{"id":8156,"date":"2023-03-09T02:25:00","date_gmt":"2023-03-09T01:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8156"},"modified":"2023-03-08T12:14:42","modified_gmt":"2023-03-08T11:14:42","slug":"post-pandemia-diamo-ai-giovani-le-chiavi-del-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/03\/09\/post-pandemia-diamo-ai-giovani-le-chiavi-del-futuro\/","title":{"rendered":"Post-pandemia: diamo ai giovani le chiavi del futuro"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Tre anni fa in questi giorni il lockdown. Strade deserte, scuole e chiese chiuse, paura. Le ordinanze che si susseguono a ritmi quasi quotidiani, i dispositivi di protezione, le regole, la \u201cdistanza sociale\u201d. I morti. Tutte cose che resteranno impresse nella memoria di chi le ha vissute, soprattutto dei pi\u00f9 giovani.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo gli ultimi dati, dall\u2019inizio della pandemia i contagiati in Italia superano i 25,6 milioni. I morti sono ormai oltre 188mila. I dati settimanali degli ultimi giorni parlano ancora di quasi 27mila nuovi contagiati (ma di oltre 47mila guariti), di circa 220 morti, di qualche migliaio di ricoverati, alcuni ancora in terapia intensiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il Rapporto pubblicato qualche tempo fa da Consiglio Nazionale dei Giovani e Agenzia Nazionale Giovani, in collaborazione col Censis, i giovani, che \u201crappresentano la parte pi\u00f9 vitale, acculturata, innovativa della societ\u00e0 italiana\u201d, oggi \u201cappaiono invisibili e spenti, prigionieri di una narrazione collettiva che non li vede mai come protagonisti e lascia loro pochi spazi per immaginare un futuro migliore\u201d. \u00c8 cos\u00ec?<\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia non \u00e8 stata solo un fatto sanitario. Ha fortemente influenzato il modo di guardare alla vita e al futuro. Se inizialmente a fare le spese della diffusione del virus sono state soprattutto le persone anziane, si \u00e8 presto evidenziato come bambini e ragazzi abbiano sofferto soprattutto a causa delle limitazioni nelle relazioni sociali. La cosiddetta \u201cdistanza sociale\u201d ha salvato a molti la vita ma, al tempo stesso, l\u2019ha svuotata, per qualcuno, di significato.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDurante la pandemia molti giovani hanno rivisto i propri progetti di vita, alcuni hanno smesso di studiare o hanno perso il lavoro, moltissimi si trovano in una situazione di sofferenza fisica o mentale. Sono giovani che si sentono soli, che hanno paura ad uscire e frequentare luoghi affollati, che esprimono, anche attraverso la comparsa di problemi di salute e nella trasformazione del proprio corpo, un disagio generazionale e personale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 di ansie, incertezze e depressione, sono per\u00f2 proprio i giovani ad avere in mano la chiave del futuro. Sono delusi del mondo che hanno ricevuto in consegna e tuttavia hanno ben chiaro quanto sia importante avere attorno a s\u00e9 una comunit\u00e0 e contribuire al suo sviluppo per il bene di tutti. Agli adulti sarebbe sufficiente ascoltarli e lasciarli fare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Paolo Bill Valente<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tre anni fa in questi giorni il lockdown. Strade deserte, scuole e chiese chiuse, paura. Le ordinanze che si susseguono a ritmi quasi quotidiani, i dispositivi di protezione, le regole, la \u201cdistanza sociale\u201d. I morti. Tutte cose che resteranno impresse nella memoria di chi le ha vissute, soprattutto dei pi\u00f9 giovani. 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