{"id":7166,"date":"2022-10-06T02:00:00","date_gmt":"2022-10-06T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7166"},"modified":"2022-10-05T11:26:09","modified_gmt":"2022-10-05T10:26:09","slug":"le-forme-ibride-di-ismaele-nones","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/10\/06\/le-forme-ibride-di-ismaele-nones\/","title":{"rendered":"Le &#8220;Forme Ibride&#8221; di Ismaele Nones"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L&#8217;Associazione culturale lasecondaluna di Laives presenta &#8220;Forme Ibride&#8221; dell&#8217;artista trentino Ismaele Nones, che, con tocco raffinato e spiazzante, rivisita la tradizione delle icone bizantine. L&#8217;inaugurazione si tiene venerd\u00ec 7 ottobre alle ore 18 presso la Sala espositiva di via Pietralba 29 a Laives.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Una finestra aperta sul cielo&#8221;, o addirittura &#8220;un trattato di teologia a colori&#8221;: cos\u00ec vengono definite le icone bizantine, dipinti a tema sacro che rappresentano il Cristo benedicente o la vergine con il bambino, ma anche scene dall&#8217;antico e nuovo testamento, angeli e santi.<br>Le icone sono immediatamente riconoscibili perch\u00e9 da secoli sono &#8220;imprigionate&#8221; in uno stile fisso, immobile, sempre uguale a s\u00e9 stesso, legato al loro essere oggetti di culto e preghiera, ponti verso il divino.\u00a0<br>Ma nell&#8217;arte contemporanea, come nella poesia, non c&#8217;\u00e8 regola che non possa essere infranta per sperimentare e aprire nuovi orizzonti. Certo per romperle bisogna conoscerle, le regole: \u00e8 questo il caso dell&#8217;artista trentino Ismaele Nones, che nelle sue opere riprende lo stile delle icone bizantine, liberandole per\u00f2 dal contenuto sacro per portarle all&#8217;oggi. Nascono cos\u00ec le sue &#8220;forme ibride&#8221;, di cui abbiamo parlato con Gabriele Salvaterra, curatore della mostra e conservatore al Mart di Rovereto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nei suoi dipinti Nones gioca a creare contrasti e cortocircuiti, che tipo di lavoro \u00e8 il suo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho studiato a lungo il suo lavoro e sono rimasto colpito dalla grande seriet\u00e0 e autenticit\u00e0 del suo approccio. Come \u00e8 noto, gli iconografi si considerano delle &#8220;mani nelle mani del signore&#8221; e quindi i loro dipinti non sono &#8220;personali&#8221;, ma legati ad un canone ben preciso. Nones \u00e8 partito dalla conoscenza profonda per questo tipo di arte \u2013 il padre Fabio \u00e8 un noto iconografo trentino- per rappresentare per\u00f2 temi che interessano a lui, per sviluppare insomma la sua ricerca personale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quanto rimane comunque provocatoria l&#8217;operazione di Nones?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ismaele, in fondo, guarda al mondo che lo circonda e lo affascina nelle forme che ha imparato a osservare e riprodurre sin da piccolo, come diversi altri artisti fanno. Ci\u00f2 che, se si vuole, \u00e8 davvero provocatorio, non \u00e8 poi tanto l&#8217;unire mondi cos\u00ec distanti nella forma e nel contenuto quanto, piuttosto, recidere quel &#8220;sacro collegamento&#8221;, che nella pittura di icone ha da sempre fatto s\u00ec che il rettangolo dipinto non si riducesse soltanto a una bella immagine per ornare una parete vuota, ma restasse sempre un sorta di accesso sicuro a Dio, una sua presenza concreta della sua presenza immateriale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le immagini che ne derivano sono particolari e talvolta spiazzanti, a ben guardare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si, stridono e sono spontaneamente assurde: ad esempio nei suoi dipinti troviamo rappresentati dei nudi, scene in piscina o un aereo che passa; compaiono cani o addirittura scene alla &#8220;Heidi&#8221; con le mucche \u2026 insomma elementi impensabili nelle classiche icone bizantine. Ma capaci toccare questioni che narrano di imbarazzi, insicurezze ed emarginazione e che, a mio avviso, hanno molto a che fare con la condizione sempre pi\u00f9 fluida dell&#8217;idea del corpo che abbiamo oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una piena rottura con la tradizione, insomma&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 non proprio: come illustrato dal noto studioso di icone Elio Franzini sappiamo che la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa, perch\u00e9 nella storia dell&#8217;arte l&#8217;icona \u00e8 sempre stata ibrida, aperta anche a media e forme popolari. Nel tempo \u00e8 stata d&#8217;ispirazione per i cartellonisti e i pittori di insegne, ad esempio. Insomma, si tratta di una storia in bilico, in cui la divisione tra sacro e profano non \u00e8 poi cos\u00ec netta e rigida.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le informazioni sulla mostra<\/strong><br>Ismaele Nones, Forme Ibride, Sala Espositiva di Via Pietralba 29, Laives.\u00a0<br>Inaugurazione venerd\u00ec 7 ottobre, ore 18. La mostra sar\u00e0 visitabile fino a sabato 29 ottobre nei seguenti orari: da marted\u00ec a gioved\u00ec: 16 \u2013 19. Venerd\u00ec e sabato: 10 \u2013 12 e 16\u2013 19. Ingresso libero.<br>Per mercoled\u00ec 19 ottobre alle ore 18 \u00e8 in programma una visita guidata alla mostra con il curatore Gabriele Salvaterra. L&#8217;ingresso all&#8217;evento \u00e8 libero con prenotazione obbligatoria all&#8217;e-mail info@lasecondaluna.eu.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Caterina Longo<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Associazione culturale lasecondaluna di Laives presenta &#8220;Forme Ibride&#8221; dell&#8217;artista trentino Ismaele Nones, che, con tocco raffinato e spiazzante, rivisita la tradizione delle icone bizantine. 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