{"id":6716,"date":"2022-07-28T01:10:00","date_gmt":"2022-07-28T00:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=6716"},"modified":"2022-07-26T15:12:23","modified_gmt":"2022-07-26T14:12:23","slug":"piero-messina-2-larrivo-alla-corte-dei-van-der-graaf-generator","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/07\/28\/piero-messina-2-larrivo-alla-corte-dei-van-der-graaf-generator\/","title":{"rendered":"Piero Messina #2: l\u2019arrivo alla corte dei Van Der Graaf Generator"},"content":{"rendered":"\n<p>Nello scorso numero abbiamo lasciato il ventenne Piero Messina negli studi milanesi della Numero Uno in qualit\u00e0 di chitarrista dei veronesi Alpha Centauri: \u201cIl gruppo era una meraviglia \u2013 ci racconta il musicista \u2013 l\u2019etichetta lo voleva assolutamente, ma aveva imposto che avessero un chitarrista e che se non ci avessero pensato loro gliene avrebbero imposto uno d\u2019ufficio. Io ero giunto a Verona da poco e fui invitato per un provino: secondo me erano gi\u00e0 perfetti senza chitarra, ma tant\u2019\u00e8, fui presto a bordo e per un po\u2019 quella \u00e8 stata la mia vita\u201d.<br>Lavorare per la casa discografica di Battisti e Mogol, voleva dire avere a che fare con gente come Bruno Lauzi, Sandro Colombini, lo stesso Battisti, nomi che parlano da s\u00e9; gli Alpha Centauri (il nome era stato imposto dall\u2019etichetta) divennero, con la Formula Tre, il nome di punta dell\u2019etichetta per la sezione complessi, e si dice che se non si fossero sciolti sarebbero stati anche meglio dei loro compari di scuderia.<br>\u201cCi fecero registrare due brani per un singolo \u2013 prosegue Messina \u2013: la versione di un brano dei Fruitgum Company, che avevano da poco sfondato in classifica con Simon Says, e una ben pi\u00f9 consistente versione in italiano di un brano di Cliff Richard e Hank Marvin (voce e chitarra degli Shadows, n.d.r.). Registrammo tutto in appena tre ore, perch\u00e9 lo studio pur essendo di propriet\u00e0 dell\u2019etichetta per mantenersi aveva bisogno di lavorare anche per altri e quindi agli artisti di casa rimanevano delle tempistiche molto ridotte. Lavoravamo molto sugli impasti vocali, il tastierista era un fenomeno e per un anno abbiamo suonato nello stesso giro della Formula Tre\u201d.<br>Narra la leggenda che nel singolo del gruppo, Dai treno dai \/ Immagine bianca, abbia suonato la chitarra acustica lo stesso Battisti, ma se cos\u00ec \u00e8 il suo strumento \u00e8 parecchio sepolto nella registrazione. Il disco \u00e8 divenuto oggi oggetto da collezione, venduto in certi casi a quasi duecento euro. La fine del gruppo fu decretata dalla decisione del tastierista di mollare per frequentare il quarto anno di composizione al conservatorio. Nel frattempo Piero Messina aveva continuato a frequentare alcuni amici bolzanini, in primis Giancarlo Bertoni, colui che gli ha fatto conoscere dischi bellissimi e lo ha introdotto, tra l\u2019altro, alla musica dei Van Der Graaf Generator, formazione di prog rock assai in auge all\u2019epoca, con particolare seguito in Italia pari se non maggiore di quello dei coevi Genesis.<br>\u201cI Van Der Graaf \u2013 ricorda Messina \u2013 vennero a suonare al Lem di Verona, un locale col palco basso che permetteva di stare a poca distanza da chi suonava: a fine concerto presi il coraggio di andare dietro le quinte per parlare con loro. \u00c8 stato cos\u00ec che ho fatto amicizia col sassofonista David Jackson, cominciammo a scambiarci per posta cassette su cui entrambi registravamo le cose che stavamo facendo. Pochi mesi dopo tornarono al Lem e coinvolsi anche Giancarlo, che mi aveva introdotto alla loro musica, cos\u00ec dopo il concerto trascorremmo la nottata con alcuni di loro in giro per la citt\u00e0\u201d.<br>I Van Der Graaf erano allora allo scadere del loro contratto con la Charisma e venne fuori l\u2019idea di fare qualcosa insieme, in un primo tempo addirittura il brano di Piero Fairhazel Gardens avrebbe dovuto essere cantato da Peter Hammill, ma questi decise a breve di fare il solista cos\u00ec la collaborazione fu tra Messina e gli altri componenti del gruppo. \u201cI Van Der Graaf e la loro musica \u2013 prosegue a raccontare \u2013 sfuggivano ogni possibile etichettatura, erano musicisti fenomenali; ci siamo ritrovati in una fattoria sperduta nel Galles in cui fu allestito lo studio mobile della Polydor. Il banco era in cucina, in una stanza suonava il batterista Guy Evans, in un\u2019altra suonava Jackson, io al piano di sopra, tutti con lunghissimi cavi per le cuffie suonando tutto in diretta. Le finestre e le porte erano coperte di materassi per attutire i rumori esterni\u2026 Una cosa che non \u00e8 mai stata detta \u00e8 che Giancarlo \u00e8 stato determinante in senso assoluto per la realizzazione del disco (uscito su United Artits col titolo di The Long Hello, e con disegno del bolzanino Paolo Paglia in copertina n.d.r.) visto che si \u00e8 occupato della produzione esecutiva e del budget lasciando a noi la parte artistica. Ricordo che la moglie di David cucinava per noi nello chalet di fianco alla fattoria e per tarare i volumi e fare un po\u2019 di riscaldamento il primo giorno abbiamo suonato brani degli Shadows. Sono stati anni bellissimi ed esperienze molto importanti, quello che rimane sono i bei ricordi. L\u2019anno prossimo saranno cinquant\u2019anni giusti, giusti\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello scorso numero abbiamo lasciato il ventenne Piero Messina negli studi milanesi della Numero Uno in qualit\u00e0 di chitarrista dei veronesi Alpha Centauri: \u201cIl gruppo era una meraviglia \u2013 ci racconta il musicista \u2013 l\u2019etichetta lo voleva assolutamente, ma aveva imposto che avessero un chitarrista e che se non ci avessero pensato loro gliene avrebbero [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":6717,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18],"tags":[114],"class_list":["post-6716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche","tag-rubriche-la-scena-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6716"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6718,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6716\/revisions\/6718"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}