{"id":7373,"date":"2022-11-17T02:00:00","date_gmt":"2022-11-17T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7373"},"modified":"2022-11-16T11:31:40","modified_gmt":"2022-11-16T10:31:40","slug":"il-paese-di-pochi-capitale-della-castagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/11\/17\/il-paese-di-pochi-capitale-della-castagna\/","title":{"rendered":"Il paese di Pochi capitale della castagna"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Quando si parla di castagne si apre un mondo dalle molte variet\u00e0 e dalla lunga tradizione. Ricchezze che, anzitutto, dipendono dall\u2019altezza e dai luoghi in cui si coltivano. Comunemente, alle castagne si usano attribuire dei nomi che variano da zona a zona, ma alcuni sono ricorrenti, come il marrone (castagna di buona qualit\u00e0 e grossezza) di cui ne sanno qualcosa gli abitanti dei Pochi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un abitato di qualche centinaio di anime, frazione di Salorno, arroccato sulla montagna che sovrasta la sede Municipale e storicamente vocato alla coltivazione, per appunto, del marrone, frutto invernale di cui nei decenni se ne era quasi persa memoria.<br>Fin quando gli alti vertici comunali, nel fare l\u2019inventario per migliorare il paese, hanno rispolverato e stanno recuperando anche questa storia: \u201cAll\u2019inizio erano un po\u2019 tutti titubanti, ma da quattro anni ad oggi facciamo parte di una zona leader\u201d, spiega Roland Lazzeri, sindaco di Salorno, e, assieme all\u2019assessora Samantha Endrizzi, fra i promotori di questa iniziativa. \u201cPer noi sono stati una scoperta, continuando a crescere il bosco circostante li aveva nascosti\u201d.<br>L\u2019amministrazione comunale ha iniziato a perorare la propria idea, coinvolgendo la forestale in interventi di ripristino delle essenze storiche presenti in zona. Vien da s\u00e9 presumere che occorreva anche una base economica. E qui \u00e8 entrato in gioco il progetto leader, quindi l\u2019ottenimento di fondi europei e provinciali e l\u2019alleanza ad altre realt\u00e0 territoriali che presentano caratteristiche simili.<br>\u201cAssieme ad un esperto \u2013 continua il primo cittadino &#8211; abbiamo unito i nostri produttori ai produttori di San Genesio e della Val d\u2019Isarco\u201d. Vale a dire che queste tre zone avevano, ed hanno, delle particolarit\u00e0 simili, che hanno portato alla nascita del progetto congiunto \u201cCastagna d\u2019Oro\u201d.<br>\u201cPian piano il progetto sta arrivando alla conclusione,raggiungendo l\u2019obiettivo di avere un luogo definito per la coltivazione dei marroni del Sudtirolo, con anche un proprio marchio. A dicembre verr\u00e0 pubblicato un libro con diverse info e ci sar\u00e0 una serata assieme al consorzio degli albergatori e ad alcuni cuochi, che presenteranno i prodotti con le castagne\u201d, rivela Lazzeri, ricordando Josef Maier (coordinatore del progetto leader).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il dettaglio<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019Alto Adige pu\u00f2 contare su quattrocento ettari di castagneti, coltivati da cinquecento castanicoltori. Fra questi ci sono Rolando Telche Lino Schmid, residenti ai Pochi, a cui abbiamo chiesto di parlarcene. \u201cCi sono circa una ventina di persone che coltivano i castagni. La maggior parte sono piante secolari risalenti a Maria Teresa d\u2019Austria. In tutto sono circa un centinaio i castagni secolari. Alcuni nel tempo sono morti, ma pian piano stanno venendo sostituiti da impianti nuovi. Il castagno \u00e8 molto delicato, ma estremamente ecologico perch\u00e9 non \u00e8 trattato e da frutti molto nutrienti e versatili a molte lavorazioni. La concorrenza aveva sfiduciato la coltivazione ed ora \u00e8 tornato il trend, si facendo un bel lavoro, sono decorativi e ispirano fiducia per un futuro che, come un tempo, li vede una risorsa e non un peso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em><strong>Autore: Daniele Bebber<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di castagne si apre un mondo dalle molte variet\u00e0 e dalla lunga tradizione. Ricchezze che, anzitutto, dipendono dall\u2019altezza e dai luoghi in cui si coltivano. 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