{"id":7855,"date":"2023-01-26T02:00:00","date_gmt":"2023-01-26T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7855"},"modified":"2023-01-25T16:21:10","modified_gmt":"2023-01-25T15:21:10","slug":"ilario-dalvit-lartigiano-artista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/01\/26\/ilario-dalvit-lartigiano-artista\/","title":{"rendered":"Ilario Dalvit:\u00a0l&#8217;artigiano &#8211; artista"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Reinventarsi, trovare la passione della vita e dedicarsene a tempo pieno: \u00e8 la storia di Ilario Dalvit, artigiano di Salorno che dopo aver raggiunto la pensione ha iniziato, con successo, la sua attivit\u00e0 artistica.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Con la scusa della pietra ollare, che ho lavorato per moltissimo tempo, avevo l&#8217;attrezzatura anche per fare le serigrafie su pietra. E allora mi sono detto: ma se potevo farle su pietra, perch\u00e9 non posso farle sulla carta? Mi sono appassionato, ho convertito l&#8217;attrezzatura e adesso mi dedico a fare incisioni in chiave moderna&#8221;.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Stiamo parlando di quasi cinquant&#8217;anni d&#8217;esperienza e di tanto in tanto ancora molta voglia di fare. Di decine e decine di serate passate davanti al tecnigrafo nella bottega di via Trento a Salorno, per realizzare i propri progetti. E poi tutta la parte della messa in opera, un mattone dopo l&#8217;altro. \u00e8 una storia che sottolinea il potere di reinventarsi partendo dal cosiddetto &#8220;lavoro dei sogni&#8221; quella che &#8211; oltre l&#8217;aver portato Ilario Dalvit a realizzare 1.400 stufe ad olle sparse fra Alto Adige, Trentino, buona parte del nord Italia e pure del centro nord &#8211; dopo la pensione lo ha spinto a rivedersi come artista amatoriale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo modo Dalvita ha quindi rimosso la sottile linea di confine che separa il mondo dell&#8217;arte dall&#8217;artigianato creativo di un tempo. Un vero punto di partenza, tecnicamente, e in parte creativamente, davvero fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&#8220;Anzich\u00e9 incidere una lastra di zinco o di rame, incido un materiale vinilico. \u00c8 a monotipo, perch\u00e9 faccio una sola stampa e poi devo rifare la matrice&#8221;, racconta con molto entusiasmo e un pizzico d&#8217;orgoglio, per un&#8217;attivit\u00e0 che gli sta portandogli parecchie soddisfazioni. &#8220;Tra non molto esporr\u00f2 a Castelfranco Veneto &#8211; rivela -. Per\u00f2 ho gi\u00e0 fatto diverse mostre fra Bolzano, Laives, Salorno, Rover\u00e8 della Luna&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Della sua professione di artigiano e restauratore di stufe ad olle, che ricordi conserva?\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Era il 1978 quando con un signore della Val di Non che conoscevo ci siamo messi in societ\u00e0. A quel tempo avevamo un negozio di pavimenti e rivestimenti. Dopo mi \u00e8 scattata una molla ed ho iniziato ad interessarmi e coltivare la passione per le stufe. Sono andato a fare dei corsi con dei maestri tedeschi e poi, assieme a mia moglie, sono andato avanti su quella via fino alla pensione nel 2015.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ha sempre lavorato da solo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal novanta al duemila con mio fratello, che era artigiano, poi s\u00ec\u2026 sempre da solo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E riusciva a stare dietro a tutto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutto! Le famose 35 &#8211; 36 ore settimanali, il mercoled\u00ec a mezzogiorno erano gi\u00e0 fatte. Partivo alle 6.30 del mattino con il furgone carico e tornavo la sera verso le 19. Il tempo di fare la doccia, cenare e poi gi\u00f9 in laboratorio a creare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei \u00e8 sposato ed ha due figli. Qualcuno di loro ha mai seguito le sue orme?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mia figlia durante le vacanze mi seguiva volentieri. A lei piaceva tagliare, fare la malta, si metteva una tuta da lavoro e via. Ma per una ragazza, oggi una donna, \u00e8 un lavoro pesante, altrimenti le sarebbe ben piaciuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa le piaceva maggiormente della sua professione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fare la stufa, dsbizzarrendomi a disegnarla, partendo da un triangolo per arrivare ad un tondo e poi via a giocare con le forme.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quale la richiesta pi\u00f9 particolare che ha ricevuto?\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una stufa barocca in Val di Non e una stufa modello nuovo a Sfruz, tutta dipinta con motivi floreali e vegetali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E se un giovane volesse intraprendere questo mestiere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe bellissimo! Costruire con le proprie mani un manufatto che riscalda \u00e8 il massimo che si pu\u00f2 dare in fatto di creativit\u00e0. Per\u00f2, oggigiorno, c&#8217;\u00e8 troppa burocrazia, carte, quando i primi anni bastava una stretta di mano, si combinava e via. Poi \u00e8 anche un lavoro molto delicato e costoso, che richiede molta manualit\u00e0, creativit\u00e0 e una bella responsabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si tratta di un mercato ancora aperto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 stato un periodo di calo anni fa, ma adesso vedo che con il caro energia c&#8217;\u00e8 un boom interessante. Molte famiglie preferiscono scaldare a legna, investendo su questi manufatti. \u00c8 senz&#8217;altro pi\u00f9 conveniente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Daniele Bebber<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Reinventarsi, trovare la passione della vita e dedicarsene a tempo pieno: \u00e8 la storia di Ilario Dalvit, artigiano di Salorno che dopo aver raggiunto la pensione ha iniziato, con successo, la sua attivit\u00e0 artistica. &#8220;Con la scusa della pietra ollare, che ho lavorato per moltissimo tempo, avevo l&#8217;attrezzatura anche per fare le serigrafie su pietra. 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