{"id":7750,"date":"2023-01-12T02:25:00","date_gmt":"2023-01-12T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7750"},"modified":"2023-01-11T12:06:28","modified_gmt":"2023-01-11T11:06:28","slug":"non-facile-ma-sempre-fruttuoso-e-ricco-di-doni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/01\/12\/non-facile-ma-sempre-fruttuoso-e-ricco-di-doni\/","title":{"rendered":"\u201cNon facile, ma sempre fruttuoso e ricco di doni\u201d"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Si \u00e8 spento a Merano uno degli ultimi preti che, originari del Trentino, hanno seguito l\u2019appello del vescovo fondatore della diocesi di Bolzano-Bressanone, Joseph Gargitter, e sono rimasti al servizio della comunit\u00e0, in particolare per sviluppare una pastorale di lingua italiana integrata con quella di lingua tedesca e ladina.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Don Ettore Garollo era nato a Levico Terme nel maggio del 1929. Dopo l\u2019ordinazione sacerdotale (1954) era stato inviato come cappellano a Bronzolo e di l\u00ec trasferito a Merano. Era il lontano 1956. Allora parroco di Santo Spirito era don Guido Cadonna, altro prete trentino, arrivato nel 1939. Negli ultimi giorni di guerra si era contraddistinto per il coraggio avuto nel benedire le salme di alcuni giovani uccisi dai nazisti, mettendo a rischio la propria stessa vita.<br>Questi preti trentini erano in Alto Adige perch\u00e9 allora gran parte del territorio apparteneva alla diocesi di Trento. Le cose cambiarono nel 1964, quando le diocesi furono fatte coincidere con le due province. A quel punto il vescovo Gargitter, ben consapevole di cosa voglia dire governare una comunit\u00e0 trilingue, chiese ai preti trentini di rimanere. Un altro di loro, don Giancarlo Bertagnolli (che oltretutto si altern\u00f2 con don Ettore a Bronzolo), scrisse cos\u00ec di quella situazione. \u201cGargitter \u00e8 stato un grande vescovo. Lo ricordo ancora molto, con affetto. Quello che mi ha impressionato quando \u00e8 nata la nuova diocesi \u00e8 che ci ha detto: \u2018I preti trentini che sono qui, li prego di rimanere perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la cura d\u2019anime della popolazione di lingua italiana\u2019. Ci \u00e8 stata offerta la possibilit\u00e0 di scegliere. Se sono rimasto a Bolzano \u00e8 stato in primo luogo per questo appello del vescovo. A me dispiaceva molto questo distacco dei decanati altoatesini da Trento, perch\u00e9 sono stato sempre molto legato al mondo tedesco. Ho sempre sentito tutti come fratelli e figli di uno stesso Padre, gli amici di lingua italiana, tedesca e i ladini\u201d. I preti trentini aiutarono la diocesi a guardare oltre i propri confini. Li dobbiamo ringraziare di cuore.<br>Altri sentono la convivenza di culture diverse come un peso. Non cos\u00ec papa Benedetto, anche lui scomparso in questi giorni, che proprio a Bressanone disse: \u201cNelle tre lingue \u2013 italiano, tedesco e ladino \u2013 si incontrano le culture\u201d. Dell\u2019incontro tra le culture\u201d \u201coggi tanto abbiamo bisogno\u201d. \u201cSappiamo che non sempre \u00e8 facile, ma che sempre \u00e8 fruttuoso e ricco di doni, che aiuta tutti e ci rende pi\u00f9 ricchi, pi\u00f9 aperti e pi\u00f9 umani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 spento a Merano uno degli ultimi preti che, originari del Trentino, hanno seguito l\u2019appello del vescovo fondatore della diocesi di Bolzano-Bressanone, Joseph Gargitter, e sono rimasti al servizio della comunit\u00e0, in particolare per sviluppare una pastorale di lingua italiana integrata con quella di lingua tedesca e ladina. 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