{"id":8045,"date":"2023-02-23T02:25:00","date_gmt":"2023-02-23T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8045"},"modified":"2023-02-22T16:25:57","modified_gmt":"2023-02-22T15:25:57","slug":"guerra-o-pacesviluppi-dai-confini-imprevedibili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/02\/23\/guerra-o-pacesviluppi-dai-confini-imprevedibili\/","title":{"rendered":"Guerra o pace?<br>Sviluppi dai confini imprevedibili"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Ricorre in questi giorni (24 febbraio) il primo anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina. Fin da subito il mondo si \u00e8 trovato di fronte a una doppia urgenza: ristabilire il diritto e ritrovare la pace. La violazione dei confini tra stati sovrani rappresenta un precedente che la comunit\u00e0 internazionale non pu\u00f2 accettare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La guerra in Ucraina, al di l\u00e0 delle troppe vittime civili e dei caduti sui vari fronti di combattimento, ha prodotto una seria emergenza umanitaria. Circa 17.7 milioni di persone hanno bisogno di assistenza. Oltre 5.9 milioni gli sfollati interni \u2013 di cui un milione i minori \u2013 e 7.9 milioni i rifugiati nei Paesi confinanti. In tutto 13 milioni i profughi all\u2019estero, di cui circa 170mila in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il problema fondamentale resta la guerra in s\u00e9. Essa appare sempre pi\u00f9 un vicolo cieco dal quale \u00e8 assai difficile uscire. Tornando indietro si giustifica un\u2019aggressione. Andando avanti si perpetua la tragedia umanitaria e si rischia una deriva nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno, aveva posto l\u2019accento sull\u2019aspetto pi\u00f9 critico nella dinamica guerra-pace: \u201cPensiamoci: se l\u2019aggressione avesse successo, altre la seguirebbero, con altre guerre, dai confini imprevedibili\u201d. La questione \u00e8 centrale. Che cosa \u00e8 pi\u00f9 importante, nell\u2019ottica del bene comune: la fine immediata del conflitto o il ripristino del diritto internazionale e dei diritti delle persone? Il Presidente mette chiaramente in guardia rispetto alla tentazione di accettare l\u2019ingiustizia per sfinimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi giorni prima Mattarella, rivolgendosi a una conferenza di ambasciatori, aveva detto: \u201cL\u2019aggressione brutale della Federazione russa ai danni dell\u2019Ucraina ha messo in discussione le regole sulle quali abbiamo fondato la nostra pacifica convivenza. Un ordine basato sul rispetto del diritto internazionale\u201d. Al centro del sistema di valori su cui si fonda quest\u2019ordine \u201cvi \u00e8 la dignit\u00e0 umana e il rispetto della persona, che oggi vediamo invece in tante parti del mondo calpestato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Guerra o pace? Domanda destinata a rimanere senza risposte semplici, ma che chiama all\u2019impegno. Sapendo che le premesse per una pace giusta e duratura vanno costruite prima che scoppi il conflitto. Quando la bomba \u00e8 esplosa la politica del bene comune \u00e8 tragicamente impotente. Non resta che sperare, credere nell\u2019impossibile (continuando a lavorare e pregare per la pace).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricorre in questi giorni (24 febbraio) il primo anniversario dello scoppio della guerra in Ucraina. Fin da subito il mondo si \u00e8 trovato di fronte a una doppia urgenza: ristabilire il diritto e ritrovare la pace. La violazione dei confini tra stati sovrani rappresenta un precedente che la comunit\u00e0 internazionale non pu\u00f2 accettare. 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