenza a livello umano in campi diversi. Il termine \u201cgenerale\u201d indica proprio la capacit\u00e0 di questi sistemi di competere con gli umani non su uno specifico compito (come ad esempio giocare a scacchi o a Go, dove i computer sono ormai campioni indiscussi), ma su un qualunque compito che, in termini umani, richiede di esibire una qualche forma di intelligenza. Una delle pi\u00f9 complesse palestre per l\u2019AGI \u00e8 quella del linguaggio naturale. \u00c8 proprio sul tema del linguaggio naturale (in inglese NLP: \u201cnatural language processing\u201d) che si concentrano molti articoli sensazionalistici, principalmente focalizzandosi sul fatto che una recente generazione di algoritmi per reti neurali (in termini tecnici, chiamate \u201ctransformer\u201d) mostra incredibili capacit\u00e0 di generazione del testo, anche in risposta a domande formulate da umani. Famosissime ormai sono le reti transformer BERT e GPT-3, ma nei quotidiani di questi giorni l\u2019enfasi \u00e8 il loro successore LaMDA, di Google, che avrebbe addirittura portato al licenziamento di un ingegnere di Google. Il motivo? L\u2019ingegnere avrebbe violato le politiche di privatezza dell\u2019azienda, dichiarando che LaMDA \u00e8 a tutti gli effetti una intelligenza senziente. Al di l\u00e0 degli aspetti di marketing e pubblicit\u00e0 che ormai permeano l\u2019intelligenza artificiale, \u00e8 importante ricordare come funzionano questi sistemi: secondo principi statistici, applicati all\u2019immensa quantit\u00e0 di testi disponibili su web. Vengono infatti allenati su una moltitudine di testi imparando, data una frase incompleta, distribuzioni di probabilit\u00e0 su quale parola successiva aggiungere per continuare la frase in modo compiuto. I risultati sono stupefacenti e in molti casi rendono queste reti capaci di generare testi complessi, di senso compiuto, e diversi da quelli su cui si sono allenate, ma altrettanto spesso li portano a generare testi senza senso. Queste reti falliscono, ad esempio, quando il tema del discorso \u00e8 quello del \u201cragionamento di senso comune\u201d. Questo non dovrebbe stupire: imparare distribuzioni di probabilit\u00e0 non ha nulla a che fare con imparare come funziona il mondo che ci circonda e quali leggi lo governano (ad esempio, banalmente, che se un oggetto viene messo in una scatola non pu\u00f2 magicamente sparire da essa a meno che non succeda qualcosa). Riconoscere la differenza tra un essere in grado di utilizzare il linguaggio per parlare del mondo, e questi sistemi che sono a tutti gli effetti dei \u201cpappagalli stocastici\u201d, richiede arguzia, mentre superficialmente si pu\u00f2 essere in effetti ingannati. Meglio ricordarcelo ancora una volta, in questo mondo di fuochi (pi\u00f9 che di intelligenze) artificiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Marco Montali<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiamo assistendo ad una nuova ondata di articoli sensazionalistici sul tema dell\u2019intelligenza artificiale generale (in inglese AGI: \u201c artificial general intelligence\u201d), con cui si descrivono sistemi informatici capaci di mostrare intelligenza a livello umano in campi diversi. 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