{"id":7121,"date":"2022-10-06T02:25:00","date_gmt":"2022-10-06T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7121"},"modified":"2022-10-06T09:47:09","modified_gmt":"2022-10-06T08:47:09","slug":"i-fascismi-centanni-dopo-come-riconoscerne-i-segni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/10\/06\/i-fascismi-centanni-dopo-come-riconoscerne-i-segni\/","title":{"rendered":"I fascismi cent&#8217;anni dopo. Come riconoscerne i segni"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In questo mese di ottobre 2022 si ricorda il centenario della presa di potere del fascismo in Italia. Nel fare memoria della \u201cmarcia su Bolzano\u201d del 2 ottobre 1992, in molti hanno invitato a imparare dalla storia e a evitare gli errori del passato. A fine mese, il 28 ottobre, ricorreranno i cento anni della \u201cmarcia su Roma\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma che cosa fu (\u00e8) di preciso il fascismo? Umberto Eco, alla fine del secolo scorso, propose una serie di elementi caratteristici per individuarlo. Pu\u00f2 essere utile riprendere in mano l\u2019elenco per valutare, oggi che \u201cquel\u201d fascismo \u00e8 storia, a che cosa stare attenti per non essere rapiti da fenomeni analoghi.<br>Un primo punto \u00e8 il culto della tradizione del passato. Una tradizione dalle origini occulte, misteriose, spesso creata a tavolino. Ne segue il rifiuto di ci\u00f2 che \u00e8 moderno, combinato, paradossalmente, a un\u2019adorazione irrazionale della tecnologia. Questo irrazionalismo si sostanzia nel culto dell\u2019azione per l\u2019azione e porta a un atteggiamento diffidente verso scienza e cultura. Ne deriva anche il rifiuto della critica e dello spirito critico, perch\u00e9, facendo domande, si mette in dubbio la falsa unit\u00e0 della tradizione. Il fascismo ha paura di ci\u00f2 che \u00e8 diverso e complesso. Il razzismo (anche nella forma dell\u2019antisemitismo) ne \u00e8 la manifestazione pi\u00f9 evidente (come lo sono anche il partito unico, l\u2019omologazione dei mass media). Il fascismo fece leva, storicamente, sulla frustrazione delle classi medie, figlia della depressione postbellica e poi della crisi economica. Da ci\u00f2 l\u2019uso del populismo come metodo di propaganda. Esso manipola l\u2019idea di popolo (e nazione) come entit\u00e0 monolitica che esprime una volont\u00e0 comune (totalitaria) e non considera i diritti degli individui. La \u201cvolont\u00e0 del popolo\u201d, oltretutto, ha un unico interprete: il capo. Ne conseguono altre particolarit\u00e0: la derisione delle regole democratiche; l\u2019elitismo di massa e il disprezzo per i deboli (come le minoranze); l\u2019idea di un eroismo di massa che spinga a immolare se stessi per una causa \u201ccomune\u201d; il machismo (che implica l\u2019inferiorit\u00e0 delle donne e la condanna intollerante di abitudini sessuali diverse).<br>Il fascismo, essendo una casa costruita sulla sabbia, ha l\u2019ossessione per i complotti, ha una percezione esagerata della minaccia di nemici esterni (o comunque diversi), propone l\u2019idea guerra permanente e disprezza il pacifismo. Usa infine una \u201cneolingua\u201d, basata su un lessico povero e una sintassi elementare, al fine di limitare gli strumenti per il ragionamento complesso e critico. \u00c8 quello che oggi si chiama \u201cpensiero breve\u201d.<br>Questi gli elementi che, combinati insieme, dettero vita al fascismo. Molti di essi \u2013 facendo la dovuta attenzione \u2013 li ritroviamo a vari livelli nel nostro presente. Non necessariamente contrassegnati dall\u2019etichetta \u201cfascismo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo mese di ottobre 2022 si ricorda il centenario della presa di potere del fascismo in Italia. Nel fare memoria della \u201cmarcia su Bolzano\u201d del 2 ottobre 1992, in molti hanno invitato a imparare dalla storia e a evitare gli errori del passato. 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