{"id":6851,"date":"2022-09-08T02:00:00","date_gmt":"2022-09-08T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=6851"},"modified":"2022-09-07T10:38:41","modified_gmt":"2022-09-07T09:38:41","slug":"i-miei-ricordi-della-zona-industriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/09\/08\/i-miei-ricordi-della-zona-industriale\/","title":{"rendered":"\u201cI miei ricordi della zona industriale\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In questo numero del nostro giornale pubblichiamo la seconda tappa delle \u201cmemorie\u201d del nostro anziano lettore Bruno Lazzarini. Questa volta oggetto del passo indietro nel tempo \u00e8 nella zona industriale, un luogo dove molti bolzanini trascorsero per anni le loro giornate al lavoro potendo \u201cassicurare pane sicuro\u201d alle loro famiglie. Si tratta di ricordi personali, in alcuni casi sfumati, e potr\u00e0 anche esserci pi\u00f9 di una imprecisione dal punto di vista storico. Ma dalle parole del signor Lazzarini traspaiono in maniera chiara quelli che lui chiama \u201cpiacevoli momenti di passione\u201d, condivisa insieme a tanti altri bolzanini.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi parla sempre dello sviluppo e della crescita della nostra citt\u00e0 e della nostra provincia. Lo trovo giusto e credo che questo sentimento sia condiviso da tutti i cittadini, perch\u00e9 \u00e8 segno di orgoglio. Non trovo giusto per\u00f2 che siano dimenticati i ricordi della vecchia zona industriale, nata e cresciuta insieme alla citt\u00e0. Anche la zona industriale ha contribuito alla crescita e allo sviluppo di Bolzano. Ed ha subito, negli ultimi tempi, un cambiamento totale diventando anche commerciale ed artigianale.<br>In realt\u00e0 la \u201czona\u201d custodisce ancora in s\u00e9 il ricordo di diverse vittime del lavoro e anche del nazifascismo. E i ricordi &#8211; come sappiano &#8211; aiutano a vivere e considerare il vero valore della vita.<br>Partiamo da Ponte Resia. Dove c\u2019era il complesso Lama Bolzano, filiale delle Acciaierie, in origine vi era una fabbrica di calzature. Vi lavoravano parecchie ragazze e donne e sopra questo complesso vennero ricavati degli alloggi, destinati ai dipendenti delle Acciaierie. Sul lato destro si trovava invece un\u2019azienda che fabbricava fiammiferi, divenuta poi costruttrice di serramenti.<br>Si tratta della stessa ditta che, all\u2019epoca, forn\u00ec i serramenti delle casette Semirurali. Successivamente l\u2019azienda cambi\u00f2 ancora produzione e il nome (Cellsa), fornendo pannelli truciolari per le ditte di mobili.<br>Presso lo stabilimento Magnesio veniva quindi realizzata la lega usata dalle industrie che producevano aerei. Si trattava di un materiale leggero e resistente agli attriti dell\u2019aria. Anche alla Magnesio lavoravano diverse donne.<br>L\u2019industria Viberti, che invece fabbricava la carrozzeria e i cassoni per i camion, ad un certo punto chiuse i battenti e si trasfer\u00ec a Torino.<br>C\u2019era poi la Montecatini, parte del gruppo Montedison; ad essa faceva capo anche la piccola centrale elettrica adiacente al cimitero, ora passata ad Alperia.<br>Lo stabilimento \u201cMontecatini\u201d era basato tutto sui forni di colata della produzione dell\u2019alluminio, considerato uno dei migliori prodotti a livello nazionale e internazionale. Con l\u2019alluminio si producevano anche gavette e borracce, perch\u00e9 come sappiamo si tratta di un materiale che ha la qualit\u00e0 di mantenere fresche le vivande.<br>Lo stabilimento Lancia fabbricava camion e praticava il collaudo di detti mezzi su strada. Ad occuparsene erano operai specializzati, uno dei quali &#8211; abitante alle Semirurali &#8211; ad un certo punto perse la vita. Ora lo stabilimento Lancia occupa meno operai rispetto ad una volta e produce mezzi militari.<br>Lo stabilimento Acciaierie apparteneva al gruppo Falk e quindi \u00e8 stato ridenominato Valbruna. Produce il miglior acciaio a livello nazionale e internazionale, ma per ragioni ambientali \u00e8 stato costretto a calare la produzione e di conseguenza \u00e8 diminuito anche il personale.<br>La ditta Schiavoni, adiacente al sottopassaggio che congiunge la zona con Oltrisarco, eseguiva dal canto suo lavori di carpenteria metallica e forgia. Ad un certo punto speriment\u00f2 anche la costruzione di carrelli sollevatori.<br>La ditta Augusto Delaiti inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 in un piccolo fabbricato adiacente il retro dello stabilimento Lancia, divenuto ora deposito della ditta Thaler. La ditta Delaiti &#8211; acquisito un nuovo terreno &#8211; si svilupp\u00f2 come ampiezza in due capannoni. Anch\u2019essa eseguiva lavorazioni in alluminio. La direzione della ditta era affidata al figlio Franco, mentre la figlia Franca si occupava dell\u2019ambito amministrativo. Guido, fratello di Augusto, si occupava poi del controllo degli operai, mentre l\u2019altro fratello Mario faceva l\u2019autista e con un camion trasportava i lavori eseguiti.<br>La ditta Delaiti realizz\u00f2 anche un monumento dedicato a Pietro Badoglio. La stessa ditta si occupava anche della manutenzione e della funzionalit\u00e0 dei forni dello stabilimento Montecatini.<br>Sul suolo che all\u2019epoca ospitava la ditta Delaiti e la Cellsa oggi si trova la Metro, supermercato all\u2019ingrosso.<br>Nella mente \u00e8 ancora vivo il ricordo dei binari e dei carri merci ferroviari trainati dalle motrici che entravano e uscivano carichi da Montecatini e Acciaierie, con il personale addetto contrassegnato da bandierine rosse. Nella zona industriale ancora oggi sono visibili spezzoni di binari, tra essi anche alcuni da cui partirono i carri merci che trasportarono i deportati a Dachau e Auschwitz.<br>Per concludere &#8211; non so in quale anno perch\u00e9 ero ragazzino &#8211; mi ricordo che lo stabilimento Montecatini a carnevale organizzava spaghettate con musica e balli per i propri dipendenti, all\u2019aperto.<br>In zona industriale &#8211; anche qui non mi ricordo pi\u00f9 in quale anno &#8211; ci fu anche una visita del presidente Gronchi o del ministro Scelba. Si tratt\u00f2 di un grande evento.<br>Merita di essere ricordato anche il grande sindaco Giorgio Pasquali. Egli aveva a cuore il progredire e lo sviluppo della nostra citt\u00e0. Pasquali aveva il suo studio di ingegneria in Via Stazione, a pochi passi dallo scalo ferroviario. Voglio ringraziare anche l\u2019attuale sindaco Renzo Caramaschi che ci tiene a far grande la nostra citt\u00e0 con opere di pregio, dimostrando la stessa passione e amore che ebbe l\u2019ing. Pasquali.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Bruno Lazzarini<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo numero del nostro giornale pubblichiamo la seconda tappa delle \u201cmemorie\u201d del nostro anziano lettore Bruno Lazzarini. Questa volta oggetto del passo indietro nel tempo \u00e8 nella zona industriale, un luogo dove molti bolzanini trascorsero per anni le loro giornate al lavoro potendo \u201cassicurare pane sicuro\u201d alle loro famiglie. 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