{"id":8083,"date":"2023-02-23T02:00:00","date_gmt":"2023-02-23T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8083"},"modified":"2023-02-22T17:05:47","modified_gmt":"2023-02-22T16:05:47","slug":"appiano-allepoca-dei-franchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/02\/23\/appiano-allepoca-dei-franchi\/","title":{"rendered":"Appiano all&#8217;epoca dei Franchi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Come riferisce lo storico longobardo Paolo Diacono, tra il 575 e il 590 l\u2019esercito dei Franchi attravers\u00f2 pi\u00f9 volte la valle dell\u2019Adige. Diversi \u201ccastra\u201d di origine romana, in quel periodo presidiati da arimanni longobardi, furono distrutti, la popolazione in gran parte schiavizzata. Solo grazie all\u2019intervento dei vescovi Ingenuino di Sabiona \/ Bressanone e Agnello di Trento fu possibile liberare molti prigionieri dietro pagamento, si vocifera, di un\u2019ingente somma di denaro.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I Franchi, che sotto Carlo Magno avrebbero sconfitto definitivamente i Longobardi di Desiderio nel 774, penetrarono in Trentino per \u201cvendicare\u201d i continui sconfinamenti dei Longobardi nelle Gallie e, soprattutto, per contrastare sul nascere la pericolosa alleanza tra Longobardi e Bavari, questi ultimi stanziati nella piana di Bolzano fino a Laives. Per primo occuparono il castello di Anagni, eretto, secondo la leggenda, da Teodorico, re dei Goti. Da questo castello prese nome l\u2019intera valle chiamata prima di Nan e successivamente di Non. Cramnichis, il condottiero dei Franchi, sconfisse poi il conte di Lagare (Val Lagarina) Ragilo&nbsp; in una sanguinosa battaglia nella piana Rotaliana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella cruenta guerra del 590, i Franchi imperversarono nuovamente in Bassa Atesina. Distrussero diversi castra: Tesana (Tesimo), Maletum (Meltina), Sermiana (Sirmiano), Appianum (Appiano), Fagitana (F\u00e0dana di Cembra), Cimbra (Cembra), Vitianum (Vezzano), Bremtonicum (Brentonico), Voalenses (Voleno), Ennemase (Egna\/Castelfeder) \u201cet duo in Alsuva\u201d (Valsugana). Terminata la guerra, nell\u2019anno 591 una nuova calamit\u00e0 colp\u00ec la Val d\u2019Adige: non piovve da gennaio a settembre e non vi furono raccolti. Perfino l\u2019erba da foraggio si secc\u00f2 nei campi.&nbsp; Come non bastasse, sia quell\u2019anno sia quello seguente l\u2019intera valle fu invasa dalle cavallette. La Bassa Atesina era in ginocchio, affamata e decimata come mai negli ultimi secoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi castra o castella non vanno per\u00f2 intesi come castelli medievali ma bens\u00ec come veri e propri villaggi fortificati, occupati da una vasta popolazione dedita all\u2019agricoltura, all\u2019artigianato e ai commerci. Si presume che in epoca romana il fondovalle fosse ancora poco popolato e gli abitanti privilegiassero questi insediamenti collinari o di mezza costa. Non se ne sa ancora molto perch\u00e9 \u2013 a parte Castelfeder \u2013 pochi sono stati esplorati a sufficienza. La stessa Appianum, come sappiamo, risale certamente alla precedente epoca romana, durata mezzo millennio e terminata da poco pi\u00f9 di mezzo secolo. In quel periodo di occupazione longobarda \u2013 si presume vi fosse stanziata una guarnigione di arimanni \u2013 rivest\u00ec certamente una notevole importanza sullo scacchiere del duca di Trento Evino. Da qui controllava le mosse di nemici e alleati lungo tutta la valle dell\u2019Adige. Si spiega cos\u00ec la veemenza con cui fu attaccata dai guerrieri franchi che di fatto rasero al suolo il vecchio centro abitato romano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Da quel momento in poi, il territorio di Appiano fu di fatto occupato sistematicamente da coloni e \u201csignori\u201d di stirpe longobarda e bavara che si affiancarono all\u2019antica e residua popolazione romana. Il processo di assimilazione fu lento e la convivenza tutt\u2019altro che semplice. Le genti romaniche e germaniche vivevano una accanto all\u2019altra e continuarono a osservare proprie leggi, a praticare propri culti., a seguire proprie tradizioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche negli altri paesi e villaggi della Bassa Atesina della destra Adige successe la stessa cosa. Sul lato opposto della valle il processo di assimilazione fu ancora pi\u00f9 lento e si concluse soltanto dopo l\u2019anno 1000. In epoca carolingia, nell\u2019845, un atto giudiziario ci permette di conoscere i nomi di tre scabini attivi ad Appiano: Hagilo de Prissianum, Launulfus de Bavarius e Fritari de Apiano. Gli scabini erano giudici introdotti e nominati da Carlo Magno e di fatto \u201csuggerivano\u201d la sentenza al conte che presiedeva il tribunale e formalmente pronunciava il verdetto. Il fatto che tre alto funzionari di stirpe germanica occupassero cariche di quel livello potrebbe dimostrare che nel IX secolo gli \u201cimmigrati\u201d bavari e longobardi si erano gi\u00e0 ampiamente stabilizzati nella zona settentrionale del ducato di Trento. Nel documento, i tre vengono definiti \u201cTeutisci\u201d ovvero todeschi, per distinguerli dai longobardi. Possiamo dunque supporre che la definitiva stabilizzazione dei nuovi arrivati bavari e longobardi nella zona di Appiano (in precedenza vero e proprio feudo romanico) risalga perlomeno all\u2019epoca di Carlo Magno. Gli stessi nomi delle principali localit\u00e0 del territorio, tutte di chiara origine romana, vengono tedeschizzate proprio in quel periodo: da Appiano a Eppan (con la E al posto della A e l\u2019accento spostato sulla prima sillaba), da Cornaianum a Girlan, da Missianum a Missian.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi per alcuni secoli cala il silenzio su Appiano: finch\u00e9 nel XII secolo riappaiono testimonianze che confermano la completa \u201cmetamorfosi\u201d germanica del luogo: accanto a Ebpan o Eppan compaiono anche Screbuhilen \/ Schreckbichl (Colterenzio), Routa (Reit), Gurlan, Missen o Missian: dove la conservazione della desinenza rimane a perenne ricordo dei trascorsi romanici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come riferisce lo storico longobardo Paolo Diacono, tra il 575 e il 590 l\u2019esercito dei Franchi attravers\u00f2 pi\u00f9 volte la valle dell\u2019Adige. 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