{"id":8189,"date":"2023-03-09T02:00:00","date_gmt":"2023-03-09T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8189"},"modified":"2023-03-08T12:45:26","modified_gmt":"2023-03-08T11:45:26","slug":"la-difesa-della-bassa-atesina-nel-1796","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/03\/09\/la-difesa-della-bassa-atesina-nel-1796\/","title":{"rendered":"La difesa della Bassa Atesina nel 1796"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Anni terribili, per la Bassa Atesina, il 1796 e 1797. Francesi in ogni dove, combattimenti, morte, carestie. I tetri rituali della guerra si ripetono dalla notte dei tempi, tanto che di questi \u201cmomenti di gloria\u201d ne sono piene le pagine della storia e ogni popolo ha le sue da raccontare. Risale proprio al luglio 1796 la tradizione dei Sacri Cuori di Ges\u00f9 arrivata fino ai nostri giorni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando quell\u2019anno il ventisettenne Napoleone Bonaparte assunse il comando dell\u2019armata impiegata nella campagna d\u2019Italia, il cuore d\u2019Europa sub\u00ec un tremendo scossone. Il Tirolo doveva restare estraneo alla contesa tanto che nel suo primo proclama \u201cAux habitants du Tyrol\u201d Bonaparte promise il massimo rispetto per \u201cgli abitanti semplici e virtuosi delle montagne\u201d: a patto che lo lasciassero transitare indisturbato verso Vienna. Ma quando i cocciuti montanari disobbedirono, anche questa regione fu pesantemente coinvolta negli scontri. La difesa dei confini divenne il bene supremo e i paesi della Bassa Atesina si mobilitarono.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai primi di giugno 1796 Napoleone si present\u00f2 alle porte del Tirolo. Era sua ferma intenzione attraversare la valle dell\u2019Adige per ricongiungersi alle truppe stanziate in Germania. La parola d\u2019ordine in Bassa Atesina era \u201cFermare Napoleone!\u201d. Salorno, Termeno e Cortaccia fornirono un battaglione di 140 uomini, Egna e K\u00f6nigsberg altri 100. C\u2019era grande carenza di armi ma ci\u00f2 nonostante i volontari si mostrarono battaglieri. Gli uomini della Bassa furono dapprima sistemati in Val di Ledro con il compito di controllare i passaggi verso l\u2019Italia. Dopo gli scontri tra francesi e austriaci presso Mantova, un fiume di soldati in fuga, feriti e malati attravers\u00f2 le strade polverose della Bassa Atesina. Scoppi\u00f2 un\u2019epidemia di tifo, che colp\u00ec anche parte della popolazione locale. Due soldati morirono tra Montagna e Pinzon, due vagabondi furono trovati senza vita a Montagna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine dell\u2019estate, per la difesa dei confini furono mobilitati altri uomini di Salorno, Egna, Termeno, Cortaccia. La sola Egna ne forn\u00ec oltre 200, Montagna una cinquantina. Gli austriaci sotto il generale Wurmser provarono a liberare Mantova e la Lombardia ma furono nuovamente respinti da Napoleone, che il 3 settembre prese quartiere a Rovereto. Era sua intenzione marciare verso Nord ma fu costretto a inseguire Wurmser fino a Bassano. Pochi giorni dopo i Francesi penetrarono in Tirolo attraverso la Val di Cembra. Sch\u00fctzen di molte compagnie cercarono di sbarrargli il passaggio. Tra Salorno e Egna avvennero le prime scaramucce, successivamente altri scontri ebbero luogo in Val di Fiemme. Il 2 novembre Napoleone tent\u00f2 nuovamente di avanzare fino a Caldaro per occupare l\u2019Oltradige ma fu respinto. Un magliaio di prigionieri fu condotto a Egna. Dopo alcuni giorni, gli Sch\u00fctzen della Bassa Atesina attaccarono su tre fronti i Francesi nei pressi di Bedollo. 40 Francesi furono catturati. Altri 74 furono catturati tra Pergine e Civezzano. Tra il 4 e il 5 novembre i Francesi di Vaubois si ritirarono da Trento, gli austroungarici li inseguirono lungo l\u2019Adige. Il giorno seguente i Francesi furono respinti oltre il ponte di Calliano. L\u20198 novembre \u201cnessun nemico si trovavo pi\u00f9 sul territorio tirolese\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La libert\u00e0, provvisoria, era riconquistata ma la Lombardia rimase in mano ai Francesi. Il Kaiser di Vienna insistette per un nuovo tentativo di liberazione di Mantova. Sulle strade della Bassa Atesina regnava il caos pi\u00f9 completo. Mancava tutto, dai generi alimentari alla legna per scaldarsi, dal fieno per gli animali ai medicinali. Specialmente il Welschtirol trentino era in ginocchio. La Bassa Atesina dovette sobbarcarsi l\u2019onere di sistemazione dei soldati e i trasporti dei generi di prima necessit\u00e0. Mancavano i buoi e anche i cavalli erano stremati. Un\u2019eccezionale ondata di freddo interruppe anche i collegamenti sul fiume Adige. Nel comune di Egna si trovarono rappresentanti di tutti i paesi della Bassa per riorganizzare la distribuzione dei viveri. In febbraio scoppi\u00f2 una nuova epidemia di tifo e migliaia di soldati e civili morirono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno successivo, dopo una serie di cruenti conflitti, il 7 aprile fu finalmente raggiunto un accordo per una tregua e il 17 ottobre fu firmato un trattato di pace a Campoformio presso Udine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni terribili, per la Bassa Atesina, il 1796 e 1797. Francesi in ogni dove, combattimenti, morte, carestie. 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