{"id":7622,"date":"2022-12-15T02:40:00","date_gmt":"2022-12-15T01:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7622"},"modified":"2022-12-14T09:26:15","modified_gmt":"2022-12-14T08:26:15","slug":"le-buone-notizie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2022\/12\/15\/le-buone-notizie\/","title":{"rendered":"Le buone notizie"},"content":{"rendered":"\n<p>Come si fa, oggi, a dare buone notizie, anche se ci sentiamo spesso assediati invece dalle cattive notizie? Questa \u00e8 la domanda che mi sono posto, mentre mi accingevo a scrivere queste righe che hanno lo scopo di fare a voi lettori i nostri migliori auguri di buone feste.<br>La prima cosa che mi \u00e8 venuta in mente \u00e8 che in realt\u00e0, tra le tante cattive novit\u00e0, c\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di individuare persone, storie, pensieri, prese di posizione che testimoniano attenzione, rispetto, disponibilit\u00e0, comunit\u00e0 e solidariet\u00e0. Di fatto \u00e8 quello che cerchiamo di fare con i nostri giornali da quasi 15 anni, una sfida e al contempo un\u2019occasione che rinnoviamo ogni due settimane, con convinzione. Ma non basta. Occorre anche avere degli strumenti per affrontare le cattive notizie, riuscire ad accettarle e reagire. Ecco, mi sono detto, \u00e8 su questo che bisogna puntare. Ogni cattiva notizia ha in se un\u2019insegnamento, uno spunto e una strada indicata, per fare dei passi in avanti. Per crescere. Per farsi forza e, in taluni casi, lavorare insieme per fare in modo che certi eventi non si ripetano.<br>Certo non possiamo fare nulla per impedire i terremoti, ma abbiamo gi\u00e0 capito che invece ci sono dei modi per mettere insieme le nostre energie (quelle di 8 miliardi di persone!), anche per fronteggiare i cambiamenti climatici. Ci sono poi cosiddette \u201cemergenze\u201d che invece sembrano fatte apposta, nella loro drammaticit\u00e0, per evidenziare ancor di pi\u00f9, anche se a ben vedere non dovrebbe essercene bisogno, con quali contraddizioni ci troviamo a convivere, quasi come se chiudessimo gli occhi e le orecchie, per non vedere e non sentire.<br>Negli ultimi giorni ci sono addirittura volute delle tragedie per farci finalmente agire su alcune criticit\u00e0. Come l\u2019insicurezza del traffico nelle citt\u00e0 e le tensioni nei nuclei di base delle nostre societ\u00e0 che sono le famiglie e i condomini. Incredibile \u00e8 poi il fatto che si sia ricorsi ancora una volta alla dicitura \u201cemergenza freddo\u201d per mettersi a litigare a livello politico sulla necessit\u00e0 di avere un sistema adeguato per sostenere le persone, sottolineo \u201cpersone\u201d, che vivono ai margini della nostra societ\u00e0, manifestando una fragilit\u00e0 cronica e che &#8211; in alcuni periodi dell\u2019anno per forza di cose &#8211; si ritrovano ad avere la loro stessa vita in pericolo.<br>\u201cOra, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.\u00a0Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perch\u00e9 non c\u2019era posto per loro nell\u2019albergo.\u201d Cos\u00ec c\u2019\u00e8 scritto nel vangelo di Luca. I mercatini di Natale esistono per celebrare quel bambino nato per strada. Non dimentichiamocelo e facciamo la nostra parte. Auguri a tutti voi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si fa, oggi, a dare buone notizie, anche se ci sentiamo spesso assediati invece dalle cattive notizie? 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