{"id":7937,"date":"2023-02-09T02:00:00","date_gmt":"2023-02-09T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=7937"},"modified":"2023-02-09T10:31:56","modified_gmt":"2023-02-09T09:31:56","slug":"la-contesa-tra-le-preture-di-egna-e-caldaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/02\/09\/la-contesa-tra-le-preture-di-egna-e-caldaro\/","title":{"rendered":"La contesa tra le preture di Egna e Caldaro"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Gi\u00e0 nel medioevo, il territorio della Bassa Atesina venne suddiviso in due distretti giudiziari: quello di Caldaro-Laimburg e quello di Egna-Caldiff. Ovviamente nel corso dei secoli le varie localit\u00e0 della valle dell\u2019Adige fecero parte ora di uno, ora dell\u2019altro distretto. In linea di massima, i paesi della riva sinistra dell\u2019Adige da Bolzano a Salorno sottostavano a Egna, quelli della riva destra \u2013 con l\u2019Oltradige \u2013 a Caldaro. Egna ebbe a lungo giurisdizione anche su parte della Val di Fiemme, cui in origine era legata, Caldaro su paesi del Burgraviato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In epoca asburgica, il distretto di Caldaro fu ufficialmente istituito nel 1849 da un\u2019apposita commissione e comprendeva otto comuni: Appiano, Caldaro, Cortaccia, Cortina all\u2019Adige, Magr\u00e8. Vadena, Termeno e Favogna di Sotto. All\u2019epoca, l\u2019intero distretto comprendeva 14362 abitanti, di cui il 93,3% si dichiararono di madrelingua tedesca, gli altri di madrelingua italiana e ladina. Solo a Vadena, grazie alla forte immigrazione dal Trentino, il 55% della popolazione apparteneva al gruppo linguistico italiano. Laives faceva parte del Bezirksgericht di Bolzano.<br>Anche il distretto di Egna comprendeva otto comuni: Aldino, Ora, Bronzolo, Cauria, Laghetti, Montagna, Egna e Salorno. Quando nel 1868 il potere giudiziari fu separato da quello politico, il distretto contava su 7747 abitanti, di cui l\u201983% si dichiar\u00f2 di lingua tedesca. Solo Bronzolo e Salorno potevano vantare un numero consistente di abitanti di lingua italiana.<br>La situazione cos\u00ec descritta rimase ferma fino al 1913, quando nel Bollettino delle Leggi e Ordinanze per la Contea principesca del Tirolo fu pubblicata un\u2019ordinanza del Ministero della giustizia del 31 agosto \u201crelativa all\u2019aggregazione dei comuni di Cortaccia, Cortina, Magr\u00e8 e Favogna di sotto al raggio di giudizio distrettuale di Egna nel Tirolo.\u201d L\u2019ordinanza entr\u00f2 in vigore il 1 gennaio 1914.<br>Se a Egna la soddisfazione era grande, a Caldaro mont\u00f2 una \u2013 peraltro inutile \u2013 ribellione contro i provvedimenti. Venne convocato il consiglio comunale il 27 settembre 1908 dal sindaco Florian Andergassen con un solo punto all\u2019ordine del giorno: \u201cordine del giorno del conigliere provinciale Monsignore Sebastian Glaz contro la separazione dei comuni di Cortaccia, Magr\u00e8, Cortina e Favogna si Sotto dal distretto di Caldaro\u201d. Il consigliere Barone Ludwig von Biegeleben prese la parola per motivare la protesta contro il provvedimento del Ministero della giustizia. Il barone sottoline\u00f2 l\u2019importanza dell\u2019innovazione, dato che proprio in quel periodo dovevano essere introdotti i libri fondiari. Il motivo principale per cui gli elencati paesi venivano attribuiti alla Pretura di Egna dera la distanza chilometrica da percorrere per raggiungere la sede dell\u2019ufficio giudiziario. All\u2019epoca, ci volevano due ore e mezza per raggiungere Caldaro da Cortaccia, tre ore e mezza da Magr\u00e8, sei ore da Favogna e 4 ore da Cortina. \u201cNon sono certo distanze abissali\u201d, comment\u00f2 il barone, che sottoline\u00f2 anche come fosse assai scarsa la frequenza della Pretura da parte degli abitanti dei comuni interessati. Inoltre, una volta al mese il Pretore di Caldaro teneva udienza a Cortaccia, consentendo ai contadini del circondario di risolvere le loro vertenze senza ulteriori perdite di tempo. Inoltre, argoment\u00f2 il barone, storicamente gli abitanti della destra Adige avevano i loro terreni in tutti i comuni della Bassa Atesina mentre quelli della sinistra Adige si concentravano nei comuni pedemontani. Separare i comuni da Caldaro equivaleva a creare una situazione di confusione amministrativa, dato che molti caldaresi avevano i loro campi proprio in uno dei comuni destinati a passare sotto Egna. La parte pi\u00f9 povera della Bassa Atesina sarebbe stata doppiamente penalizzata anche dal fatto che il commercio di vino e di altri beni era concentrato a Caldaro, mentre a Egna non si trovava neppure uno studio legale. Anche dal punto di vista linguistico sarebbero nati dei problemi: Salorno, Egna e Bronzolo erano in prevalenza italiani mentre i comuni della destra Adige erano prevalentemente tedeschi.<br>A nulla valse la protesta di Caldaro. Vienna non modific\u00f2 il provvedimento e successivamente anche con il passaggio al Regno d\u2019Italia nulla cambi\u00f2 e le Preture rimasero praticamente quelle disposte sotto l\u2019impero asburgico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 nel medioevo, il territorio della Bassa Atesina venne suddiviso in due distretti giudiziari: quello di Caldaro-Laimburg e quello di Egna-Caldiff. 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