{"id":7040,"date":"2022-09-22T02:20:00","date_gmt":"2022-09-22T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7040"},"modified":"2022-09-21T16:02:53","modified_gmt":"2022-09-21T15:02:53","slug":"la-grande-processione-del-1791","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/09\/22\/la-grande-processione-del-1791\/","title":{"rendered":"La grande processione del 1791"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L&#8217;imperatore Giuseppe II \u00e8 passato alla storia per aver preso di mira il potere secolare della chiesa cattolica ed aver abolito un terzo dei conventi. Tra le &#8220;vittime&#8221; ci fu anche il convento santuario dei Servi di Maria a Pietralba, che nel 1787 fu costretto a chiudere. Fu cos\u00ec che la sacra immagine custodita nel convento venne affidata al curato di Laives Johann von Kolb, che la port\u00f2 nella chiesa parrocchiale. Qualche anno pi\u00f9 tardi arriv\u00f2 l&#8217;autorizzazione a spostare l&#8217;immagine sull&#8217;altare maggiore: e allora a Laives fu festa grande&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Maria Teresa d&#8217;Austria mor\u00ec nel 1780. Entr\u00f2 nella storia soprattutto per l&#8217;istituzione della scuola pubblica obbligatoria. Dei suoi 16 figli, le succedette sul trono Giuseppe II, il quale, ispirato dalle idee illuministe dell&#8217;epoca, prese di mira l&#8217;enorme potere secolare della chiesa cattolica (e soprattutto i suoi possedimenti), abolendo di punto in bianco un terzo di tutti i conventi e riducendo di due terzi il numero dei religiosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le &#8220;vittime&#8221; dell&#8217;illuminato imperatore anche il convento-santuario dei Servi di Maria di Pietralba, costretto, nel giugno 1787, a chiudere i battenti nonostante il gran numero dei pellegrini che lo visitavano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Sacra Immagine fu affidata al curato di Laives Johann von Kolb che nella notte tra il 12 e il 13 luglio la port\u00f2 in paese collocandola su un altare laterale della chiesa parrocchiale. Solo nel 1791 arriv\u00f2 da Trento l&#8217;autorizzazione a spostarla sull&#8217;altare maggiore e allora a Laives fu festa grande: nei giorni tra il 24 e il 26 giugno 1791 migliaia di persone giunsero da ogni dove per assistere all&#8217;evento \u2013 peraltro ripetuto anche 100 anni dopo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 la fotografia nacque ufficialmente nel 1839, non esistono immagini del paese n\u00e9 di quell&#8217;epoca n\u00e9 di quelle anteriori. Il pittore bolzanino Joseph Anton Cuseth fu incaricato di immortalare la grande processione del 26 giugno e il suo dipinto, ancora esposto sotto il pulpito della vecchia chiesa, rappresenta un documento di straordinaria importanza per la storia di Laives. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle didascalie sono elencati tutti i partecipanti alla processione ma ci\u00f2 che ci interessa maggiormente \u00e8 il &#8220;ritratto&#8221; inedito del paese alla fine del XVIII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Premesso che il pittore, per ragioni &#8220;scenografiche&#8221;, \u00e8 stato costretto a tralasciare diversi edifici gi\u00e0 esistenti, colpisce immediatamente la grazia e l&#8217;armonia di un paesino collocato nel mezzo di giardini e vigneti \u2013 insomma l&#8217;esatto contrario di quanto siamo costretti a vedere oggi. Sullo sfondo si riconoscono le due colline moreniche e la chiesetta del Peterk\u00f6fele (con la nuova strada per Pietralba ultimata nel 1769) occupate dal &#8220;popolo&#8221; incaricato di accompagnare le celebrazioni con &#8220;cannonate e botti.&#8221; Ai suoi piedi la Pfleg, sede amministrativa dei Lichtenstein e poi rinomato Gasthaus; poco distante il Kalchhof. Al centro del dipinto vediamo la chiesa parrocchiale e alla sua sinistra le cosiddette &#8220;casette della chiesa&#8221; poi abbattute.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A destra si scorge la stretta &#8220;casa del dottore&#8221; (poi demolita per fare spazio al nuovo municipio), dimora del medico condotto e, in precedenza, quando a Laives si contavano dai 20 ai 30 scolari, utilizzata anche come scuola. Sulla destra si intravede la canonica, appena sotto la &#8220;Turnertorggl&#8221; (torchio) e il Turnerhof, poi casa Visintin. A destra, sotto la chiesetta, il maso Stampfl, poi casa di Anton Ebner.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella parte anteriore del dipinto si riconosce il Reinischhof (Frasnelli) e il prestigioso Grosshaus\/Casagrande, per oltre 130 anni di propriet\u00e0 della famiglia Franzelin (che poi acquister\u00e0 anche il convento di Pietralba).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fienile del Gro\u00dfhaus non era ancora stato ampliato e l&#8217;edicola all&#8217;angolo \u00e8 nel frattempo scomparsa. Sull&#8217;altro lato della &#8220;Reichsstra\u00dfe&#8221; si trova una fontana pubblica eliminata con la realizzazione del capolinea del tram.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0La vecchia Reichsstra\u00dfe imboccava ancora via Damiano\u00a0 Chiesa per raggiungere, nel cuore del vecchio paese, il &#8220;K\u00f6lbl&#8221; (poi &#8220;Zur Post&#8221; a partire dal restauro degli anni \u201880), che qui \u00e8 ritratto solo in parte. Davanti a questo la grande casa bianca \u00e8 il &#8220;Gassman&#8221; della famiglia Tabarelli ma mancano tutte le case tra questo e il Casagrande. Di notevole interesse anche i numerosi muri a secco che circondano case e vigneti: oggi purtroppo quasi del tutto scomparsi o trascurati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imperatore Giuseppe II \u00e8 passato alla storia per aver preso di mira il potere secolare della chiesa cattolica ed aver abolito un terzo dei conventi. Tra le &#8220;vittime&#8221; ci fu anche il convento santuario dei Servi di Maria a Pietralba, che nel 1787 fu costretto a chiudere. 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