{"id":7861,"date":"2023-01-26T02:00:00","date_gmt":"2023-01-26T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7861"},"modified":"2023-01-25T16:24:23","modified_gmt":"2023-01-25T15:24:23","slug":"beppo-noldin-e-i-suoi-aguzzini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/01\/26\/beppo-noldin-e-i-suoi-aguzzini\/","title":{"rendered":"Beppo Noldin e i suoi aguzzini"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>L\u2019archivio del Novecento Trentino dedica un ampio database agli \u201cOppositori al fascismo\u201d attivi in regione. Si tratta, per ora, di 3498 schede di &#8220;gente comune\u201d. Tra i \u201csovversivi\u201d del ventennio compare anche \u201cNoldin Giuseppe\u201d di Salorno. La sua scheda contiene i dati relativi al fascicolo presso il Casellario Politico Centrale. Alla voce \u201ccolore politico\u201d viene qualificato come \u201cantifascista\u201d. Annotato anche il confino di polizia subito nel 1927 \u201cper essersi battuto per i diritti degli altoatesini di lingua tedesca\u201d. Durata: cinque anni, poi ridotti a due.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Josef \u201cBeppo\u201d Noldin era uno dei pi\u00f9 noti e attivi oppositori al fascismo in Alto Adige. Era nato a Salorno nel 1888 da madre nordtirolese e padre originario della Val di Non. Studi\u00f2 a Bolzano, Trento, Feldkirch e Rovereto e nel 1907 assolse il suo anno di servizio militare nei Kaiserj\u00e4ger. Dal 1907 al 1912 studi\u00f2 giurisprudenza a Innsbruck. Intraprese la carriera di avvocato svolgendo la pratica a Mezzolombardo presso lo studio dell\u2019avvocato Ossanna fino al 1914. Allo scoppio della prima guerra mondiale, si arruol\u00f2 nei Kaiserj\u00e4ger a Rovereto e fu mandato in Galizia. Ferito l\u201911 novembre a Lemberg \/ Leopoli, fu ricoverato all\u2019ospedale di Trento. Torn\u00f2 al fronte nel 1915 e fu fatto prigioniero dai Russi che lo trasferirono in Siberia, dove rimase fino al 1920.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, l\u2019impero austro-ungarico si era frantumato e il Tirolo meridionale era stato aggregato all\u2019Italia. Noldin, prigioniero di guerra, divenne italiano a sua insaputa tanto che rifiut\u00f2 di dichiararsi tale davanti alla commissione italiana che voleva imbarcarlo su una nave di prigionieri diretta in Italia. Torn\u00f2 comunque a casa il 13 aprile 1920 e apr\u00ec il suo studio di avvocato a Salorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Difese con successo un gruppo di giovanotti del paese che secondo le autorit\u00e0 avevano oltraggiato il corpo dei carabinieri il giorno di carnevale. Da quel momento, il suo nome entr\u00f2 a far parte dei \u201cnemici dello stato\u201d. Fu arrestato una prima volta il 10 dicembre 1925 e trattenuto in carcere fino al 7 gennaio 1926. Il processo ebbe luogo a Trento e Noldin scopr\u00ec soltanto allora di essere accusato di aver pronunciato \u201cparole oltraggiose\u201d nei confronti del regime e dell\u2019arma dei carabinieri. Secondo il pubblico ministero, avrebbe rivolto la parola \u201caguzzini\u201d ai carabinieri che lo stavano interrogando per una raccolta di fondi per una festa di Natale dei bambini del paese. Noldin neg\u00f2 l\u2019imputazione affermando che neppure conosceva quel termine poco usuale a Salorno e il giudice stesso ritenne infondata l\u2019accusa. Venne comunque condannato a cinque giorni di arresto (dopo averne scontati venticinque!) e 500 Lire di ammenda per aver raccolto fondi per una festa di Natale non autorizzata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come da un copione gi\u00e0 scritto e identico a quello di altri protagonisti dell\u2019antifascismo, fu nuovamente arrestato il 23 gennaio 1927 e incarcerato a Trento. Questa volta l\u2019accusa fu quella di aver organizzato, insieme al canonico Gamper e al maestro Rudolf Riedl di Termeno, lezioni private di lingua tedesca per i bambini della Bassa Atesina. La condanna fu pesante: confino a Lipari per cinque anni. A Lipari, dove conobbe molti antifascisti italiani, si ammal\u00f2 di febbre malarica. Gli fu consigliato di chiedere la grazia ma rifiut\u00f2: non voleva la grazia, ma i suoi diritti. La madre inoltr\u00f2 la domanda a sua insaputa e alla successiva amnistia la sua pena fu ridotta a due anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 a Salorno nell\u2019inverno 1928. Sperava di potersi dedicare alla famiglia e alla sua professione ma nel frattempo le autorit\u00e0 lo avevano cancellato dall\u2019albo degli avvocati. Gli venne negata anche la possibilit\u00e0 di recarsi a Karlsbad per curare la malattia contratta a Lipari. Fu operato due volte a Bolzano ma le sue condizioni di salute peggiorarono di giorno in giorno. Mor\u00ec il 14 dicembre 1929 all\u2019et\u00e0 di 41 anni lasciando la mogie e quattro figli. Migliaia di persone accorsero da tutta la Bassa Atesina e assistettero ai suoi funerali. In tutta Europa si commemor\u00f2 quest\u2019eroe dell\u2019antifascismo. Sulla sua lapide il regime permise di scrivere solo le sue iniziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni \u201870 del secolo scorso, la casa di Noldin fu acquistata da un ente pubblico e trasformata in ostello per la giovent\u00f9. Divenne un luogo d\u2019incontro tra uomini e culture diverse e il fatto che si trovasse proprio a Salorno, confine tra due grandi aree linguistiche e culturali, la trasform\u00f2 in un luogo simbolico per la rinascita dell\u2019Europa unita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019archivio del Novecento Trentino dedica un ampio database agli \u201cOppositori al fascismo\u201d attivi in regione. Si tratta, per ora, di 3498 schede di &#8220;gente comune\u201d. Tra i \u201csovversivi\u201d del ventennio compare anche \u201cNoldin Giuseppe\u201d di Salorno. La sua scheda contiene i dati relativi al fascicolo presso il Casellario Politico Centrale. 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