{"id":7597,"date":"2022-12-01T02:20:00","date_gmt":"2022-12-01T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7597"},"modified":"2022-11-30T11:29:26","modified_gmt":"2022-11-30T10:29:26","slug":"nel-1911-la-citta-richiede-il-tram","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/12\/01\/nel-1911-la-citta-richiede-il-tram\/","title":{"rendered":"Nel 1911 la citt\u00e0 richiede il tram\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La costruzione della line tramviaria tra\u00a0 Bolzano a Laives fu una delle opere pi\u00f9 controverse a cavallo tra XIX e XX secolo. Un po&#8217; come oggi il ponte sullo Stretto. Fortemente voluta da gran parte della popolazione, fin dall&#8217;inizio trov\u00f2 molti oppositori che ne rallentarono la realizzazione, tra cui il comune di Dodiciville, poi confluito in quello di Bolzano, e la potente compagnia ferroviaria imperiale S\u00fcdbahngesellschaft, che ne temeva la concorrenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il 4 aprile 1912, la &#8220;Volkszeitung&#8221; pubblic\u00f2 un articolo che riassunse dettagliatamente l&#8217;annosa questione &#8220;tram&#8221;. &#8220;I fautori del tram Oltrisarco-Laives fanno sul serio&#8221;, scrisse, &#8220;sono ormai troppi anni che assistiamo al balletto delle promesse senza che nulla accada&#8221;. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;A Oltrisarco, negli ultimi anni, si \u00e8 registrata una rapida espansione edilizia verso S. Giacomo, una casa si aggiunge all&#8217;altra e centinaia di lavoratori si trasferiscono in questo nuovo quartiere&#8221;, continu\u00f2 l&#8217;articolo. Molti appartamenti rimanevano tuttavia vuoti mentre si continuava a costruire. &#8220;Il piccolo impiegato e altre categorie di lavoratori non possono trasferirsi a Oltrisarco in ragione della breve pausa-pranzo di cui dispongono, bench\u00e9 qui gli appartamenti siano pi\u00f9 economici e anche pi\u00f9 salutari grazie al bosco e ai prati che li circondano. Manca il mezzo di trasporto per raggiungere rapidamente ed economicamente la citt\u00e0 senza dover attraversare un mare di fango nella giornate di pioggia.&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma non si trattava solo di &#8220;comodit\u00e0&#8221;. Anche l&#8217;approvvigionamento della citt\u00e0 richiedeva questa infrastruttura. &#8220;Da S. Giacomo e Laives arriva l&#8217;80% della verdura consumata a Bolzano. Nelle giornate di maltempo, la consegna della verdura viene interrotta oppure i prezzi salgono dal 60 al 100% mettendo in difficolt\u00e0 i cittadini di Bolzano&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza del tram doveva consentire ai produttori di raggiungere comodamente la citt\u00e0 e di eliminare gli intermediari che facevano lievitare i costi. &#8220;La stessa cosa vale anche per il trasporto della frutta&#8221;, argoment\u00f2 l&#8217;articolista.<\/p>\n\n\n\n<p>Siccome tutte le promesse formulate in passato erano cadute nel vuoto, si era formato un comitato di cittadini,&nbsp; che nel giro di tre giorni aveva raccolto lasomma di 162.000 corone nella sola Oltrisarco, mentre Laives era disposta a contribuire con altre 70.000 corone. In una affollata riunione presso il ristorante &#8220;Stella Alpina&#8221; di Oltrisarco, il comitato, in persona dell&#8217;ing. Pollo, espose le sue ragioni. Il sindaco Perathoner nella sua replica comunic\u00f2 che la S\u00fcdbahn (ente ferroviario), grazie allo spostamento della sede stradale che rendeva superflua la presenza di un casellante, era disposta a contribuire con altre 40.000 corone. La strada e i binari dovevano correre sotto il Monte Calvario e poi doveva essere realizzato un sottopasso per raggiungere Oltrisarco. I costi dell&#8217;opera, che doveva essere realizzata dall&#8217;Azienda Elettrica, secondo il sindacosi aggiravano sulle 800.000 corone. A differenza del tram di Bolzano, che era costantemente in perdita, per quello di Laives si prospettavano bilanci positivi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;L&#8217;unico ostacolo alla realizzazione rimane il veto del ministero delle ferrovie, che non vuole consentire l&#8217;utilizzo del ponte sull&#8217;Isarco, ritenuto troppo instabile&#8221;, concluse il Sindaco. Ci\u00f2 nonostante si disse fiducioso e promise l&#8217;inizio dei lavori entro il corrente anno, dato che la gara d&#8217;appalto era gi\u00e0 avvenuta ed erano state presentate cinque offerte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, come sappiamo, l&#8217;opera fu realizzata solo a met\u00e0, con capolinea al Vurza. Ci vollero altri vent&#8217;anni per completarla fino a Laives.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La costruzione della line tramviaria tra\u00a0 Bolzano a Laives fu una delle opere pi\u00f9 controverse a cavallo tra XIX e XX secolo. Un po&#8217; come oggi il ponte sullo Stretto. 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