{"id":8212,"date":"2023-03-23T02:20:00","date_gmt":"2023-03-23T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8212"},"modified":"2023-03-22T17:59:18","modified_gmt":"2023-03-22T16:59:18","slug":"strade-diverse-ed-efficaci-per-imparare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/03\/23\/strade-diverse-ed-efficaci-per-imparare\/","title":{"rendered":"Strade diverse ed efficaci per imparare"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>In Alto Adige la sezione dell\u2019Associazione Italiana Dislessia punta a trovare nuova linfa e volontari, soprattutto tra i genitori dei ragazzi che soffrono di Disturbi Specifici di Apprendimento, i cosiddetti DSA.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con lo scopo di rilanciare la sezione di Bolzano l\u2019AID &#8211; Associazione Italiana Dislessia che si occupa dei Disturbi Specifici di Apprendimento &#8211; organizza un incontro di formazione e sensibilizzazione che avr\u00e0 luogo questo venerd\u00ec 24 marzo a partire dalle ore 18 presso IIS &#8211; Claudia de Medici &#8211; in via S.Quirino 37 a Bolzano. Dopo i saluti del Dirigente scolastico Andrea Pedevilla, la vicepresidente nazionale di AID Antonella Trentin presenter\u00e0 l\u2019associazione e la sua funzione sul territorio. Seguir\u00e0 l\u2019intervento in videoconferenza della docente e formatrice Laura Eberle che parler\u00e0 dell\u2019apprendimento linguistico, con particolare riferimento alla lingua tedesca. Nell\u2019occasione i soci protagonisti dell\u2019attivit\u00e0 della sezione di Bolzano riporteranno la loro esperienza, gli interventi realizzati e i bisogni riscontrati. La conferenza \u00e8 aperta a studenti DSA, ai loro familiari, a docenti, a rappresentanti dei servizi interessati sul territorio, nonch\u00e9 a tutti gli interessati. Per info e iscrizioni si pu\u00f2 scrivere all\u2019indirizzo email bolzano@aiditalia.org<\/p>\n\n\n\n<p>Per spiegare meglio cosa sono i disturbi specifici di apprendimento, i cosiddetti DSA, abbiamo fatto una chiacchierata con <strong>Fausto P\u00e0ntano<\/strong>, genitore e per anni punto di riferimento della sede altoatesina di Aid.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;INTERVISTA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando e come \u00e8 nata la sede altoatesina di AID?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Italia il problema dei Disturbi Specifici di Apprendimento \u00e8 stato affrontato molto tardi. In Inghilterra un\u2019associazione analoga alla nostra era stata fondata negli anni \u201830. Noi siamo arrivati 60 anni dopo. A Bolzano come genitori ci siamo trovati intorno all\u2019anno 2010, in un primo momento come gruppo di auto mutuo aiuto spontaneo. Poi, in seguito al varo della legge 170\/2010 che oggi tutela gli studenti con DSA nella scuola, abbiamo fondato la sezione altoatesina di AID.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In cosa consisteva la vostra attivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni abbiamo organizzato diverse iniziative, incontri con esperti, testimonianze da parte di giovani che avevano avuto successo nel proprio percorso di studio nonostante le difficolt\u00e0. Nella nostra sezione abbiamo portato le nostre esperienze ma soprattutto abbiamo dato supporto ai genitori che avevano bisogno di chiarirsi le idee, per sostenere il percorso formativo dei loro figli e ottenere la certificazione diagnostica. Al loro arrivo in sezione i genitori avevano la possibilit\u00e0 di sfogarsi e di condividere la loro esperienza, capendo che non erano soli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono molti i ragazzi che si devono confrontare con disturbi specifici di apprendimento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. In base all\u2019ultima indagine disponibile del Ministero dell\u2019Istruzione, relativa all\u2019AS 2020\/2021, gli alunni frequentanti le scuole italiane a cui \u00e8 stato diagnosticato un disturbo specifico dell\u2019apprendimento sono oltre 300.000. Anche se le statistiche con ogni probabilit\u00e0 \u201cfotografano\u201d solo una parte del fenomeno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si tratta di dati sottostimati?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Bisogna considerare che qualcuno riesce a compensare, senza dover fare un percorso ufficiale di potenziamento o riabilitazione. A livello nazionale al momento si stima la presenza di un 5% di studenti con DSA, circa uno per classe. In Inghilterra la percentuale \u00e8 molto pi\u00f9 alta, circa il 15%, perch\u00e9 l\u2019inglese non \u00e8 una lingua trasparente, cio\u00e8 non si legge come \u00e8 scritta. In ogni caso anche in passato, con ogni probabilit\u00e0, molti degli insuccessi scolastici erano legati a questo tipo di problematiche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 il principale problema che incontrano i ragazzi con DSA a scuola?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I disturbi specifici di apprendimento sono quattro: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, e sono classificati in base alla difficolt\u00e0 specifica che comportano: nel leggere, nello scrivere e nel fare calcoli in modo corretto e fluente. Ogni disturbo presenta dei propri indicatori. Ad esempio nel caso della dislessia possono essere una lenta decifrazione delle singole lettere; incertezza nell\u2019utilizzo delle sillabe; scarso controllo del significato delle parole. Molto spesso gli studenti con DSA hanno difficolt\u00e0 nella memorizzazione. In ogni caso ogni ragazzo presenta una diversa manifestazione del disturbo. Il nodo sta nella capacit\u00e0 di attivare strategie adeguate che consentano a questi alunni di riuscire ad avere successo nel loro percorso di apprendimento, anche attraverso l\u2019utilizzo di strumenti compensativi. Per quanto riguarda la dislessia il punto \u00e8 che se un bambino fa troppa fatica a leggere, bisogna evitare che tutta la sua attenzione e il suo impegno siano concentrati nel decifrare la il testo scritto. Per questo ormai da anni si fa un largo uso di tecnologie come la sintesi vocale, una voce artificiale che legge i testi per lo studente, consentendogli di superare lo scoglio della lettura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come funziona normalmente il percorso dei ragazzi con DSA a scuola?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tenendo conto delle indicazioni fornite dai clinici nella certificazione diagnostica presentata dalla famiglia, entro il mese di novembre la scuola predispone per ogni studenti con DSA un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Questo piano viene consegnato alla famiglia e viene controfirmato. &nbsp;<br>In esso si individuano le discipline per le quali prevedere l\u2019utilizzo di strumenti compensativi o misure dispensative. Il PDP durante l\u2019anno pu\u00f2 anche essere rivisto. Noi genitori infatti naturalmente non pretendiamo che i nostri ragazzi vengano promossi, ma ricordiamo solo il diritto di poter disporre di un tipo di insegnamento che consenta loro di apprendere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vengono coinvolti anche gli insegnanti di sostegno?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La legge 170\/2010 non prevede l\u2019insegnante di sostegno per gli studenti con DSA. \u00c8 compito degli insegnanti curriculari di aiutarli a raggiungere il successo scolastico. L\u2019obiettivo non \u00e8 solo promuovere l\u2019autostima dei ragazzi, ma anche la loro autonomia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019incontro del 24 marzo \u00e8 stato organizzato per rilanciare la vostra sezione. Era stata chiusa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, nel 2019 l\u2019abbiamo chiusa. Dopo l\u2019entusiasmo dei primi anni quando ci siamo ritrovati in una cinquantina di volontari, con il tempo l\u2019interesse \u00e8 andato scemando. Molti genitori all\u2019inizio si davano molto da fare ma poi, una volta avviato il percorso scolastico per i loro figli, smettevano di frequentare la sezione. Anche noi fondatori della sezione, d\u2019altronde, ad un certo punto ci siamo trovati in una situazione differente, con i nostri ragazzi che avevano concluso il loro percorso scolastico. L\u2019idea ora \u00e8 di dare una nuova spinta, cercando nuovi volontari, in questo caso anche magari insegnanti, che possano far rinascere la sezione altoatesina di AID. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La provincia di Bolzano si caratterizza, rispetto al resto del territorio nazionale, per la presenza della seconda lingua.&nbsp; A questo proposito come si opera?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La legge 170 prevede che siano disponibili tutta una serie di materiali e procedure specifici, per l\u2019apprendimento delle lingue straniere. In realt\u00e0 nel nostro caso si tratta di \u201cseconda lingua\u201d, quindi non si pu\u00f2, per esempio, essere dispensati dalle prove scritte, valgono le stesse regole dell\u2019italiano. Ma la strada da fare resta ancora molta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gli insegnanti hanno bisogno di una formazione specifica per seguire i ragazzi con DSA?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec. Alcuni la hanno, ma non tutti. E i corsi di aggiornamento in merito non sono obbligatori. In ogni caso queste tematiche fanno parte dei percorsi di studio da parte della nuova generazione di insegnanti che si laureano in Scienze della Formazione. La stessa Associazione Italiana Dislessia organizza corsi di formazione per docenti, online e in presenza, a livello locale e nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sappiamo che nella storia sono stati molti i personaggi illustri che hanno sofferto di Disturbi Specifici di Apprendimento. Queste neuro diversit\u00e0 stimolano la personalit\u00e0 e la creativit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Molte persone con DSA sono dotate di talento nell\u2019elaborazione delle informazioni visive e spaziali, capacit\u00e0 di problem solving, intuizione e creativit\u00e0. A dispetto degli ostacoli legati al disturbo, sono numerosi gli esempi di personalit\u00e0 di successo del mondo delle aziende, della cultura, dello spettacolo, della scienza e dello sport che hanno un disturbo specifico dell\u2019apprendimento, fra i quali il regista Steven Spielberg, il premio Nobel per la chimica Jacques Dubochet, l\u2019imprenditore e fondatore del gruppo Virgin, Richard Branson, il pilota di F1, Lewis Hamilton e molti altri. Evidentemente l\u2019utilizzo di strategie alternative nello studio predispone al meglio anche in questo senso. E oggi ormai abbiamo un\u2019intera generazione di giovani cresciuti in una scuola maggiormente capace di riconoscere i disturbi, compensando le difficolt\u00e0 e valorizzando i talenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CHE COSA SONO I DSA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I Disturbi Specifici dell\u2019Apprendimento (DSA) sono disturbi del neuro-sviluppo che riguardano la capacit\u00e0 di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente e che si manifestano con l\u2019inizio della scolarizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>I DSA sono classificati in base alla difficolt\u00e0 specifica che comportano. Si dividono nelle seguenti categorie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Dislessia &#8211; disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficolt\u00e0 nella decodifica del testo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Disortografia &#8211; disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficolt\u00e0 nella competenza ortografica e nella competenza fonografica.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Disgrafia &#8211; disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficolt\u00e0 nell\u2019abilit\u00e0 motoria della scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022 Discalculia &#8211; disturbo specifico dell\u2019abilit\u00e0 di numero e di calcolo che si manifesta con una difficolt\u00e0 nel comprendere e operare con i numeri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi disturbi dipendono dalle diverse modalit\u00e0 di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo. Non sono causati da un deficit di intelligenza, da problemi ambientali o psicologici e nemmeno da deficit sensoriali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I DSA non sono una malattia in quanto non sono dovuti ad un danno organico, ma un diverso neuro funzionamento del cervello, che non impedisce la realizzazione della specifica abilit\u00e0 (lettura, scrittura, numerazione o altro) ma necessita di tempi pi\u00f9 lunghi e carichi maggiori di attenzione. Questo diverso neuro funzionamento \u00e8 innato e non \u00e8 transitorio: accompagna l\u2019individuo per tutta la vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi dai Disturbi Specifici dell\u2019Apprendimento non si \u201cguarisce\u201d, ma le difficolt\u00e0 che li accompagnano possono essere compensate con il tempo e con una buona attivit\u00e0 di potenziamento\/riabilitativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Luca Sticcotti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Alto Adige la sezione dell\u2019Associazione Italiana Dislessia punta a trovare nuova linfa e volontari, soprattutto tra i genitori dei ragazzi che soffrono di Disturbi Specifici di Apprendimento, i cosiddetti DSA. 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