{"id":8063,"date":"2023-02-23T02:05:00","date_gmt":"2023-02-23T01:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8063"},"modified":"2023-02-22T16:40:49","modified_gmt":"2023-02-22T15:40:49","slug":"shanti-powa-go-america","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/02\/23\/shanti-powa-go-america\/","title":{"rendered":"Shanti Powa go America"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Il sogno americano \u00e8 un mito che ha attratto musicisti di ogni generazione e di ogni parte del mondo. E la nostra regione non \u00e8 certo esente da questa fascinazione.\u00a0 Lo scorso dicembre \u00e8 toccato agli Shanti Powa calcare le assi dei palchi americani, per due concerti legati ad un\u2019importante manifestazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo ai Dedy Cemm che fecero per sei mesi la spola tra New York e le Bermuda sulle navi da crociera, o a Enrico Micheletti e Klaus Tengler, entrambi in California a fine anni settanta (il primo a L.A. dove pare abbia incrociato la chitarra con membri della band di Larry Coryell, il secondo a Frisco, dove frequent\u00f2 gente come Mike Bloomfield e Jorma Kaukonen ed incise persino un disco) e poi, in tempi pi\u00f9 vicini a noi, come non ricordare le puntate di George McAnthony a Nashville, il massacrante tour dei Graveworm, quello autogestito dei Nolunta\u2019s, fino alle recenti scorribande di Hubert Dorigatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Come dicevamo &#8211; lo scorso dicembre \u00e8 toccato agli Shanti Powa calcare le assi dei palchi americani, per due concerti legati ad un\u2019importante manifestazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTutto \u00e8 cominciato un paio di anni fa \u2013 ci racconta Thomas Maniacco, trombettista e portavoce del gruppo \u2013 abbiamo partecipato ad un contest organizzato da JM International, una ONG legata all\u2019ONU che organizza eventi per i giovani, il risultato \u00e8 stato che ci siamo ritrovati tra i gruppi vincitori e avremmo dovuto esibirci alla fine del 2020 in Corea del Sud, che quell\u2019anno ospitava la manifestazione. Tutto \u00e8 saltato per colpa del Covid, e il nostro concerto lo abbiamo filmato a casa ed \u00e8 stato trasmesso poi in streaming sul sito di JM International. Grazie per\u00f2 al piazzamento ottenuto siamo diventati, e continuiamo ad esserlo, ambasciatori della Fair Play Music nel mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Parimenti al concorso Busoni, il contest vinto dalla formazione altoatesina non \u00e8 detto debba avere per forza un vincitore: \u00e8 quello che \u00e8 accaduto con l\u2019edizione 2022 che avrebbe dovuto ospitare i vincitori nella capitale americana cos\u00ec gli organizzatori hanno avuto la bella pensata di invitare quindi gli Shanti Powa e altri musicisti legati al loro contest.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl materiale musicale di chi partecipa al contest \u2013 prosegue Maniacco \u2013 deve avere dei testi contro la corruzione, l\u2019oppressione, divulgare l\u2019idea di unione e comunit\u00e0 e noi sembravamo fatti apposta per questo tipo di evento. Nella fattispecie, a Washington si \u00e8 tenuta l\u2019International Anti Corruption Conference, a cui erano presenti tutte le ONG legate al circuito a cui appartiene JM International e proprio in quest\u2019ambito siamo stati invitati ad esibirci\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Impossibilitati a recarsi tutti in America, gli Shanti Powa sono cos\u00ec partiti in sei per l\u2019avventura oltreoceano, hanno passato qualche giorno in una sala prove di Washington per testare la formazione ridotta (Bertrand J. Ris\u00e8, Florian Gamper, Lukas Pichler, Fabian Pichler, Jonas Tutzer e Thomas Maniacco) a cui si sono uniti sul palco anche altri tre artisti invitati all\u2019IACC: il congolese Alesh, Faith Mussa dal Malawi e Lain, della band indiana Rain in Sahara.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa prima situazione in cui ci siamo esibiti \u2013 \u00e8 il cantante Berti Ris\u00e8 a parlare \u2013 \u00e8 stata strettamente legata all\u2019evento, con un pubblico formato ovviamente dalle ONG partecipanti, ma anche da diversi Segretari di Stato, incluso quello americano. Un\u2019esibizione in stile unplugged per giornalisti, speaker, politici e addetti ai lavori\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno successivo invece il gruppo si esibito al 9:30 Club, il locale pi\u00f9 in voga della capitale americana, particolarmente caro a Dave Grohl (Nirvana, Foo Fighters) che lo definisce il suo locale preferito, facendosi apprezzare dai frequentatori abituali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u201cSi \u00e8 trattato di un\u2019esperienza molto importante \u2013 conclude Berti, suonare e portare la nostra musica in America era un sogno. Devo dire che \u00e8 stata anche una cosa commovente per me, ho pianto di felicit\u00e0. \u00c8 stato un peccato non poterci essere con la band al completo, ma in compenso siamo riusciti a stabilire un legame molto forte con gli altri partecipanti, ci sono gi\u00e0 dei brani che stanno nascendo in collaborazione con loro: l\u2019idea \u00e8 di averli nel nostro prossimo disco e suonare ancora dal vivo con loro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Crazy Carnevale<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sogno americano \u00e8 un mito che ha attratto musicisti di ogni generazione e di ogni parte del mondo. E la nostra regione non \u00e8 certo esente da questa fascinazione.\u00a0 Lo scorso dicembre \u00e8 toccato agli Shanti Powa calcare le assi dei palchi americani, per due concerti legati ad un\u2019importante manifestazione. 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