{"id":8246,"date":"2023-03-23T02:20:00","date_gmt":"2023-03-23T01:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/?p=8246"},"modified":"2023-03-22T18:20:37","modified_gmt":"2023-03-22T17:20:37","slug":"i-masi-di-valseit","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/web.quimedia.it\/redazione\/2023\/03\/23\/i-masi-di-valseit\/","title":{"rendered":"I masi di Valseit"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Un elenco di quaranta masi risalente al 1589 ci informa che all\u2019epoca i quartieri di Laives erano il Paese \/ Dorf, Praitenberg (Montelargo), Puecha (Monte Francesco), in der Au (masi) e Sissa (Pineta). Non compaiono nella lista i 19 masi ancora esistenti di Seit, altra storica localit\u00e0 appartenente al comune, e quelli di Unterau o Schinte (S. Giacomo), che evidentemente godevano di una certa autonomia ecclesiastica.\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come il resto del territorio comunale, anche la frazione di Seit apparteneva fin dal XIII secolo alla giurisdizione di Gries, emanazione diretta della vecchia contea di Bolzano. Anche a livello parrocchiale, Seit faceva parte della curia di Bolzano fino al XVIII secolo. In quel periodo, a S. Giacomo e Seit furono istituite le prime \u201cExposituren\u201d o filiali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I masi di Seit ancora rimasti nel IXX secolo sono invece compresi nella lista di Richard Staffler degli anni cinquanta, che ne elenca tutti i proprietari noti, da quelli attuali fino al periodo medievale, a cui risalgono le prime notizie certe. Ci\u00f2 che avvenne prima, purtroppo, rimane per sempre racchiuso nel mondo del mistero.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante il fatto che il nome di Seit come lo conosciamo oggi (per non parlare della versione italiana La Costa del 1940, pressoch\u00e9 inutilizzata) in origine suonava diversamente. Scorrendo l\u2019elenco dei proprietari di maso Weingartner, uno dei pi\u00f9 antichi e a lungo di propriet\u00e0 dei conti Thun, si scopre che nel 1727 si parlava di Seith, mentre un secolo prima il luogo si chiamava Seidt. Nel 1493 viene invece citato il maso Weingartner a Valseit, e con questo nome probabilmente ci avviciniamo molto alla forma originaria. Anche nel caso del maso Fritscher (in origine Fr\u00f6tscher) troviamo un\u2019indicazione interessante: nel 1519 \u00e8 citato un maso Fritscher \u201cauf Mana\u201d, con riferimento al quartiere \u201clongobardo\u201d Manee di Nova Ponente, che probabilmente comprendeva anche Seit e il Colle e arrivava nel fondovalle fino a S. Giacomo \u2013 dove pure esiste un maso che richiama questo toponimo. Questo \u201cMana\u201d \u00e8 un chiaro riferimento agli arimanni longobardi, che nel VII e VIII secolo occupavano il territorio e i masi. Proprio sopra Laives, che apparteneva ai Bavari insediati a Bolzano, correva la linea di confine tra i due regni bavaro e longobardo e Seit era un avamposto del ducato di Trento al confine con la marca bavara. Dal maso K\u00f6hl in localit\u00e0 Schneiderwiesen (da snaida, cippo di confine) veniamo a conoscenza del fatto che \u201ci proprietari dei masi K\u00f6llen (K\u00f6hl), Tschufanerl, Mueller, Pichler, Ausserebner, Weingartner, Fr\u00f6tscher e Schluntner possiedono un bosco comune in localit\u00e0 Patschada di Seit\u201d. Anche questo Patschada \u00e8 un nome pieno di fascino che riporta a quel tempo poco esplorato in cui gente bavara e longobarda si contendevano il territorio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1569 troviamo il nome Seyt, ricavato certamente da un originario Valseit, poi trasformato in Vasseit e Faseit. In un documento del 1406, tra i masi appartenenti alla circoscrizione di Gries, compare, accanto a \u201cam Ekk, ze Prunn, zem Verstern, auf dem Stayn, ab Campney, im Puchach\u201d eccetera anche \u201cauf Vasseyt\u201d. Sono citati anche il Fliesser e \u201cSchlunthof ab Vaseyt\u201d. A tal proposito va comunque ricordato che sono frequentissimi i toponimi retico-etruschi introdotti dalla particella Vul, pi\u00f9 tardi romanizzata in Val. Ludwig Steub sostiene che anche il nome di Bolzano derivi da un originario Vulsana.<\/p>\n\n\n\n<p>Risale dunque al XV secolo la forma attuale di Seit per Vasseyt, derivante dalla caduta della sillaba iniziale Va-. Secondo Otto Stolz, il termine deriverebbe dal latino \u201cfossa\u201d mentre altri studiosi parlano di un generico \u201cprato erboso arido\u201d: tutte interpretazioni quantomeno fantasiose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong><em>Autore: Reinhard Christanell<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un elenco di quaranta masi risalente al 1589 ci informa che all\u2019epoca i quartieri di Laives erano il Paese \/ Dorf, Praitenberg (Montelargo), Puecha (Monte Francesco), in der Au (masi) e Sissa (Pineta). 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