{"id":6664,"date":"2022-07-14T02:30:00","date_gmt":"2022-07-14T01:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=6664"},"modified":"2022-07-14T08:18:29","modified_gmt":"2022-07-14T07:18:29","slug":"la-cuscuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/07\/14\/la-cuscuta\/","title":{"rendered":"La cuscuta"},"content":{"rendered":"\n<p>La cuscuta \u00e8 una pianta erbacea di origine nordamericana, parente del convolvolo e ormai presente in quasi in tutto il globo con oltre 200 specie. Gli antichi Arabi la chiamavano k\u00fashuth e la usavano per le propriet\u00e0 colagoghe, lassative, diuretiche e di maturazione dei foruncoli; essa era conosciuta dai Romani e dal Medioevo prese il nome di \u201crete del diavolo\u201d e di \u201cragno malefico\u201d; in Italia, in relazione ai luoghi, si pu\u00f2 riconoscere dagli epiteti comuni quali strozzalino, epitimo, granchiarella e pittima.<br>Si presenta come un ammasso filiforme di colore giallo paglierino\/arancio\/rosso, \u00e8 priva &#8211; se non allo stadio primordiale &#8211; di clorofilla e si sviluppa da maggio a settembre con l\u2019unico intento di parassitare le altre piante. Predilige i climi caldi e umidi. Il suo seme, interrato o in balia degli agenti atmosferici, resiste anche dieci anni prima di germinare e non appena la cuscuta \u00e8 in grado, per cos\u00ec dire, di mantenersi a sbafo da sola la piccola radice muore e la pianta abbandona il terreno per iniziare la sua storia di opportunismo. La sua ragnatela filosa \u00e8 composta da austori, veri e propri organi sensoriali, che si avvinghiano a spirale grazie a chemorecettori, che \u201cannusano\u201d le piante vicine e sanno precisamente dove orientarsi per penetrare tessuti e floemi e succhiare dunque linfa e acqua. La si potrebbe paragonare al vischio, ma la cuscuta \u00e8 una fuoriclasse. \u00e8 talmente intelligente, anche senza foglie ricordiamocelo, che dalle vittime percepisce persino le proteine delle fioritura e le sottrae al momento giusto per portare a termine la sua fioritura e produrre i semi che le garantiranno la sopravvivenza.<br>Ha per\u00f2 un tallone d\u2019Achille pure lei: le piante attaccate comunicano tra loro e possono mettere in atto processi chimici di difesa per contrastarla.<br>Si trova negli incolti, negli orti, ma non \u00e8 rara nel BalconORTO, visto che i semi sono trasportati dal vento.<br>Ha uno sviluppo antiorario e di circa quattro\/cinque metri all\u2019anno, ma dipende da quanta clorofilla intercetter\u00e0 lungo il suo percorso. Attacca tutte le piante senza distinzioni; le uniche indenni sono i gigli.<br>Eliminarla \u00e8 difficile, non esistono macerati o alchimie magiche, se non prodotti altamente tossici per la natura e per l\u2019uomo: l\u2019unico rimedio \u00e8 la rimozione manuale sradicando tutte le piante colpite dalla sue spire e stando molto attenti a non dimenticarne parti sulle piante o adagiati sul terreno, perch\u00e9 la cuscuta si rigenererebbe ricominciando il suo ciclo vitale. Gli scarti poi non dovranno essere conferiti nell\u2019umido o nel compost, bens\u00ec nell\u2019indifferenziato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Donatello Vallotta<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cuscuta \u00e8 una pianta erbacea di origine nordamericana, parente del convolvolo e ormai presente in quasi in tutto il globo con oltre 200 specie. 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