{"id":8231,"date":"2023-03-23T02:00:00","date_gmt":"2023-03-23T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8231"},"modified":"2023-03-22T18:10:09","modified_gmt":"2023-03-22T17:10:09","slug":"la-danza-da-bolzano-alla-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/03\/23\/la-danza-da-bolzano-alla-francia\/","title":{"rendered":"La danza, da Bolzano alla Francia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Bianca Maurmayr \u2013 bolzanina, classe \u201988. Si \u00e8 trasformata nel tempo, ma la passione per la danza che nasce dall\u2019infanzia l\u2019accompagna ancora. Da danzatrice si \u00e8 espressa sul palco, accompagnata dalla madre, Giuliana Lanzavecchia, e da Elisa Dar\u00f9; ora trasmette quest\u2019arte dalla cattedra, come professoressa associata presso l\u2019Universit\u00e0 di Lille, in Francia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come sei arrivata in Francia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso un percorso familiare, artistico e di studi, che passa per l\u2019Universit\u00e0 di Nizza, sono approdata a Lille nel 2019, con un contratto a tempo per la ricerca e l\u2019insegnamento. Ora insegno presso il Corso di Studi in Danza e Insegnamento della Danza. Quando dovevo decidere dove studiare danza, a livello accademico, ho capito in fretta che non l\u2019avrei fatto in Italia. Secondo me, quando si parla di danza, \u00e8 importante farlo anche dal punto di vista del danzatore. Mi sembrava necessario che all\u2019interno di un percorso universitario ci fosse un\u2019articolazione tra pratica e teoria, un passaggio costante tra aula di studio e studio di danza, e questo \u00e8 possibile in Francia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa manca all\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oltre a questo dialogo pratica-teoria, un sistema di sostegno sociale solido. Non voglio idealizzare la Francia, che ha i suoi problemi, per\u00f2 il sostegno al cittadino \u00e8 presente. Gli aiuti per pagare l\u2019affitto mi hanno permesso di sostenere gli studi a Nizza e un compenso per la disoccupazione a fine dottorato mi ha aiutata ad essere dove sono ora. All\u2019Italia manca anche una certa orizzontalit\u00e0 in ambito universitario: a Nizza ho avuto la fortuna di conoscere Marina Nordera \u2013 professoressa e ricercatrice molto generosa \u2013 che mi ha aiutata a fare esperienze professionalmente significative. \u00c8 grazie a lei che ho imparato, ora, a non sentirmi \u201cin cattedra\u201d con i miei studenti. Quando mi chiedono a cosa serva, la ricerca in danza, dico sempre \u201ca niente\u201d, utilitaristicamente. Serve a capire, collettivamente, cosa significa stare insieme, ad avere uno sguardo critico sul presente. \u201cServe al cittadino che volete essere.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Che rapporto hai con la Francia?\u00a0<\/strong><br><strong>E con l\u2019Italia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con la Francia \u00e8 un rapporto di amore-odio. Con la famiglia ci venivo in vacanza, quindi ho scelto di studiare in un posto che conoscevo e amavo. Vivere a Nizza \u00e8 stato molto difficile e appena ho potuto sono fuggita. In Italia torno, anche per lavoro. Continuo per\u00f2 a non sentirmi da nessuna parte: sono italiana in Francia e francese in Italia. Ho scritto la tesi di dottorato sui trasferimenti culturali in danza tra Parigi e Venezia nel Seicento per capire chi fossi \u2013 non l\u2019ho capito \u2013 e cosa vuol dire emigrare, immigrare, adattare i propri territori fisici e culturali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Di cosa ti occupi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Al momento lavoro ad una ricerca sui flashmob e i momenti di danza durante le manifestazioni politiche, per capire come questa possa contribuire alla forza di agire del cittadino \u2013 cosa molto attuale, dato lo sciopero di questi giorni in Francia; la settimana scorsa eravamo in piazza e ho partecipato politicamente e come ricercatrice. Sono anche attiva per creare una rete di ricercatori, per dare la possibilit\u00e0 a diverse voci di dire cosa sia oggi la ricerca in danza. Per questo, faccio parte di AIRDanza, Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza, e sono tesoriere e membro dell\u2019omologa associazione francese, aCD (association des Chercheurs en Danse).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Progetti futuri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sto dirigendo un volume che apparir\u00e0 nel 2024, all\u2019interno delle pubblicazioni AIRDanza \u2013 si tratta di un\u2019antologia di traduzioni in italiano, per continuare ad alimentare il processo di circolazione e trasferimento dei saperi. Prima per\u00f2 voglio tornare a lavorare con gli altri serenamente: usciamo da un periodo difficile e penso che ci sia bisogno di recuperare la capacit\u00e0 di essere presenti agli altri. Vorrei pubblicare la tesi di dottorato e approfondire il rapporto tra danza barocca e danza contemporanea, che molti artisti stanno facendo dialogare nella loro scrittura coreografica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autrice: Ana Andros COOLtour<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bianca Maurmayr \u2013 bolzanina, classe \u201988. Si \u00e8 trasformata nel tempo, ma la passione per la danza che nasce dall\u2019infanzia l\u2019accompagna ancora. Da danzatrice si \u00e8 espressa sul palco, accompagnata dalla madre, Giuliana Lanzavecchia, e da Elisa Dar\u00f9; ora trasmette quest\u2019arte dalla cattedra, come professoressa associata presso l\u2019Universit\u00e0 di Lille, in Francia. 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